Mentre in Europa dilaga un movimento antisemita e antigovernativo, un’immagine che viene dall’est…
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Un’immagine che tocca il cuore e smuove le coscienze delle persone, mentre allo stesso tempo è una provocazione.
Infatti, mentre un Gruppo di Giuristi per la Palestina, ha indetto una petizione per portare alla sbarra europea i vertici del governo italiano per complicità in strage, e mentre i sindacati preparano già le prossime manifestazioni Gaza-Governo collegate, sia sul 2º anniversario della brutale carneficina di Hamas inflitta a Israele, sia nel quotidiano bombardamento russo sulle città ucraine, il rumore del silenzio del democratico diritto a manifestare è assordante.–
Secondo stime di Save the Children, nel 2024 i civili morti in Ucraina erano 10.400. 400.000 i militari tra morti e feriti. Da numerose, attendibili fonti risulta che, dall’inizio del conflitto, siano oltre 20.000 i minori prelevati nei territori conquistati dell’Ucraina e deportati in Russia. Nessun megafono a denunciare codeste atrocità. Perché?
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Motivi per una riflessione ad ampio spettro per individuare con il proprio ragionamento quel qualcosa di strisciante che si sta insinuando nella nostra società. Pensare che la jihad è già tra noi, accoglienti complici di un progetto che si sta materializzando senza violenza, è patrimonio concesso al libero pensiero.
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Mentre in Ucraina, qualche altra Anastasiia morirà senza colpa questa notte, senza fare notizia, senza smuovere le piazze e le bandiere… senza fare “rumore”. Non in questo angolo giustizialista del conformismo occidentale.
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Mi spiace di non essere in grado di commentare con poche parole il testo.
Più che l’ immagine è questo articolo che mi sembra, forse volutamente, una ” provocazione” …..Non ne condivido in larga parte il contenuto, ma ovviamente qui non c’ spazio per argomentare.
Mi limito a dire che leggendolo mi viene spontaneo pensare al grave degrado dell’informazione .
I fatti dicono che ci sono state proteste, anche in piazza ed anche molto partecipate, per contestare, proprio a proposito della guerra in Ucraina, la cultura affaristica della guerra ( se pure in modo molto ambiguo da parte di un partito). E ovviamente anche per condannare il sacrificio di una popolazione che si trova stritolata in mezzo ad opposti interessi imperialistici. Ma i principali media non hanno fatto certo da ” megafono” a queste manifestazioni , come avrebbero meritato , anzi hanno cercato in tutti i modi di screditarle. Gli stessi media hanno invece sostenuto la posizione dei partiti favorevoli al riarmo ( e,come è noto, le armi uccidono anche bambini ed adolescenti).
Sarebbe interessante una riflessione sullo stato attuale di libertà ed indipendenza dell’informazione.
Carissima lettrice. La libertà di dissentire è assolutamente lecita in questa nazione molto democratica. Un po’ di presunzione invece scivola dalle poche righe destinate a un’ipotetica disinformazione. Su questo particolare ovviamente dissento, poiché sono in pace con una cultura mai doma di sapere. Di sicuro i miei numerosi crediti ottenuti nei corsi di aggiornamento per il giornalismo, proprio sulla ricerca della verità e l’applicazione della libertà da ogni appartenenza bastano per il mio animo in pace. Lei, gentile Gabriella, quanti corsi di aggiornamento in questi ultimi 20 anni ha presenziato? Giusto per curiosità. È comunque un piacere anche per me valutare il livello dei lettori e il suo è decisamente interessante! Domani uscirà un piccolo excursus sui sentimenti di odio & paura, genesi della vendetta
Come avevo scritto nella premessa per me è difficile esprimere in modo chiaro il mio pensiero in poche righe. Certo non posso vantare nessun credito nell’ambito del giornalismo e non avevo certo intenzione di mettere in dubbio la sua professionalità. Ma da semplice lettrice mi aveva stupito che ad una persona attenta ed informata come lei fossero sfuggite le manifestazioni dei tanto screditati “pacifisti” anche riguardo al conflitto in Ucraina. Questo mi è sembrata un’ulteriore conferma della malafede dei principali media, quando scelgono ad esempio di mettere in sordina o denigrare o distorcere il significato di determinati fatti ed invece usare ” il megafono” o la ripetizione ossessiva per altri. E questo nella maggioranza dei casi non dipende dalle competenze personali dei giornalisti, ma piuttosto, cosa ancora più grave, dalle forti pressioni che ricevono. Rischiano il posto e/o la carriera e quindi non fanno autentica informazione. Pochi hanno il coraggio o si possono permettere di cantare fuori dal coro. Consapevole di questo, soprattutto in merito ai fatti sconvolgenti degli ultimi anni, mi interessa conoscere vari punti di vista e seguire l’articolazione dei ragionamenti, ma poi prendo una posizione ascoltando la mia coscienza.