“Forza Nuova”, per bocca del suo Segretario nazionale, bacchetta il Vaticano che ha invocato la “non repressione” nei confronti dei maomettani violenti.

In questi ultimi giorni si è troppo parlato del fatto che un immigrato marocchino ha accoltellato un immigrato egiziano all’interno di un edificio scolastico in Liguria.
Grande stupore e sgomento nei talk-show televisivi, manco si trattasse di qualcosa di mai accaduto. E’ chiaro a tutti che i “maranza”, i giovani immigrati di seconda generazione sono soliti andare in giro con coltelli e lame varie.
Sul tema è intervenuto il Segretario Nazionale di “Forza Nuova“, Roberto Fiore, che ha dichiarato: “A proposito dell’ omicidio di La Spezia e delle parole del Cardinale Parolin “più educazione che repressione” preme ricordare che è impossibile pretendere da ragazzi musulmani di fare proprio il concetto di perdono, assente nella cultura islamica, né il rifiuto della vendetta che invece esiste solo nella religione cristiana“.

Incredibile che debba essere una formazione politica di estrema Destra a rammentare al Vaticano che fuori dal Cristianesimo non c’è perdono, non c’è misericordia, non c’è salvezza.
Il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, con alle spalle una lunga carriera diplomatica in varie Nunziature Apostoliche, ha detto una cosa veramente incomprensibile.
Non a caso l’on. Fiore ha specificato: “la nostra risposta alla tragedia di La Spezia è di istituire e rendere obbligatorio nelle scuole, il corso di religione cattolica, non perché vogliamo educare i giovani ad essere sacerdoti, ma perché sappiamo che è fondamentale instillare nei ragazzi il perdono e il rifiuto della vendetta, che sono fondamentali per la convivenza civile e per arginare la violenza“.

Un grandissimo errore ha fatto il Parlamento italiano quando ha deciso di rendere l’Italia una Repubblica laica. In questo modo si esplicita che tutte le religioni sono uguali e, chiaramente, così non è.
Secondo molti analisti, il Vaticano ha avuto un “polso troppo morbido” sul tema; avrebbe dovuto invitare i Cattolici ad unirsi in un unico grande partito per esercitare il suo orientamento confessionale nelle Istituzioni.
Oggi l’Italia è spesso oggetto di pretese e imposizioni da parte della comunità maomettana che – tra le altre cose – si è sempre rifiutata di siglare un protocollo di intesa con il Ministero dell’Interno.

Bene dice Roberto Fiore: “Si sta palesando sempre di più in Italia il problema delle seconde generazioni di immigrati, che non appartengono per cultura e fede all’Italia“.
Qualcosa va fatto, alla svelta, senza tentennamenti di sorta.
L’Italia non è, non può essere, non può diventare un califfato prono alla legge, agli usi, ai costumi, contenuti nel corano.
Troppi sono i reati compiuti da immigrati di confessione coranica, troppe le donne che subiscono maltrattamenti e coercizioni nel nostro Paese, troppe le moschee abusive che costellano le nostre città.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha più volte lasciato intendere che vi sarà una risposta da parte del Viminale e tante sono le operazioni portate a termine da DIGOS, Antiterrorismo, ROS Carabinieri e GICO Guardia di Finanza.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
