La Virginio Fasan a protezione del convoglio umanitario diretto in Palestina
Notizie dal Mar di Levante
I recenti attacchi intimidatori subiti da Global Sumud Flotilla nelle acque internazionali a sud di Creta sono stati condannati dall’ONU e dalla UE, ma non solo. Navi polacche, inglesi e italiane sono state colpite. Azioni molto gravi che hanno “smosso le acque “ nel governo italiano.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha valutato l’azione dei droni che hanno attaccato il convoglio nella notte del 23 settembre come una: «ingiustificata aggressione di navi su cui si trovano dei cittadini italiani». Quindi, ha disposto l’intervento della fregata Virginio Fasan che era in navigazione al sud di Creta, impegnata in una esercitazione “Mare Sicuro”, dirottando l’unità in direzione del convoglio.
Il ministro ha dichiarato di essersi consultato con La Presidente del Consiglio, specificando di aver informato rispettivamente: l’addetto militare israeliano in Italia, l’Unità di Crisi della Farnesina, l’ambasciatore e il nostro addetto militare a Tel Aviv. Specificando che si tratta di una operazione di esclusivo soccorso.
La fregata Virginio Fasan (F591) è un’unità multiruolo della classe Bergamini, lunga 144 m per 6900 t di stazza, costruita da Fincantieri e varata nel 2012. Raggiunge la velocità di 26 nodi, ha un equipaggio di 167 marinai e un armamento adeguato al suo molteplice ruolo operativo.
Schierare l’unità è stata scelta di carattere che fa già parte della lunga storia della nave, più volte attiva nel Mar Rosso ora chiamata a proteggere Flotilla da nuove violazioni del diritto internazionale.
Altre ed eventuali, sperando per il meglio in un settore mediorientale dove si stanno consumando dei fatti agghiaccianti, sui quali non servono polemiche o proclami altisonanti poiché: contro la forza la ragion non vale”.
Quella questione etica, etnica e territoriale che nel 1917 ha spezzettato il deserto dell’ex impero ottomano e che, dal 1947 in poi ci aveva abituato ai conflitti israelo-palestinesi, sta destabilizzando le menti del mondo.
Netanyahu, Hamas, Olocausto per fame, ostaggi morti contati come vivi. È la fiera dell’orrore dove le parole inciampano tra i denti, la mente si rifiuta di accettare una tale resa dei conti in continuo divenire. Violenza chiama violenza. La lega araba si sta compattando. La storia ci perdonerà?
“Mala tempora currunt sed peiora parantur” è una frase attribuita a Cicerone e tradotta in italiano significa: “corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori”. Lo si percepisce a pelle. Giovani nelle piazze chiedono pace, qualche infiltrato spacca le vetrine. Poliziotti in ospedale. C’è nervosismo che sale troppo in giro.
Barche a vela portano cibo in Palestina. Gesto simbolico nient’affatto banale, molto politico certamente si, un pretesto che potrebbe farsi imbarazzante. Giorgia Meloni spiega, ne parla fuori dai denti. Quasi tace Papa Leone, potrebbe fare molto di più.
Nel frattempo una nave della Marina Militare Italiana pare che farà da ombrello a Flotilla, poi, quel che sarà lo sapremo domani.
