Sulle tracce del gruppo Wagner. Punto di partenza per seguire la pista dei soldi
Il 27/2/2026, su questo stesso giornale è uscito un articolo sviluppato con l’attendibile metodo “Open source”, che si riferiva alle infiltrazioni dell’ex gruppo Wagner in Europa con lo scopo di destabilizzare i paesi europei con vari tipi di azione a basso profilo, quali incendi, moti popolari eccetera. In quell’articolo documentato, i riferimenti a gruppi di antagonisti reclutati per fomentare disordini venivano segnalati dall’intelligence europea. L’organizzazione dei black bloc può farne parte?
È una ipotesi e una pista giornalistica da verificare, ma va formulata con attenzione. La ricerca aggiornata porta a una conclusione interessante: la parte “Wagner/reti di sabotaggio russe in Europa” non è soltanto un’indiscrezione. Quello che invece non è corretto è il salto alla seconda ipotesi: “i disordini No TAV, le proteste pro pal, le banlieue e gli incendi europei sono tutti diretti da Mosca?” Per ora, questo non è dimostrato.
Un particolare però, ha catturato l’interesse e l’attenzione del redattore: molte manifestazioni di protesta pro Pal in tutta Europa. Nessuna a favore dell’Ucraina dopo oltre quattro anni dall’invasione della Russia.
Il principio è reale e non è da scartare.
Dopo la morte di Prigožin nell’agosto 2023, la Wagner come struttura autonoma è stata in larga parte smantellata e molte sue strutture sono state assorbite o sostituite da altre sotto controllo statale russo. In particolare, il cosiddetto Africa Corps ha incorporato una parte degli uomini e delle funzioni della Wagner, con una catena di comando direttamente riconducibile al Cremlino e all’intelligence militare russa. (RaiNews)
Nel 2025-26 diverse fonti investigative e di intelligence occidentali hanno documentato una campagna russa di sabotaggio in Europa basata su agenti “usa e getta” reclutati online, spesso per denaro. Gli obiettivi comprendono incendi dolosi, vandalismi, sabotaggi infrastrutturali, attacchi informatici e operazioni destinate a creare confusione e paura.
Nel febbraio 2026 RaiNews ha pubblicato un’inchiesta sulla trasformazione della rete Wagner e sul reclutamento digitale di soggetti europei attraverso Telegram, piattaforme di gaming e social.
Quindi non è affatto fantascienza pensare che Mosca possa utilizzare persone esterne alla propria struttura militare per compiere azioni destabilizzanti in Europa.
Dunque è lecito formularsi una domanda che richiede molta investigazione: esiste in Europa una rete russa capace di alimentare conflitti sociali già esistenti, e sfruttarli senza necessariamente averli creati?
L’UE stessa parla ormai apertamente di minacce ibride e altre azioni clandestine, precisando che la Russia è un attore particolarmente aggressivo, pur non essendo l’unico possibile.
Per questo non servono «agenti Wagner»
La nuova guerra ibrida non ha bisogno di mandare in Valle di Susa cinquanta ex mercenari russi. Può funzionare molto più economicamente.
Il malcontento è già presente; vengono assoldati individui marginali; questi organizzano azioni violente; azioni amplificate sui social; la società si polarizza; governo e opposizione si accusano reciprocamente; aumenta la sfiducia nelle istituzioni.
È una macchina di destabilizzazione estremamente economica. In quanto tale non può essere esclusa.
Una ricerca pubblicata nel 2026 e rilanciata da RUSI descrive proprio il meccanismo: il denaro, più dell’ideologia, può essere sufficiente a reclutare agenti disponibili a compiere sabotaggi. Uno studio dell’IISS sottolinea un’altra caratteristica fondamentale: queste operazioni sono decentralizzate, sfruttano persone reclutate online e cercano deliberatamente di rendere difficile risalire al mandante. (IISS)
Questa è guerra ibrida nel senso più interessante del termine: non necessariamente comandare una rivolta, ma sfruttare una frattura che esiste già.
È possibile qualche collegamento con i fatti della Valle di Susa?
Al momento non sussistono prove pubbliche per sostenere che gli scontri No TAV siano organizzati o finanziati dalla Russia. Ciò nonostante, la possibilità che esista comunque un’altra cabina di regia è molto forte e merita approfondimento.
Il fatto che arrivino antagonisti da altri Paesi europei non è una prova certa di regia straniera: i circuiti antagonisti europei hanno una storia di mobilitazione transnazionale precedente alla guerra russo-ucraina. Tuttavia può esistere qualche sovrapposizione.
