Cuneo ospita la mostra “La Pastrengo – 90 anni di gloria”. Il Colonnello Marco Piras ne illustra l’importanza.
Due giorni fa, il 13 gennaio 2026, vi abbiamo parlato dell’inaugurazione di “La Pastrengo – 90 anni di gloria” presso il Salone d’Onore del Municipio di Cuneo.

Oggi desideriamo – vista l’importanza dell’anniversario – riportarvi il pensiero del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, che ha scritto: “Il Comando provinciale di Cuneo è particolarmente orgoglioso di aver potuto partecipare all’organizzazione della mostra, sentendosi profondamente legato al suo comando di vertice”.
Per chi non conosce l’ambiente militare può sembrare una frase di rito ma non è assolutamente così.
Il mondo militare è fatto di ordine, disciplina, regole e gerarchia. Ogni atto, anche il più apparentemente insignificante, viene compiuto dopo che il militare si è consultato con i suoi superiori e con loro ha concordato la strategia operativa.

Il Colonnello Piras, Ufficiale veramente innamorato della Forza Armata alla quale appartiene, ha poi spiegato: “Questa mostra, raccontando la storia del Comando Interregionale Pastrengo, competente sulle 4 regioni del nord ovest (Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria), racconterò anche la storia dell’Arma di Cuneo, città che fin dal 1814, anno della costituzione del Corpo dei Carabinieri Reali, costituì una delle prime sei sedi di divisione”.
Nel dicembre 2016, il Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Carmine Adinolfi, approvava “STORIA DELL’ARMA, testo per la preparazione al concorso per l’ammissione al primo anno di corso dell’Accademia Militare per la formazione di base degli Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri”.

Nel citato testo viene insegnato che “il 13 luglio 1814, Vittorio Emanuele I emana le “Regie Patenti” con le quali crea il Corpo dei Carabinieri”. Una storia lunga, importante, che è iniziata con Casa Savoia ed è continuata nell’Italia repubblicana.
Se il Comando Generale dell’Arma ha deciso di intitolare il Comando Interregionale del Nord-Ovest alla celebre “carica di Pastrengo” è perché questa “resta in effetti l’episodio più spettacolare della guerra, destinato a entrare nella tradizione del Corpo e ad essere fin da subito consacrato dall’iconografia”.
Il riferimento storico fatto dal Comandante Provinciale della Granda non è stato solo pertinente ma decisamente importante per portare i Cuneesi ad un approfondimento della grande storia della Forza Armata più amata dagli italiani.

Non a caso, il Colonnello Piras ha spiegato che Pastrengo è una “località del Veneto che oggi dà il nome al Comando Interregionale per ricordare come durante la prima guerra d’indipendenza una fulminea e travolgente carica di Carabinieri a cavallo salvò la vita del Re Carlo Alberto, fu lanciata e condotta dal Maggiore Negri di Sanfront, località del cuneese prossima a Saluzzo”.
La parola d’ordine – quando si parla di gesta eroiche compiute in battaglia – è “ricordare”. Una società che non ha memoria è una realtà effimera, destinata a scomparire.
Venendo ai giorni nostri si capisce perché l’Arma dei Carabinieri ha voluto donarsi di un Comando Interregionale dedicato ai celebri fatti della “carica di Pastrengo”.

La “Pastrengo” è “costituita da una fitta rete di Comandi Stazione distaccati fin nei centri più piccoli e remoti, dalle cime delle Alpi fino all’umida pianura, l’Arma di Cuneo è d’altronde profondamente legata alla stessa storia dell’Arma, essendone stata parte fin dall’inizio ed attraverso i secoli e tre forme di Stato – Regno di Piemonte e Sardegna, Regno d’Italia, Repubblica Italiana – ed avendo contribuito con il proprio impegno, la propria dedizione ed il proprio sangue alle alterne vicende storiche”.
Con queste semplici ma carismatiche parole, il Comandante Piras ha sottolineato cos’è l’Arma dei Carabinieri ed ha ben esplicato come “impegno”, “dedizione” e “sangue” effuso, sono alla base dell’esistenza di ogni singolo militare che indossa la nera uniforme.
Anche sul fronte del “sangue” eroicamente effuso il Cuneese ha un primato, seppur doloroso.
Il 23 aprile 1815, infatti, “muore in servizio il primo Carabiniere, Giovanni Boccaccio, nativo di Tresobbio nel Monferrato e di stanza nella Stazione di Limone Piemonte”.

Il Comando Scuole dell’Arma dei Carabinieri tiene a specificare che il Carabiniere Boccaccio era “di pattuglia presso il villaggio di Vernante con altri due colleghi per catturare una banda di nove evasi dal carcere di Cuneo, cade in un’imboscata notturna. Gli aggressori riescono a fuggire, nonostante la caccia all’uomo lanciata dal comandante Lodi di Capriglio. Si riesce soltanto a sapere che l’assassino sarebbe un certo Stefano Rosso, il primo ad entrare in una lunga lista di ricercati dai Carabinieri”.
Il fatto che a Palazzo Samone, sede dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cuneo, vi sia la mostra “La Pastrengo – 90 anni di gloria” è di un’importanza difficilmente spiegabile.
Un grazie sincero, riconoscente, devoto va dunque rivolto al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, al Comando Interregionale Carabinieri Pastrengo, al Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, e, com’è ovvio, al Colonnello Marco Piras che – nel suo ruolo e nella sua funzione – rappresenta i sentimenti più nobili della Benemerita nel territorio di Granda.
