Le carnevalenti bugie dei media: (dis)informazione e (pseudo)giornalismo nell’era d’oro della “post-verità”, fra bufale social e altre bestialità artifintelligenti
Le bugie. Tipico goloso dolce carnascialesco. Benché siamo alla prima domenica di Quaresima, restano sempre in voga. Con chiacchiere.
Cronaca falsa sarebbe l’appellativo appropriato per molte testate pseudo-giornalistiche cartacee e on-line, o asociali social, che magari sfoggiano a caratteri cubitali il presuntuoso Titolo Maiuscolo del concetto filosofico dell’alétheia, che rimane irraggiungibile (il famoso “so di non sapere” era l’unica ragionevole certezza di Socrate) ma cui bisogna aspirare; si sta sostituendo invece la cosiddetta “post-verità” alla verità e la strumpalata Truth si afferma come radicale rilettura o stravolgimento dell’evidenza concreta (si pensi ai casi scioccanti delle esecuzioni a-sangue-freddo – a mo’ d’insetti – di innocui cittadini da parte degli incappucciati sgerri dell’Ice, difesi a-spada-tratta dalla Casa Bianca): una menzogna ripetuta e ripetuta e ripetuta ad libitum diventa credibile, secondo l’ineffabile insegnamento dell’immarcescibile Goebbels.
Non bastasse l’immenso stupidario d’inaudite inascoltabili webufale – più farlocche delle borsette Luì-Vucumprà della Santanchè –, che circolano galoppanti a-briglie-sciolte su facebook, instagram, tik-tok e compagnia stonante, ci si mette pure l’intelligenza-artificiale (de)generativa, coniugata con la deficienza naturale (in)umana, ad inquinare il già contaminatissimo ambiente internet, irretendo in spam e fake gli sprovveduti navigatori e scrollatori compulsivi del diabolico schermetto del cellulare; in vari avariati video virali, iconicamente impeccabili, individui comuni o personaggi celebri compaiono in asserzioni, atteggiamenti e/o comportamenti assurdi, paradossali, però talora difficilmente distinguibili dalla “realtà”, che risulta completamente abolita.
Che confusione! (Canterebbero i Ricchi-e-poveri.)
Ci son cascate con tutti gli scarponi addirittura le Forze dell’Ordine, pubblicando sul loro sito un’immagine palesemente ritoccata in merito all’esecrabile episodio di vigliacco pestaggio di un agente durante i recenti tafferugli di Torino, in coda al corteo pro-Askatasuna.
Perché offuscare con foto riprodotte sinteticamente l’originale nitidezza e autenticità provata di una notizia?
La seria deontologia professionale impegna noi di Civico-20 ad evitarlo: un’obbligazione inderogabile con voi lettori.
Intanto i gigamiliardari delle piattaforme globali – connessi agli Enti di Sicurezza di Washington e da essi ricattabili (i file Epstein docent), al pari degli equivalenti cinesi o russi in relazione ai rispettivi sovrintendenti – immagazzinano “fra le nuvole” teratonnellate di dati carpiti dalle nostre schedature di utenti “ignari” e propalano disinformazioni illimitate, per apprestare il presente e il prossimo futuro distopico (im)mondiale orwelliano di ipercontrollo panottico biosomatico del popolino bovino vaccinato (agghiacciante trama preconizzata da Foucault, Deleuze, Hardt e Negri). La tecnoarretrata Ue dell’Ursula tenta di proteggersi coll’abituale istinto burocratico-regolatorio, avendo le unghie spuntate, manzoniano vasetto di coccio tra i barili d’acciaio e silicio dei due Colossi egemoni, l’americano Aquilotto stellestrisciante e il fiammeggiante Dragone mandarino.
Sul fronte geostrategico guerreggiante, poi, si dovranno spacciare per “clausole accettabili” i termini di una resa quasi incondizionata dei martoriati Ucraini (buon anniversario!…) ai fraterni invasori impantanati del vampiresco zarino Vlad Ras-Putin (perdente in Siria e pericolante coi nerovestiti ayatollah iraniani, pesantemente minacciati dalla bellicosa flotta USA), mentre il roboante Board of Peace (che di “pace” ha solo il nome), istituito a Davos (!), raccoglie i peggio tiranni del Pianeta, insieme a Dracula, Frankenstein e Belzebù – nonché qualche ammirante “osservatore” occidentale –, e, sotto l’imperioso comando del tycoon immobiliarista pazzerello MadDonald, progetta un’enorme speculazione edilizia (non edificante) sulle ma-ce-rie, la pelle e le ossa dei palestinesi gazati da Netan (almeno 70mila vittime, confidano i vertici dell’IDF). Io non aderirei.
In questa cosmica caotica calma olimpica, con mamma-Rai “amichettista”, spetreccante, sfigurante e sovieticamente oscurante, l’affascinante italietta melonica melodica sanremese, imperturbabile, non soffrendo di altre rilevanti problematiche, si prende il lusso di dedicarsi ad un polemico referendum (il 22–23 marzo), che, simulando di occuparsi di Giustizia, si assume il chiaro scopo di “regolare i conti” – lo ha riconosciuto candidamente lo stesso ministro Nordio – tra i poteri di Parlamento, Governo (da rendere praticamente impunibili, destrorsi o sinistri che siano) e Magistratura (da vincolare), senza sfiorare, ad esempio, i tempi eterni degli iter processuali che interessano i miseri mortali.
Niscemi – con la biblioteca in bilico sul ciglio del burrone – sembra la metafora del Belpaesello dello Stivaletto peninsulare, franante sabbioso sull’orlo del baratro finale: faremo un passo avanti?…
…


Mi scusi, ma il suo articolo è alquanto confuso, non si capisce nulla di quanto voleva dire. Sono abituata a leggere articoli scritti in modo più scorrevole e chiaro. Grazie per l’attenzione
Profondamente corretto
sì Luciana il linguaggio è un po’… ( rococò ? ). Ma il contenuto non mi turba, anzi; a parte la citazione sui vaccini.
Suppongo che “in realtà” l’articolo editoriale in questione (“Cronaca falsa”) sia l’esempio d’un esperimento di intelligenza-artificiale (de)generativa – o demenza artificiosa -, volto a verificare quanti lettori online siano in grado di comprendere un testo complesso, giusto in stile “rococò”, più lungo di un messaggino di ‘facebook’, ‘whatsapp’, ‘x’ vel similia e con punteggiatura intermedia; sempre più rari? [probably a.i. generated response]