“Disertare il silenzio”, iniziativa divisiva, politica, da cui la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto tenere le distanze.
La retorica catto-comunista della Diocesi di Cuneo-Fossano ha stancato più di qualche fedele.
In queste ore è nata un’insolita iniziativa che chiede di “Disertare il silenzio” perché, secondo gli organizzatori “anche Cuneo vuole farsi sentire, di fronte a quella che è ormai l’emergenza umanitaria più drammatica degli ultimi decenni in corso nella striscia di Gaza”.
A parte che chi ha organizzato non può parlare a nome di tutti i cittadini di Cuneo ma poi che senso ha mettere in scena – perché di una messa in scena si tratta – “dieci minuti di suoni: sirene, fischi e clacson per chiedere al mondo di non restare in silenzio”?
Che fine ha fatto l’articolo 156 del Codice della Strada che dice: “il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere più breve possibile”?
Il Codice della Strada non dice che “in caso di manifestazioni pro-Palestina sono ammesse ed incoraggiate deroghe”. Come mai allora molti sindaci hanno addirittura invitato la popolazione a partecipare?
I Comandi di Polizia Locale dei comuni interessati dalla discutibile “Disertare il silenzio”, applicheranno il comma 5 del citato articolo 156 del CdS che dice: “chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a 173”?
Qualcuno, poi, si domanda, in modo lecito: si tratta forse di una violazione all’articolo 414 del Codice Penale che “punisce chiunque, pubblicamente, incita a commettere uno o più reati”? Oppure si può pensare alla violazione dell’articolo 415 del Codice Penale che “punisce chi istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico”?
La risposta non sta ai giornalisti darla.
Prefetture, Questure e Procure della Repubblica saranno chiamate a fare chiarezza sulla questione e a prendere gli eventuali provvedimenti.

Ciò che ha scontentato non pochi Cattolici è ciò che ha scritto la Diocesi di Cuneo-Fossano, retta dal Vescovo Piero Delbosco, sulla Pagina Facebook: “Come Diocesi di Cuneo-Fossano aderiamo ai contenuti di questa iniziativa e chiediamo di suonare le campane delle nostre chiese parrocchiali questa domenica 27 luglio, alle ore 22 in segno di solidarietà al popolo Palestinese”.
Diversi fedeli Cattolici – a dire il vero tutti under 40, dunque relativamente giovani – hanno manifestato malcontento per questa iniziativa della Diocesi di Cuneo-Fossano di spalleggiare i movimenti pro-Palestina, tutti dichiaratamente di Sinistra.
Nel volantino diffuso sui social si legge: “La situazione a Gaza sta precipitando sempre di più. Come Pax Christi, movimento cattolico per la pace, rilanciamo l’invito e proponiamo alle comunità ecclesiali d’Italia di aderire all’iniziativa”.
Va detto che “Pax Christi” – movimento cattolico molto vicino agli ambienti della Sinistra – non rappresenta l’idea, l’ideale e la sensibilità di tutti i Cattolici Romani. Perché dunque la Diocesi di Cuneo-Fossano ha deciso di schierarsi con chi rappresenta una sparuta minoranza?
Perché la Diocesi di Cuneo-Fossano non sposa mai iniziative proposte dalla Destra? Forse che debba passare il concetto che “Gesù è stato il primo comunista della storia”?

