Milano è sotto scacco dei maranza. Marcello Foa parla di omertà e politicamente corretto.
Nei giorni scorsi il giornalista Marcello Foa* ha scritto un lungo post su “X” nel quale ha commentato l’ennesimo atto di violenza avvenuto a Milano, ad opera di tre minorenni.
In uno scorrevole articolo il giornalista Carmine Guarino, su “La Repubblica”, ha scritto: “Minacciato, spogliato e costretto a prelevare dal bancomat senza vestiti; arrestati 3 minori. La vittima ha 15 anni. Gli aguzzini lo hanno costretto a chiamare il padre per fargli ricaricare la prepagata. In manette anche un maggiorenne”.
Marcello Foa, giornalista esperto e molto competente in materia di informazione etica, ha scritto: “ancora una volta un dettaglio tutt’altro che insignificante giornalisticamente, viene affogato nell’articolo e non viene citato nei titoli, né nei sottotitoli, quello della nazionalità degli aggressori. Un tunisino di venti anni, un siriano di diciassette, un marocchino di sedici e un’italiana quindicenne”.
Su quattro soggetti coinvolti nell’azione delittuosa tre sono immigrati. Non si parla di una coincidenza né di una casualità ma di fattualità routinaria che chi si occupa di cronaca giudiziaria ben conosce.

Marcello Foa continua: “le statistiche dimostrano che c’è un problema di delinquenza minorile provocato in larga parte da giovani immigrati. Ma la stampa mainstream, quando succedono fatti come questi – il che accade, purtroppo, frequentemente – lo nasconde per timore di fomentare il razzismo”.
Incredibile a dirsi ma è così.
Grazie a certa Sinistra, sempre pronta a tacciare di razzismo chi ha il coraggio di proporre una riflessione sull’immigrazione criminale, molti organi di informazione si nascondono dietro un dito ed evitano di porre all’attenzione del lettore la nazionalità degli inquisiti, degli indagati, financo degli arrestati.
Scelta legittima, per carità, ma lecitamente discutibile.

Sinceramente viene piuttosto facile concordare con Foa quando sostiene che “così si finisce proprio per alimentarlo [il razzismo] e soprattutto si accentua quel senso di sfiducia e di insicurezza che oggi viene provato dalla grande maggioranza dei cittadini nelle città grandi, ma anche sempre di più anche in quelle piccole e medie”.
Perché celare – peraltro in modo maldestro – la nazionalità del reo se la si conosce e se si ha evidenza di quanto realmente accaduto? Un adagio molto diffuso insegna: “male non fare, paura non avere”.
Chi svolge con impegno ed amore la delicata professione del giornalista ha il dovere deontologico di “verificare sempre le fonti” che gli capitano “sotto mano” e, successivamente, porle a conoscenza del lettore cosicché questi possa formularsi una propria legittima idea.
Bene dice Marcello Foa: “Il giornalismo deve servire per parlare dei problemi più delicati come questo, certo con equilibrio e senso di responsabilità, con l’auspicio che questa serva a contribuire a tutelare i cittadini onesti, mentre l’omertà, anche mediatica, produce l’effetto opposto. Incoraggia i delinquenti, avvilisce i cittadini”.
Chi vi scrive, sin dal primo giorno che è entrato a far parte dello straordinario mondo del giornalismo, ha scelto di narrare le cose per quello che sono, anche a rischio di passare per grossolano, indelicato o inopportuno.

Meglio esser tacciato di “grossolaneria” piuttosto che di colpevole omertà. In Teologia si dice che “la Verità si impone da se stessa” e un giornalista, proprio come un teologo, deve render servizio alla verità.
Ha perfettamente ragione Marcello Foa quando – parlando della categoria alla quale appartiene da molti anni – scrive che “la maggior parte dei giornalisti non lo capisce e preferisce restare nell’illusorio conforto del politicamente corretto, cieco a tutto, anche al buon senso”.
I soggetti di cui “La Repubblica” ha parlato, nello scorrevole articolo di Carmine Guarino, erano al 75% di origine straniera. Perché non dirlo? C’è forse la volontà di nascondere sotto il tappeto una polvere ormai divenuta insostenibile ed inoccultabile?
Al lettore l’ardua sentenza.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
*Marcello Foa è giornalista, docente universitario, saggista. Dirige la collana “Scintille” per Guerini. Il suo ultimo libro è “La società del ricatto”.
