Charlie Kirk è un martire del pensiero unico. Roberto Fiore lo ricorda e stigmatizza le parole di Andrea Scanzi.
Ciò che è accaduto negli Stati Uniti d’America negli scorsi giorni, ossia il brutale assassinio di Charlie Kirk, ha molto fatto discutere chi ha rispetto per l’espressione del libero pensiero e per la democrazia.

Sul tema sono intervenuti un po’ tutti ma merita un’attenta riflessione l’intervento diramato oggi dal Segretario Nazionale di “Forza Nuova”, Roberto Fiore, che ha scritto: “Un’analisi profonda dell’omicidio di Charlie Kirk mette in luce non solamente l’odio della sinistra ma anche quel veleno costante che, dalla rivoluzione sovietica fino alla scuola di Francoforte, ha avvelenato la sinistra che vomita odio verso il “fascista””.
Parole forti che aprono scenari tutti da approfondire. Dalla Sinistra, infatti, escono spesso espressioni livorose verso quanti non la pensano come la CGIL, il “Partito Democratico”, i Centri Sociali, e compagnia bella.
Roberto Fiore, com’è nel suo stile, ha approfondito: “La frase di Andrea Scanzi “era un giovane di estrema destra con idee fasciste, razziste, retrograde e tremende. Lui sì, un seminatore d’odio. E vedere ora i seminatori d’odio tramutarlo in santo mi fa vomitare il glande, il prepuzio e financo parti significative del duodeno” dimostra che in Italia c’è sempre una fucina d’odio”.

Ha ragione l’onorevole Fiore quando parla di grave “fucina d’odio”. Andrea Scanzi, che è giornalista per “Il fatto quotidiano”, dovrebbe sapere che è assai grave quello che ha detto ma, ancor di più, come lo ha detto.
Il Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti (al quale è iscritto) perché non interviene visto che – in ogni trasmissione dove è ospitato, oltreché nei suoi innumerevoli articoli – egli non fa mistero di detestare chi vota a Destra e non la pensa come lui?
E’ davvero grave quel che è accaduto.
Fa male vedere che un giovane non può più avere un’idea, difforme da quella del mainstream, perché rischia di essere brutalmente assassinato.

Bene dice Fiore quando asserisce che “Charlie Kirk negli Stati Uniti come Darya Dugina in Russia, sono i martiri del Nuovo Ordine in arrivo”.
Noi giornalisti – almeno noi – cerchiamo di non togliere libertà di parola, pensiero ed espressione a quanti hanno qualcosa da dire. E’ davvero grave che un giornalista, un professionista dell’informazione, dinanzi alla morte di un giovane, possa arrivare a dire che quanti lo ricordano gli fanno “vomitare il glande, il prepuzio e financo parti significative del duodeno”.
Se questo è il rispetto per gli esseri umani, Dio ce ne scampi e liberi.

Mi complimento con Scanzi: premio nobel per la trivialità e cretinità di certe espressioni linguistiche. Non so come la prendano i suoi, ma è talmente antiestetico e idiota ciò che dice che non credo che nessuno ne abbia gradito la lettura. Detto questo, con un po’ di nausea, direi che è evidente l’intolleranza dei principi della penna e dei cervelli della matematica che in questi giorni si sono esibiti sui giornali: guai se si esprime un’opinione diversa dalla loro, parte la macchina del fango che colpisce con una veemenza sempre maggiore; a distanza, con un oceano di mezzo! Quanto odio!Secondo me sono verdi di bile perché ovunque nel mondo la sinistra sta perdendo terreno e quindi, secondo loro, bisogna fare del male, bisogna uccidere perché questo dà l’idea che ci sia gente che ha un credo forte da difendere. Non hanno nulla da difendere!! Non hanno credo né valori, sono gentaglia che vuole poltrone, soldi, carriera senza sforzo e sanno che ci sono degli sciocchi in giro che li sostengono perché sono sbandati come loro
Cara Margherita, resta poco da aggiungere. Andrea Scanzi non è nuovo a queste boutade. Purtroppo l’Ordine dei Giornalisti vigila poco e “Il fatto quotidiano” pensa di poter dire tutto quello che gli passa per la testa. La volgarità che alberga in quegli ambienti è vomitevole e, manco a dirlo, qualifica chi vi scrive.