A Cuneo, Monsignor Natalino Pescarolo, celebrò i 70 anni dell’Oratorio “San Giovanni Bosco”. Il ricordo per i 90 anni dei “Sale”.
La Città di Cuneo, in questo 2025, si trova a celebrare i 90 anni dell’Oratorio Salesiano “San Giovanni Bosco”.
Vi abbiamo portato la testimonianza che rilasciò il Presidente della Provincia, Raffaele Costa, nel 2005, e la considerazione che ha il Sindaco di Cuneo, Patrizia Manassero, di questa importante opera educativa all’interno della città.

Sarebbe impossibile non riportare il pensiero di un grande vescovo della Chiesa Cattolica, monsignor Natalino Pescarolo, che con i Salesiani di don Bosco ebbe un lungo e proficuo rapporto sia a Cuneo che a Fossano.
Per la festa di san Giovanni Bosco, il 31 gennaio 2005, Monsignor Natalino scriveva: “Anche a Cuneo è arrivato il sogno di Don Bosco: fare dei giovani degli onesti lavoratori e dei buoni cristiani, raccogliendoli con amore, per distoglierli dalle ore passate a bighellonare per la città, senza meta né scopo, in un luogo che è adatto a favorire il loro sviluppo morale, umano e di fede”.
Monsignor Natalino era un uomo buono, un pastore secondo il cuore di Dio, un Vescovo che si è sempre fatto prossimo ai fedeli della sua Diocesi e che non ha mai rifiutato un confronto, un consiglio, uno scambio di idee con i Sacerdoti operanti in Diocesi.

Ogni volta che monsignor Pescarolo si recava presso la Parrocchia “San Giovanni Bosco” per amministrare le Cresime o per celebrare qualche momento importante per la Comunità Salesiana, spendeva sempre parole sincere, concrete e mai scontate sull’Opera Salesiana nella Chiesa universale, nella Chiesa particolare, nella vita del Popolo Santo di Dio pellegrino sulla terra.
Chi vi scrive, in quel 2005 ebbe la fortuna di poter esser presente alla Santa Messa presieduta da Monsignor Pescarolo e – ancora una volta – poté apprezzare la freschezza e la profondità predicativa del Vescovo di Cuneo e Fossano che tanta stima aveva di don Bosco e dei suoi successori.

Sicuramente, se fosse ancora vivo Monsignor Pescarolo, si metterebbe le mani nei capelli nel vedere cosa sono diventati i Quartieri Donatello e Gramsci. Contrariamente a ciò che era negli scorsi decenni, oggi è pieno di ragazzini – possiamo dire “maranza” – che passano le ore “a bighellonare per la città, senza meta né scopo”.
I due storici quartieri di Cuneo Sud sono diventati ricettacolo di immigrati di seconda generazione, per lo più minorenni, che non vedono nell’Oratorio Salesiano “San Giovanni Bosco” un luogo allettante e formativo. Essendo allergici alle regole non sentono attrattiva per un luogo dove si gioca, ci si diverte, si passa tempo spensierato, ma, al contempo, si riceve un’educazione cristiana, una formazione umana integrale e si viene esortati a formarsi nel campo professionale.
I “maranza” del terzo millennio preferiscono fare scorribande con i monopattini elettrici, scorrazzare con le biciclette sui marciapiedi, disturbare le persone con i loro comportamenti al di sopra della legalità e rendere la vita difficile a chi vorrebbe vivere in un quartiere pulito e decoroso.

Grazie al cielo, ai Salesiani c’è un Direttore, don Thierry Dourland, che non si lascia prendere in giro da chi pensa di usare i “Sale” per i suoi scopi, senza apprenderne le regole, e fa dell’insegnamento di don Bosco il suo tratto caratteristico.
Proprio come ebbe a dire monsignor Pescarolo, don Bosco “dava alla gioventù l’impronta del bene, anche sociale” ed infatti molti ex-allievi dei Salesiani sono oggi classe dirigente delle città e del Paese.
Nel 2005, il Vescovo di Cuneo e Fossano ebbe a dire: “sentiamo che la sua eredità [di don Bosco], trasmessa attraverso lo spirito salesiano dei suoi successori e collaboratori, che si sono succeduti a Cuneo, è ben viva nel tessuto cittadino e della diocesi, come presenza stimolante e propositiva di iniziative lodevoli per i giovani e le famiglie, non solo della Parrocchia”.
Parole che all’epoca della pronuncia erano assolutamente vere.

Purtroppo oggi si deve assolutamente dire che sono cadute nel dimenticatoio in quanto la gioventù – la poca rimasta nei Quartieri Donatello e Gramsci – si abbevera alla fonte inquinata della musica trap di soggetti quali Sfera Ebbasta, Ghali, Lazza, Shiva, Rondodasosa, Baby Gang, e compagnia cantante.
Le realtà extra-oratoriane che vivono i quartieri spalleggiano questo modo di vivere “alla giornata”, senza una meta, senza una visione chiara del futuro, con orientamento a soddisfare il proprio interesse personale, anche se questo può cagionare danno agli altri.
In una Cuneo Sud che, suo malgrado, è sempre più multietnica, e sempre meno Cristiana, si è perso di vista il fatto che “la riattualizzazione di uno degli aspetti dell’Uomo perfetto, Gesù, nella sua santità divina incarnata, si manifesta nei santi per rinfrescare il volto della comunità cristiana e ridarle vita, giovinezza, testimonianza”, come ebbe a dire l’indimenticato Natalino Pescarolo.
Parlare di Comunità Cristiana, oggi, nel 2025, in un Quartiere Gramsci nel quale è stato aperto un “Centro di Cultura Islamica”, e in un Quartiere Donatello che sembra più un’area industriale che una comunità di persone, riesce davvero difficile.

L’Oratorio Salesiano “San Giovanni Bosco” è crocevia di anime, giovani, adulti, famiglie, anziani, che vedono nel “Padre e Maestro della gioventù” un modello sempre attuale. All’interno dei cortili dei “Sale” si respira l’aria di una Chiesa Cattolica non statica ma dinamica, sempre pronta a tendere una mano a chi ha interrogativi sulla vita, mai disposta a cedere il passo a chi vuole sostituire Gesù Cristo con idoli pagani, “profeti” di altre confessioni, teorie che nulla hanno a che vedere con il Vangelo.
L’Oratorio Salesiano di Cuneo – come disse monsignor Pescarolo – ha formato “una porzione di Chiesa aperta alla comunione e alla fraternità, alla ministerialità e al servizio, più autenticamente missionaria ed evangelica”.
Negli ultimi 90 anni l’Oratorio e i Salesiani sono stati baluardo inestinguibile di una Fede attaccata da ateismo, agnosticismo, relativismo, islamismo, e chi più ne ha più ne metta. La loro azione è continuata con fedeltà ed attesa, sull’esempio della parabola delle vergini e delle lampade, che insegna al Cristiano d’ogni epoca a prepararsi e vigilare in vista del ritorno di Cristo che “tornerà nella gloria a giudicare i vivi e i morti”.
Ecco perché, in questo 2025, migliaia di Cuneesi si stringono attorno a don Thierry e ai suoi Confratelli per ringraziarli di vero cuore per quanto hanno fatto, stanno facendo e faranno per far sì che, nei Quartieri Donatello e Gramsci, “il Figlio dell’uomo, quando verrà, trovi la fede” (Cfr. Luca 18:8).
