Garlasco, location del delitto di Chiara Poggi, è sfinito da 19 anni di sciacallaggio dei giornalisti.
Garlasco, piccolo centro della provincia di Pavia, in Lombardia, da anni è sulla bocca di tutti per il delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
Sono passati 19 anni da quel dì ma ancora non si è in grado di dire, con assoluta certezza, chi ha ucciso Chiara Poggi. Da anni in carcere giace l’ex fidanzato Alberto Stasi che, da sabato 13 giugno, sta godendo dei benefici riservati a chi ha gli ultimi quattro anni di pena da scontare.
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha approvato l’affidamento in prova ad Alberto Stasi che, comunque, al momento presente, resta l’unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco.
I colleghi di “TGCOM24” hanno raggiunto al telefono la mamma di Chiara Poggi, Rita Preda, per sapere cosa pensa della scarcerazione di Alberto Stasi, quello che per la Cassazione è l’assassino di sua figlia Chiara.
La signora Preda, stanca e stufa delle continue trasmissioni televisive sul caso di sua figlia, si è limitata ad un “Non ho niente da dire”.
Anche il Sindaco di Garlasco, Simone Molinari, politico che appartiene al Centrodestra, vorrebbe che la televisione la smettesse di tormentare il suo comune con epiteti, illazioni, false piste, accuse campate per aria, …
Ai microfoni di Mediaset ha detto: “è diventato tutto molto pesante, compresi i commenti di chiunque possa avere la possibilità di rispondere. Ogni post su Garlasco è pieno di commenti stupidi e di cattiveria inutile. I cittadini vogliono verità come tutti, ma l’attenzione mediatica ha certamente leso la nostra città. Non è colpa di nessuno ma è diventata una situazione molto pesante, che ci auguriamo possa presto concludersi. L’attenzione rimane sul ricordo di Chiara e per la sua famiglia”.
Dispiace dirlo ma i giornalisti, in questi ultimi 19 anni, hanno fatto vero e proprio sciacallaggio sulla morte della giovane Chiara Poggi.
Bene hanno fatto alcuni Consiglieri Comunali di Garlasco, nella Seduta Consiliare di Marzo 2026 a proporre di “querelare chi, soprattutto sui social, sta infangando il nome della città”.
Non si può permettere al primo pinco pallino che si alza la mattina di scrivere, dire, oltraggiare, un paese, la sua gente, la sua tradizione, solo per qualche like.
L’immagine di copertina è stata generata con Microsoft Copilot AI.