Sul settimanale cattolico del fossanese “La Fedeltà”, addirittura, a firma di Agata Pagani, si legge: “L’iniziativa, partita da una proposta del movimento cattolico per la pace Pax Christi, e ripresa con forza anche da Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e responsabile dei vescovi italiani per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, si sta diffondendo anche nel mondo laico”.
Su monsignor Derio Olivero c’è poco da dire.
Lo ricordano bene tutti, con la bandana rossa in testa, in un prato, a celebrare una Messa. Abbiamo pensato a cosa avrebbero detto in merito i Principi della Chiesa, Cardinali Carlo Caffarra, Elia Dalla Costa, Giuseppe Siri, Giovanni Benelli, Giacomo Lercaro, che della Liturgia sacra e ben celebrata furono indimenticati cultori.
Ma lascia di stucco leggere che un settimanale cattolico riporti le parole di uno sconosciuto (ai più) Movimento “Ultimo giorno di Gaza” che scrive: “far suonare a distesa le campane dei palazzi comunali, quelle delle chiese e ogni sirena possibile: ambulanze, navi, barche, porti. Suoniamo ogni fischietto, battiamo le pentole. Facciamo più rumore, più chiasso, più fracasso possibile. Facciamolo insieme: nelle piazze e sulle spiagge. Facciamolo sui balconi e alle finestre. Facciamolo sui social. Facciamolo dappertutto. Che ci sentano fino a Gaza: perché sappiano di non essere soli. Che ci sentano nei palazzi del potere italiano: perché lì sappiano, invece, che sono soli; e che la verità ha il potere di fracassare il silenzio dei complici e dei vili”.
Dunque, secondo gli amici della Diocesi di Cuneo-Fossano, chi solidarizza con lo Stato di Israele, chi non dimentica i vergognosi e criminali atti compiuti dall’Associazione Terroristica “Hamas” il 7 ottobre 2023, sarebbe “complice” di quello che lor signori chiamano impropriamente “genocidio” e che, se mai, è una reazione un po’ troppo energica?
La Chiesa Cattolica dovrebbe essere centro morale, spirituale e pacifico del mondo intero.
La posizione che con Jorge Mario Bergoglio, prima, e con Robert Francis Prevost, ora, il Vaticano sta prendendo contro lo Stato di Israele e contro le Comunità Ebraiche del mondo intero, piace poco e sta scontentando intere comunità che, infatti, non mettono più piede in parrocchia per non assistere ad omelie parteggianti, politiche e – non di rado – filo-palestinesi.
L’argomento è spinoso, divisivo, crea dibattito ma, nonostante questo, andava trattato, quantomeno per diritto di cronaca e per dovere di lealtà verso quanti non si riconoscono più in quella che dovrebbe essere la Santa Sede, la Sede Apostolica, la custode del Cattolicesimo Romano.

Dicci numero, nomi e cognomi di chi ha espresso malcontento oltre a te, tua madre (che non è under 40)
Questi Vescovoni dovrebbero conoscere le vicende giornaliere e problematiche dei loro predecessori, quando in Italia infuriava il biennio rosso
Caro Francesco, abbiamo visto la decadenza delle Diocesi negli ultimi dieci anni. Taluni vescovi sembrano più usciti dalla Bolognina che dal Seminario e le chiese deserte la dicono lunga in merito.
La sinistra non vede l’ora di fare cagnara per attirare l’attenzione su di sé, visto che sta andando molto male. A parte questo, devo dire che se la situazione è grave non è solo colpa degli israeliani, perché in realtà sono stati attaccati dai palestinesi con il rapimento del 7 ottobre; Netaniahu è un sionista pericoloso, è vero, ma chi è più colpevole di Hamas che si è fatto scudo dei civili palestinesi? I terroristi di Hamas sistematicamente si nascondono in luoghi diversi, scuole, ospedali dove, se Israele attacca per colpire loro, colpisce anche i civili e così Hamas può gridare alla strage per colpevolizzare Israele e creare scandalo e discredito contro di esso. Hamas è subdolo e prende in giro tutti quanti e se ne frega dei civili palestinesi che usa come scudi umani. È una cosa indegna ed è ancora più indegno che l’Europa non capisca la situazione; poi agli italiani va assegnato il Nobel per la dabbenaggine, perché si fanno prendere in giro dalle sinistre e dai palestinesi. Questa guerra deve finire, ma, anche se gli Israeliani hanno i loro torti, gli avversari sono molto peggio e sono indomabili e sarà difficile farli smettere di provocare, perché è questo che fanno fin dall’inizio