25 Settembre 2026

5 thoughts on ““Il dado è tratto” sullo stretto di Messina. Il via libera del CIPRESS: Il ponte si farà”

  1. Carlo, che abbia dei pro e dei contro è verosimilmente vero come lo è come la difficoltà di esprimere un pensiero senza risentire dei tanti proclami delle destre e dei NO (a prescindere) delle sinistre. Non sono né a favore, né contro, la costruzione di un opera di tale portata, però c’è da dire che in Italia se la destra dice SI, la sinistra urla NO, senza neanche pensare al lavoro che porterebbe un opera simile, ai collegamenti più veloci, e chi è stato in Sicilia sa che problemi ci sono in estate d in inverno, per quei 6 km di mare. Pensiamo al traforo, ben 34 Km sotto il mare tempestoso dello stretto della Manica (Chunnel), in Italia i NO TRAFORO starebbero ancora a Coquelle a fare attentati. E’ possibile, mi domando, che in questo Paese non si possa fare qualcosa senza fare profiliazioni di pro o contro? Fratoianni e Bonelli sono andati addirittura in Sicilia per parlare con i Centri Sociali per animare la contestazione. Non se ne può più! Paese di pagliacci e gente senza fede che si litiga una poltrona…..

    1. sempre attento alle cose sei, per me poi il problema è soprattutto di statica, 3300 m sono tanti, mai tentati. Pare che una struttura elastica sopporti i carichi previsti, ma nel mezzo che fa? Flette, rimbalza e saltella? in ogni caso,pare sia meglio che un viadotto a più campate. Comunque non penso che lo vedrò finito, si parla del 2035, quindi aggiungiamo i prolungamenti burocratici. Un saluto e un buon Ferragosto

  2. I litigi della politica sono ormai atavici… ma il ponte forse solleva un altra controversia: ci vogliamo veramente Uniti ?! Personalmente sono molto intimorita dalla imponenza architettonica e dalla sua effettiva sicurezza… Tuttavia, alla fine del primo processo per il disastro del Vajont i giudici assolsero gli ingegneri affermando che in fondo “ il progresso legittima vittime “….. E poi forse, come altri , comincio ad avere nostalgia del passato.. più bucolico che tecnologico…..

  3. Ho letto con attenzione l’articolo sul Ponte ,l’ideale perseguito da Berlusconi prima e da Salvini oggi e mi viene subito in mente il principe Fabrizio del Gattopardo :
    Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Certo un’opera colossale così da elenco delle meraviglie del mondo antico tra la nostra Calabria e la Sicilia personalmente stona molto nel contesto ambientale e culturale della Magna Graecia italica ma il gattopardismo attuale ha già dimenticato il Ponte Morandi sul quale sono passato 3 ore prima che crollasse. Ho un caro amico di Milazzo e penso che non passerò mai su quel ponte dovesse farsi per andare da lui e continuerò a prendere l’aereo per Catania. Miliardi buttati da anni su un comitato e altri miliardi si butteranno per farlo ? Attendiamo un Pontifex che benedica l’Opera. Sic!

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