Cuneo commemora i 90 anni dell’Oratorio Salesiano “Don Bosco”, a servizio dei Quartieri Donatello e Gramsci.
In questo 2025, la Comunità religiosa dei “Salesiani don Bosco” di Cuneo celebra i primi 90 anni di presenza oratoriana nel Capoluogo della Granda.

Corre l’obbligo di ricordare quando, nel 2005, celebrando i 70 anni dell’Oratorio Salesiano a Cuneo, l’On. Raffaele Costa, “Forza Italia”, in qualità di Presidente della Provincia di Cuneo, scriveva: “Don Giovanni Bosco era legato alla città di Cuneo dalla fraterna amicizia con il vescovo monsignor Manzini. La Congregazione Salesiana da lui fondata è giunta in città nel 1928. A loro venne affidata la gestione del Convitto Civico, nel cuore del centro storico: un importante punto di riferimento per le famiglie che abitavano nelle valli, con figli che studiavano nel capoluogo”.
Il lavoro dei Salesiani a Cuneo è stato apprezzato sin da subito. Si faceva a gara per mandare i figli al Convitto Civico perché la formazione dei figli di Don Bosco è da sempre ritenuta di altissima qualità.
Per la stima che i cuneesi nutrivano per i Salesiani, dice sempre Raffaele Costa, “sei anni dopo, nel 1934, venne posta la prima pietra di quello che sarà l’oratorio dei Salesiani. Una struttura nata nell’allora periferia cittadina, che ben presto diventò un importante centro di gioco, sport, teatro e cinema”.
Tutte cose assolutamente vere. Purtroppo, dal 1934, le cose sono cambiate poco dal punto di vista urbano visto che i Quartieri Donatello e Gramsci sono ancora “periferia cittadina” e, non ci fossero i Salesiani sarebbero delle lande desolate, assolutamente non servite dal punto di vista sociale.
Non si può, poi, non sottolineare come “nel 1958 la Comunità Salesiana di Cuneo si arricchì della presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che assunsero la responsabilità dell’Asilo Comunale Infantile di Via Sobrero. Con il loro arrivo vennero gettate le basi anche per l’apertura di un oratorio femminile”.
I Salesiani, per Cuneo, sono stati – e lo sono ancora – un punto di riferimento sicuro per quei cittadini che vogliono ritrovarsi in un luogo socialmente sano dove “l’educazione è cosa di cuore”.
Ai “Sale” si sono sempre educati i giovani al senso del dovere e all’impegno per il bene della collettività. In tal senso “non vanno poi dimenticati i 42 allievi dell’oratorio morti nella Seconda Guerra Mondiale”.
Chi vi scrive ha avuto la fortuna di nascere in Via Felice Bertolino, nel cui cortile vi è ancora oggi, un splendida colonna sulla quale è posta una statua della Madonna, a sugellare il rapporto che intercorre tra i residenti del Quartiere Donatello e la Parrocchia “San Giovanni Bosco” di Cuneo.

Altra fortuna è stata quella di essere battezzato, nel 1987, dal neo-giunto Parroco, don Mario Cattanea, e di esser cresciuto sotto la rigida, ma amorevole, azione educativa di don Francesco Pomero, don Aldo Bertolino, don Luigi Roggia, don Pietro Pellegrino, don Piero Busso e don Nanni Serione.
Questi straordinari sacerdoti, assieme ai tantissimi altri passati dai “Sale” di Cuneo, sono stati colonna portante di due quartieri di periferia ma, se vogliamo, della cittadina tutta.
Ecco perché “nel tempo, insomma, sono stati centinaia e centinaia i giovani che si sono formati dai salesiani di Cuneo andando poi ad occupare posti di responsabilità in campo sociale, politico, professionale e religioso”.

Dall’Oratorio Salesiano “San Giovanni Bosco”, solo per citare alcuni che hanno fatto strada, sono usciti l’Assessore all’Urbanistica e alla Valorizzazione del Patrimonio del Comune di Cuneo, Alessandro Spedale, il Direttore del Settimanale Cattolico Cuneese “La Guida”, Massimiliano Cavallo, il sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, padre Paolo Calabrese, il sacerdote dei Salesiani di don Bosco, don Michele Ferrero, docente di Teologia Morale presso l’Università di Taipei, in Cina.
Non si può, dunque, che concludere con le parole dell’Onorevole Raffaele Costa che disse: “Grazie all’impegno di sacerdoti ed educatori si è radicato in città un sistema di educazione che, come sosteneva San Giovanni Bosco, deve sviluppare tutta la persona, corpo, cuore, mente e spirito. Esso favorisce la crescita e la libertà e mette i giovani al centro di tutta l’opera educativa”.
I 90 anni dell’Oratorio Salesiano di Cuneo sono un pezzo di storia della città, un insieme di vite, persone e realtà che, nel tempo, si sono evolute, rafforzate, consolidate.