Perciò, esiste una domanda giornalisticamente legittima: chi finanzia, organizza e coordina logisticamente le componenti più violente delle mobilitazioni transnazionali?
E ancora: esistono flussi di denaro, comunicazioni digitali, soggetti intermediari o contatti internazionali che permettano di collegare episodi apparentemente distinti?
Questa è una pista investigativa. Non una conclusione.
Anche gli incendi devastanti che stanno interessando Francia, Spagna e altre parti d’Europa in questi giorni non possono essere attribuiti genericamente a una strategia di destabilizzazione russa.
Le condizioni meteorologiche attuali sono eccezionali: ondate di calore, siccità e vegetazione estremamente secca stanno alimentando incendi giganteschi. In Francia, per esempio, la stagione 2026 è già stata descritta come eccezionale e gli esperti collegano direttamente la situazione alle condizioni climatiche.
Questo però non esclude che singoli incendi dolosi possano avere una matrice criminale/politica, e alcuni atti incendiari in Europa sono effettivamente entrati nel quadro delle indagini sulla guerra ibrida russa. L’EBU documenta proprio casi di incendi dolosi attribuiti o sospettati di essere collegati a operazioni russe. (EBU)
Ma sarebbe un errore giornalistico mettere insieme l’incendio appiccato deliberatamente a e l’incendio boschivo per cause climatiche, accidentali o naturali.
L’insieme della casistica può essere sintetizzata secondo una casella richiesta ed elaborata da AI.
| Ipotesi | Stato attuale delle prove |
| Russia conduce una guerra ibrida in Europa | Accertato/documentato |
| Reti provenienti dall’universo Wagner sono state riutilizzate | Documentato, con trasformazioni |
| Mosca recluta europei per sabotaggi e incendi mirati | Documentato in diversi casi |
| Mosca finanzia o coordina il movimento No TAV | Non dimostrato |
| Gli scontri No TAV sono parte della guerra ibrida russa | Ipotesi da verificare |
| Gli incendi europei sono complessivamente una campagna russa | Non sostenibile |
| Singoli incendi dolosi possono rientrare in operazioni ibride russe | Sì, in alcuni casi documentati/sospettati |
Infine, c’è una somma di verità acquisite che potrebbe diventare il soggetto della prossima inchiesta:
La domanda non è più se la Russia faccia guerra ibrida all’Europa: sappiamo che lo fa. La domanda è quanto riesca a insinuarsi nelle guerre che l’Europa combatte già al proprio interno, poiché non vi è traccia di manifestazioni popolari contro la Russia.
Questa è una pista molto più interessante della teoria di una fantomatica «regia unica» di tutte le proteste europee. Permette di indagare senza cadere nella teoria del complotto: non inventare il conflitto, ma sfruttarlo; non creare il malcontento, ma trasformarlo in arma.
Giunti a questo punto, sugli ultimi disordini verificatisi in Valle di Susa, possiamo fare qualcosa di molto più mirato e più concreto: andare in cerca di quali sono i gruppi arrivati dall’estero, da quali Paesi provengono, quali organizzazioni li collegano, come si finanziano, quali canali Telegram & altri social utilizzano e se esistono precedenti contatti con ambienti russi, pro-russi, oppure altro.
Tutto ciò che sta emergendo da questa metodologia di indagine delinea comunque un settore sul quale vale la pena approfondire. Qualsiasi cosa dovesse emergere avremo individuato una pista. Se non salta fuori nulla, avremo in ogni caso fatto un lavoro serio e avremo evitato di trasformare un sospetto in una certezza.
Ed è una certezza che si può sviluppare in una prossima scorreria investigativa: il gruppo di black bloc esiste, è internazionale, è organizzato. Dunque: qualcuno lo dirige e sovvenziona? Nel qual caso: chi, come, quando e perché?
