Cuneo è stata oggetto di un fatto di cronaca esagerato da taluni organi di stampa. I Carabinieri sono stati “mostrificati”. Interviene il Procuratore Onelio Dodero.
Nella mattinata odierna, dopo due settimane di commenti aberranti sui social network, la Procura della Repubblica di Cuneo ha diramato un Comunicato Stampa per chiarire i fatti accaduti il 4 giugno 2026 in Corso Giovanni Giolitti, nel pericoloso, degradato, inquieto, Quadrilatero.

Il Procuratore Onelio Dodero, parco nell’eloquio ma decisamente fedele alla ricostruzione dei fatti, ha scritto: “Gli organi di stampa hanno dato ampio risalto a quanto accaduto il 4 giugno scorso, in ragione del fatto che, secondo alcuni commenti seguiti alla diffusione di una videoripresa dell’evento, le Forze dell’Ordine avrebbero fatto ricorso alla pistola ad impulsi elettrici (cosiddetto “taser”) in misura non proporzionata rispetto al pericolo in essere”.
Bisogna chiarire che non tutti gli Organi di Stampa si sono prodigati nel diffondere le immagini dei fatti in oggetto. Qualcuno – come chi vi scrive – ha avuto diverse sollecitazioni in tal senso ma ha atteso che uscisse qualcosa di concreto ed ufficiale.
Come spesso accade, invece, qualcuno ha preso la palla al balzo ed ha fatto un’inspiegabile fuga in avanti, non tenendo conto della gravità dei fatti e della necessità di riserbo mediatico visto che, comunque, ci sono delle indagini di polizia giudiziaria in corso.

Il Procuratore Dodero si trova nella condizione di “fornire chiarimenti, onde consentire una corretta e puntuale informazione aderente ai fatti”.
In questo spirito di verità, dalla Procura di Cuneo si dice che “il 4 giugno 2026, verso le ore 18:00 circa, una pattuglia composta da due appartenenti all’Arma dei Carabinieri interveniva in Corso Giolitti di Cuneo a seguito della segnalazione di un litigio in essere tra una donna e altre persone”.
Il dottor Dodero dettaglia che “sul posto, la polizia giudiziaria veniva avvicinata da un individuo, in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di bevande alcoliche, il quale rendeva noto di aver avuto litigio con una donna amica e di essere stato colpito alla testa con una bottiglia, mostrandone i segni”.
Queste parole smentiscono quanto narrato da soggetti che descrivevano la scena come non pericolosa e gestibile in assoluta tranquillità.
Emerge, dalla Procura di Cuneo, che al loro arrivo, i Militari hanno trovato un soggetto vittima di lesioni, persone ubriache in un’area della città ove vigerebbe un’Ordinanza anti-alcool, … Dunque una situazione assolutamente non normale.
Il Procuratore continua la narrazione delle evidenze investigative: “Il personale di polizia giudiziaria prendeva contatto con la donna, la quale confermava il litigio, negando, tuttavia, di aver aggredito l’uomo con una bottiglia. Poiché anche la donna si mostrava in stato di alterazione psicofisica conseguente all’uso di bevande alcoliche, entrambi i soggetti venivano invitati negli Uffici di polizia giudiziaria per l’identificazione e per evitare ulteriori disturbi”.
Grazie a queste parole chiare, nette, senza edulcorazioni, emerge quanto si va dicendo da anni: Corso Giovanni Giolitti, nonostante la presenza di un evidentemente non utile Distaccamento della Polizia Locale, è costellato da soggetti ubriachi, molesti, fastidiosi, non rispettosi delle Ordinanze e delle norme giuridiche in genere.
Questo va detto perché ci sono politici che continuano a negare la questione, minimizzare il degrado, urlare ad una Destra securitaria che vuole manette e carcere per tutti. Nel mese di maggio 2026, durante la seduta ordinaria del Consiglio Comunale, l’avvocato Noemi Mallone, “Fratelli d’Italia”, aveva portato il tema in Aula, sentendosi dire le solite amenità dalla maggioranza che sostiene il Sindaco Manassero.
Come spesso accade, quando i Carabinieri espletano le loro funzioni, “la donna rifiutava reiteratamente” di entrare presso gli Uffici di polizia giudiziaria per farsi identificare.
Siamo in grado di dire che la donna “entrava in un locale pubblico, afferrava un piatto in ceramica, lo frantumava e, con un coccio con punta affilata, dapprima minacciava di compiere gesti autolesionistici, poi prendeva a minacciare uno dei militari, il quale estraeva il “taser” nel tentativo di dissuadere la donna a continuare nella condotta di minaccia. Cionondimeno, la donna provava a colpire con il coccio due volte il militare, il quale utilizzava il “taser” per far cessare la condotta aggressiva”.

Nessun impulso securitario esagerato, come diversi soggetti hanno scritto sui social network, ma applicazione di norme protocollari ed ampiamente rodate dai Militari dell’Arma che sono formati ad applicare le procedure apprese.
Il Procuratore Onelio Dodero chiude il suo Comunicato Stampa dicendo che “come disposto dalle nuove norme di legge, sono in corso gli accertamenti sulla condotta del pubblico ufficiale che, comunque sia, allo stato non appare essere stata eseguita al di fuori di una causa di giustificazione o averne ecceduto i limiti”.
Dopo undici giorni di vergognoso fango sul personale del Nucleo Operativo Radiomobile dei Carabinieri di Cuneo è bene sottolineare quanto la Magistratura inquirente asserisce, ossia che il Militare ha usato il “taser” tenendo una condotta non “al di fuori di una causa di giustificazione” e non ha “ecceduto i limiti” consentiti dalla Legge.
Il Comunicato Stampa è datato 12 giugno ma, come detto, è stato diramato nell’odierna mattinata.
Un ringraziamento va fatto al Procuratore della Repubblica di Cuneo, Onelio Dodero, per la cautela e la chiarezza con cui sempre dirama informazioni relative alle indagini, così come un attestato di stima e vicinanza va rivolto al NORM Carabinieri di Cuneo per quanto vien fatto quotidianamente a tutela delle persone oneste e per bene.

La donna si rifiutava, si vede nel video.
A tutti si può dare con una scarica elettrica.
Grazie Vannacci.