I Carabinieri della Compagnia di Saluzzo, inquadrati nel Comando Provinciale di Cuneo, hanno compiuto un’indagine accurata dai risvolti davvero positivi.
Nonostante il caldo atroce che sta ammorbando la Provincia Granda, “alcuni giorni fa i Carabinieri della Compagnia di Saluzzo hanno arrestato due cittadini italiani, residenti in Campania, che stavano attuando in danno di un cittadino mantese una truffa che, se perpetrata, gli avrebbe fatto perdere tutti i preziosi ricordi di una vita, sia affettivi, sia economici”.
A darci contezza dei dettagli, come sempre, l’eccellente Comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale, Tenente Colonnello Daniele Riva, che ha opportunamente specificato come “i due, aiutati da un telefonista, che era riuscito a bloccare sia la linea fissa sia cellulare mantenendo attive le chiamate, erano riusciti a far credere alla vittima che la targa della sua autovettura fosse stata utilizzata per una rapina e che dei Carabinieri in abiti civili sarebbero andati a casa sua per controllare e sequestrare tutto l’oro, i preziosi ed il denaro in suo possesso”.
Storia complessa, complicata, ed ampiamente tipica di chi truffa le persone oneste.
Per fortuna, sul cammino dei due manigoldi, questa volta, si è interposta “la presenza di spirito ed il senso civico di un vicino di casa, che accortosi dello strano comportamento del suo amico ha chiamato i Carabinieri della Stazione di Verzuolo, che in pochissimo tempo sono giunti sul posto unitamente a personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia – NORM di Saluzzo, ha consentito ai militari di trarre in arresto i malfattori, che si erano già impossessati di denaro e preziosi”.
Inutile dire che se si chiamano i Carabinieri le cose vanno per il meglio.
I militari dell’Arma hanno una preparazione e una competenza nell’affrontare i reati predatori ma, soprattutto, sanno come fermare il circolo vizioso che si innesca tra truffatori e truffati.
Abbiamo visto tantissime volte questo tipo di episodi ed è sempre bruttissimo sentire le storie di quanti, senza colpa alcuna, vengono truffati.
Grazie al cielo l’ottimo lavoro dei Carabinieri, che si sono affrettati a perquisire il temporaneo domicilio degli arrestati, ha portato al recupero di “monili in oro per un valore stimato di 16mila euro, possibile provento di precedenti truffe”.
I Carabinieri in forza presso il NORM della Compagnia di Saluzzo hanno proseguito l’azione investigativa ed inquirente. Grazie a questo “hanno individuato i proprietari dei preziosi recuperati, due signori anziani di Lonato (BS), derubati anche delle collane che portavano al collo con la foto del figlio deceduto in un sinistro stradale, che, previa autorizzazione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo, con commozione hanno riottenuto il maltolto e l’inestimabile affettivo ricordo”.
Quando ad essere vittime di truffa sono persone che hanno già perso un congiunto la cosa suscita ancor più rabbia e desolazione nell’opinione pubblica.
I Carabinieri, ancora una volta, come angeli custodi, hanno operato con prontezza, fermezza e precisione chirurgica per aiutare queste persone e garantir loro quel senso di sicurezza perduto a causa degli eventi.
Anche se suona anacronistico, bisogna dire che gli arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari e la loro posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria “che ne valuterà la colpevolezza o meno nel corso dei successivi processi”.
Urge assolutamente metter mano al Codice Penale per togliere alcune facilitazioni che permettono a chi delinque di stare comodamente agli arresti domiciliari, invece che in carcere.
C’è stanchezza in giro.
I cittadini onesti e per bene sono stufi di vedere che chi compie reati se ne sta in panciolle nella propria abitazione, con il rischio che possa reiterare il fatto e cagionare ancora danni a chi ha la sola colpa di essere onesto.
Un grande ringraziamento va rivolto al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, che, sin dal suo insediamento alla Caserma Gonzaga, ha posto i suoi militari nella condizione di attuare campagne di informazione sulla sicurezza partecipata, raggiungendo i diversi luoghi di aggregazione delle persone anziane e delle famiglie, per metter in guardia la popolazione dagli odiosi, ed odiati, reati predatori.