Carlo Mariano Sartoris

Ha stato Putin. Potremmo definirlo il leit motiv dei suoi articoli riferiti alla geopolitica. Sorprende che persona accorta e dotta come lei scriva: riferito ai black block ipotesi e una pista giornalistica da verificare circa la manipolazione dall’ex gruppo Wagner. Sostenere che i No Tav possano essere pro Russia in quanto non hanno mai hanno dimostrato Pro Ucraina ma solo Pro Pal mi sconcerta. Cordialmente
Egregio Signor Silvio, il suo commento è un po’ complesso da capire, causa forse qualche distrazione linguistica. Le preciso che con una lettura più approfondita potrà risalire al principio ispiratore dell’articolo. Si tratta di una ricerca per esclusione di ipotesi. Spero non risulti troppo difficile. Seguiranno altre ricerche. Buona rilettura anche delle fonti ufficiali allegate ai vari punti citati, grazie
Parlare di sovvenzionamenti ai centri sociali No Pal, No Tav, No Ponte, No a tutto, da parte del gruppo Wagner mi sembra possibile ma non credibile. Perché non il gruppo Azov, che si è già cimentato in vari attentati contro Russi e Ucraini in Europa? La teoria del caos è quella che io seguo con molta attenzione da tempo, si veda ad esempio come la Fondazione Davos e il gruppo di Soros, sovvenzionino allegramente tutte le ONG in Europa con l’unico scopo di destabilizzare le Nazioni con immigrazione come arma non convenzionale, ma socialmente letale. Tutto l’occidente europeo è stato soggetto a questi fenomeni di immigrazione incontrollata con una circadestra e una similsinistra che sbraitano fra loro ma non si danneggiano. Meloni dice no all’immigrazione ma fa un patto per far arrivare (ancora) 500.000 stranieri in Italia nei prossimi 3 anni, senza preoccuparsi di regolarizzare quelli che ci sono già. La sinistra vuole gli immigrati ma solo perchè con le sue ONG fa incassi da record su tutto il territorio, crede nel loro voto senza preoccuparsi minimamente di quali fine facciano tutti questi disgraziati. Senza contare la mano che dà alle mafie che si arricchiscono sulla pelle umana, basta una corona. Se l’Italia facesse la fine che ha già fatto la Francia e l’Inghilterra, che si sono chinate davanti al loro passato coloniale, con un peso da parte dei bianchi verso le etnie colorate, con Londra, che era un faro per tutta l’Europa, diventata un Suk indiano, dottori, sindaci, assessori, dirigenti tutti Indiani e Muslim. Possono mai fare il bene dell’Inghilterra coma la ricordiamo noi? E la Francia, con tutte la banlieus nordafricane, che futuro potrà avere? Ho letto un libro di Melégnac sulla vita quotidiano di professori francesi di liceo, che vivono in trincea e molti hanno abbandonato, preferendo spostarsi con le famiglie verso il Nord, per poter vivere più tranquilli. Mi fermo qui, sto diventando prolisso.
Bene Rodrigo Prolisso! 😉È sempre un piacere. La prima parte è molto interessante, si interseca con gruppi sionisti che hanno già le mani sul mondo. Sono argomenti molto scottanti. Se scrivo di queste cose vado fuori tema con i lettori… Ne parliamo.
Condivido il pensiero di Marinella di Grinzane!
Comincerei a chiedermi anche chi c’è, oltre la Russia, che vuole destabilizzare l’Europa, basta vedere cosa è successo a Ceuta, e il Re del Marocco non ha intitolato una via a Putin…
Cara Sonia, nell’articolo, se letto con paziente attenzione, la stessa con cui è stato redatto si scoprirà che è una ricerca fondata, ma che non arriva a una definizione precisa. Questo perché una ricerca approfondita può portare anche alla negazione dell’ipotesi iniziale. Non C’è collegamento tra quanto si è verificato a Ceuta con l’organizzazione dei black bloc. Certo meriterà attenzione però…. I ragazzi neri sono ben organizzati. Cercare di carpire il chi, come, dove e perché è ciò che si cerca di fare, e non è facile. Un saluto anche a Pino! Grazie per ogni commento
Guarda la combinazione ! arrivo da 4 giorni trascosi nella nostra amata Sardegna di cui uno trascorso ospite di una sarda che vive da 60 anni buoni in val di Susa , dall’ alto fei suoi 84 anni; i valligiani non hanno nulla contro la TAV sono anni che sanno che sta roba sa’ da’ fa’. Guardatu la combinazione!!! Carlo il tuo fiuto non sbaglia mai.!
Grazie! Tra tante persone con gli occhi foderati di politica al prosciutto, sempre pronti a qualche altra verità imparata sui social, una testimonianza come questa mi invita a continuare nella mia seria attività di giornalismo di inchiesta. La testimonianza di una persona di una certa età basta e avanza! Ancora grazie. Sono indeciso se proseguire su questa mia linea, ma questo è un invito a farlo!