Un immigrato irregolare aggredisce il titolare di un bar con un coltello. I Carabinieri lo arrestano a Ravenna.
Nella nostra indagine nel panorama dell’immigrazione criminale siamo a narrare di un episodio accaduto questa settimana nel ravennate.
A quanto è stato diramato dai militari dell’Arma: “i Carabinieri della Sezione Radiomobile sono intervenuti presso un esercizio pubblico a seguito di una segnalata aggressione. Nella circostanza si appurava che un 26enne straniero, irregolare sul territorio nazionale, in evidente stato di alterazione dovuta all’abuso di bevande alcoliche, aveva aggredito il titolare del locale ferendolo al volto con un coltello, procurandogli lesioni“.
Inutile dire che la cosa non stupisce né meraviglia dal momento che queste sono narrazioni all’ordine del giorno.
Gli immigrati hanno ben capito che nel nostro Paese possono fare quello che vogliono e che la politica italiana non ha il coraggio di prendere decisioni drastiche espellendo quanti vengono sulla Penisola con il desiderio di vivere di espedienti.
Al netto dei fatti possiamo dire che “il 26enne, utilizzando un bidone della spazzatura, aveva anche danneggiato una autovettura parcheggiata nei pressi e la vetrina di una vicina farmacia“.
L’Emilia-Romagna, regione amministrata dalla sinistra più rossa, è da tempo teatro di immigrati che mettono a repentaglio sicurezza e tranquillità dei residenti autoctoni. Eppure gli emiliano-romagnoli, con un masochismo inspiegabile, continuano a votare “Partito Democratico“, “Alleanza Verdi Sinistra” e sinistra varia.
Va sottolineato che “all’arrivo delle due pattuglie dell’Arma, l’uomo ha opposto resistenza, aggredendo i militari con calci, pugni e sputi, (causando lesioni ad uno di essi) i quali, con non poca fatica, hanno immobilizzato l’esagitato che è stato quindi arrestato per lesioni personali aggravate, violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, porto abusivo di armi e violazioni delle norme sull’immigrazione, nonché sanzionato per ubriachezza molesta in luogo pubblico“.
È assai grave che un Paese civile si debba trovare costretto ad accogliere tutta questa gente e a dover subire simili atti criminali, senza fondamentalmente poter fare nulla.
È singolare che – tutto dove amministra la Sinistra – Emilia-Romagna, Torino, Milano, Roma, Cuneo, Alba, Bra, … succedono “fatti fotocopia” e la politica non è in grado di rispondere.
L’Italia è una Nazione sovrana e democratica che deve garantire al suo Popolo sicurezza e legalità. Il Ministero dell’Interno qualcosa ha fatto ma non abbastanza.
Sono tanti i cittadini che chiedono espulsioni, pugno di ferro e remigrazione.
La proposta del Generale Roberto Vannacci, Eurodeputato eletto in area “Lega“, va presa seriamente in considerazione prima che sia troppo tardi.
Intanto è necessario ringraziare i Carabinieri per quanto fanno, ogni giorno, per garantire ai cittadini italiani di poter uscire di casa.

È già buona cosa che non siano stati messi sotto inchiesta i carabinieri che hanno stropicciato un po’ il delinquente per poterlo immobilizzare! Davvero non capisco come non riescano gli emiliani e i romagnoli ad aprire gli occhi sulla mala ideologia di sinistra, se ideologia si può definire; perché nei tempi passati nei paesi socialisti si colpivano i criminali con severità proprio per difendere il popolo sovrano che votava a sinistra. Oggi invece le regioni italiane di sinistra sono diventate il paradiso dei criminali. Abbiamo anche noi in Piemonte e in altre regioni città governate dal pd che si comportano allo stesso modo: guai a chi fa la bua ai delinquenti!!! Poverini ! Devono essere inclusi, accettati amati e ringraziati perché ci aggrediscono, ci derubano e ci chiamano “ italiani di 💩 “!!! Non è così che la nazione progredisce; dobbiamo farci rispettare perchè teniamo in piedi l’economia e paghiamo un sacco di tasse; ma non abbiamo mai il governo giusto, forte e non ricattabile che se ne infischia delle isterie europee e ha il coraggio di imporsi davanti alle massonerie
Carissima Margherita, hai pienamente ragione. Purtroppo non vuole chi non vuole vedere.