L'Editoriale della Domenica di CIVICO20NEWS © tutti i diritti riservati - elaborazione grafica Èlater (AI-free image - human made)
In quest’estate demenziale, mentre la Terra brucia, qualche governicchio giocherella colle frontiere e di/vide un’Eu-ro-pa già fram-men-ta-ria e fragilissima, riportandoci al Medioevo di Benigni e Troisi: è l’eclissi del buonsenso
Neuroni vacanti. E vaganti…
«ALT! Chi siete?… Quanti siete?… Cosa portate?… Un fiorino!»
«ALT! Chi siete?… Quanti siete?… Cosa portate?… Un fiorino!»
«ALT! Chi siete?… Quanti siete?… Cosa portate?… Un fiorino!»
Con la pavesiana feria d’agosto che si sta spegnendo, concludiamo che in quest’estate demenziale s’è palesata l’eclissi. No, non il parziale oscuramento del solleone, il 12 del mese. Quello – totale – dell’intelligenza umana asinina, naturale, non artificiale: abbiamo assistito, con “disperazione calma, senza sgomento” (Giorgio Caproni, 1965), alla sceneggiata delle frontiere.
L’esilarante amarognolo scherzetto a sorpresa che il vendicativo MadDonald – secondo alcuni commentatori mordaci – ha orchestrato coi fedeli servizievoli magrebini per Sánchez a Ceuta, usando gli aspiranti profughi a o mo’ di carne-da-cannone, ha indotto i governicchi di Roma e Madrid ad azzuffarsi su un campo in cui, essendo entrambi affacciati sul Mediterraneo, dovrebbero invece esser ferrei alleati contro i rigorosi nordici teutonici: Tajani, aggrappandosi alla crisi innescatasi, ha sospeso con la Spagna l’applicazione del trattato di libera circolazione, trascurando l’evidenza che la citata exclave si trova su una propaggine africana (forse alla Farnesina mancano mappe topografiche), quindi risulta fuori dall’area Schengen (ripetiamo: fuori dall’area Schengen); tra i due litiganti s’interpone pure l’insignificante Esagono francese.
La distanza minima dalle coste andaluse supera abbondantemente i 20 chilometri fra i flutti: epigoni di Ulisse, giungeranno a nuoto dalle Colonne d’Ercole?!? (Al cinema furoreggia l’Odissea di Nolan.)
I borbonici, per ripicca, ci han ripagati con la medesima moneta. E prontamente gli Austro-germanici (nonché, a ruota, Olandesi, Scandinavi, Svizzeri…) ne approfittano per rimandarci indietro gli indesiderati clandestini “dublinanti”, che si ipotizza siano arrivati dal Brennero: pretesto buono anche per altri membri dell’Ue (ed extra), allergici alla “redistribuzione” dei migranti… Insomma, un ottimo boomerang per la fraterna italietta nostra!
Un simile spettacolino tragicomico contribuisce a divi/dere un’Eu-ro-pa già fram-men-ta-ria e fragilissima – vasetto di porcellana tra i fusti d’acciaio-inox di Cina e USA –, con gran giubilo di Trumputin e Xi.
Gli odierni leader globali sembrano influencer piuttosto che statisti: pensano puramente alle prossime elezioni, non alle future generazioni (per evocare la celebre massima di Einaudi).
E, mentre costoro si sollazzano in tali trastulli sciacalleschi, l’inquinato Pianetucolo grigiastro–azzurrognolo inaridisce e brucia, colpito da temperature torride e acque marine bollenti (con spigole pescate già cotte a puntino… per i ristoranti), e trema per terremoti catastrofici ed eruzioni vulcaniche; poi continuano le solite guerricciole interminabili e gli stermini bellici implacabili, pericolosi conflitti che cominciano a sconfinare (con droni e attacchi ibridi) in zona NATO.
Parafrasando la lirica San Lorenzo (1896) di Pascoli, che un pianto di stelle inondi l’atomo opaco del Male!
Il povero Stivaletto peninsulare sprofonda, gravato da un mostruoso debito record (a 3.207,2 miliardi!), aumentato per comprare armamenti, non per migliorare scuola e sanità pubblica (ormai fatiscente, in smantellamento e privatizzazione): un problemino che si salda all’alta tassazione e ai bassi salari, all’industria declinante (spesso svenduta a stranieri) e all’asfittica crescita del pil, in stallo sullo zero-virgola (nonostante il prodigioso PNRR), con gas e carburanti alle stelle (cinicamente le compagnie energetiche e le banche incassano i mega-guadagni e brindano a spese dei clienti). Addirittura si rubano – facilmente – le splendide tavole dipinte di Antonello da Messina…
Complimenti! Primati di cui essere orgogliosi!
Scusate il lamentoso pessimismo cosmico ragionato, magari esageratamente apocalittico, però bisogna “fare i conti” con la realtà, evitando di abboccare alla fantasiosa propaganda propalata al popolino bovino vaccinato (vaccinato, almeno, per fortuna). A ciò Civico20News s’impegna.
Mi sento inoltre in obbligo di smentire il summenzionato ministro degli Esteri: NON è VERO che ad essere “controllati sono solo i viaggiatori provenienti da Paesi terzi” (per cui basterebbe esaminare in anticipo le carte d’imbarco); lo prova la lunga fila in cui ci siamo imbattuti all’uscita dello scalo di Torino Caselle per il volo in approdo da Barcellona, quando i doganieri, assai scocciati e scortesi (la buona creanza non costa un cent…), vagliavano ogni singola identità. Un ridicolo spiegamento dimostrativo di forze, degno di peggior causa.
A giudicare dalle espressioni dei rari turisti iberici (dai trat-ti somatici chiaramente “caucasici”, non… arabeggianti) che si apprestavano ad “invadere” l’urbe sabauda, non credo abbian gradito molto l’accoglienza tipica piemontese, proverbialmente gentile e genuina. Se lo scopo era di irritarli, disincentivandoli a tornare in futuro, immagino si sia ottenuto.
All’inverso, al di là dei Pirenei, furbescamente, non infastidiscono così i forestieri che dall’Enotria recano denaro; dunque, in sintesi, siamo noi stessi ad auto-sfra-cel-lar-ci i camillerici ca-ba-si-si.
Ad intristire non è tanto la cafonaggine in uniforme, atteggiamento generalizzato, dai Presidenti ai pezzenti, a cui – ahimè! – ci siamo abituati nella presente Era Tamarra: lascia sconsolati ed intimoriti la prospettiva della progressiva tendenza ad una nazione securitaria militarizzata, alla biotecnocratica società comunista-capitalista della sorveglianza (Deleuze, 1990, Duboff, 2019), che vessa i cittadini borghesi originari, non i “maranza” (che se ne stra-stra-fregano, perché non han nulla da perdere), e ci ferisce sguardo e coscienza il panorama di un Vecchio Continente di nuovo bal-ca-niz-za-to da barriere anacronistiche, che richiamano il Medioevo parodiato nel famoso film di Benigni e Troisi.
«EHI! Chi siete?… Quanti siete?… Cosa portate?… Un fiorino!»
Non ci rimane che deplorare!

