I Carabinieri della Compagnia di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, sono eccellenza della Forza Armata.

Nel tempo si è spesso parlato della Compagnia Carabinieri di Alba, magistralmente comandata dal Capitano Giuseppe Santoro, giovane e brillante Ufficiale dell’Arma, con alle spalle un curriculum operativo ed investigativo di pregio e rilievo.
Torniamo a parlarne in quanto, nella giornata odierna, il Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Tenente Marco Dainese, ha condiviso con gli organi di informazione una nota stampa sull’operato a contrato dell’illegalità diffusa, portato avanti dai militari facenti capo alla Compagnia Carabinieri di Alba.
Dal Comando Provinciale emerge, con non poco orgoglio, che “quattro sono gli arresti compiuti dalle Stazioni di Govone, Corneliano d’Alba e dall’Aliquota Radiomobile circa il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, di tipo cocaina, operati nei confronti di giovani albanesi. I giovani arrestati, sono fra i 21 ed i 33 anni”.
Questo tipo di ottime operazioni sono figlie del più ordinario servizio di controllo alla circolazione stradale. Come si è spesso detto: quando si vede una gazzella dei Carabinieri posteggiata a bordo strada, o ferma per lungo tempo in un piazzale, non si deve pensare ad un’attività di pausa del personale o di “gozzoviglio”.

I militari si appostano in diverse – ed evidentemente strategiche – zone della città per monitorare il flusso di traffico, identificare soggetti che possono essere oggetto di investigazione o d’indagine, acquisire sommarie informazioni utili ai fini di successive ed opportune indagini commissionate dall’Autorità Giudiziaria.
In questo caso, per l’appunto, “i riscontri sono avvenuti principalmente durante i controlli alla circolazione stradale. Le relative perquisizioni personali, veicolari e successivamente domiciliari, hanno permesso di rinvenire complessivamente quarantuno dosi di cocaina dal peso complessivo di 34 grammi, materiale atto al confezionamento, nonché 4.850 euro contanti, verosimilmente provento dell’attività di spaccio”.
Cifre che fanno gelare il sangue di chi, per portare a casa il carrello della spesa, si deve spaccare letteralmente la schiena sul luogo di lavoro. Una vergogna che gli italiani non sopportano più.
L’immigrazione criminale, selvaggia ed incontrollata deve essere mitigata e non si può continuare con questo buonismo politico che “nasconde la polvere sotto al tappeto” quando a delinquere sono le celeberrime “risorse” di boldriniana memoria.
Dall’Arma fanno sapere che “per i quattro arrestati” – di etnia albanese – “è stato disposto il giudizio direttissimo. Date le attuali quotazioni della cocaina, l’eventuale vendita avrebbe fruttato circa 3.000 euro complessivi”.
Il lavoro dei Carabinieri della Capitale delle Langhe, comunque, non si è fermato qui ma è proseguito con l’arresto di “due italiani, rispettivamente classe 1970 e 1982, residenti a Torino per furto aggravato in quanto, dopo aver rotto le placche antitaccheggio di un supermercato, si impossessavano di otto bottiglie di vino pregiato dal valore di 4.000 euro. Al termine del rito direttissimo è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Torino”.
Sempre dai Carabinieri della Compagnia di Alba è stato arrestato un “cittadino georgiano, classe 1999, per furto aggravato” a seguito di sottrazione di “prodotti per la cura della persona del valore di 1.140 euro”.
La lista continua con “un cittadino marocchino, classe 1983, per rapina poiché, dopo aver asportato generi alimentari di modico valore unitamente ad un connazionale, classe 1986, denunciato per furto aggravato, tentava di guadagnarsi la fuga spintonando la cassiera del supermercato”.
Al Sindaco della Città di Alba, Alberto Gatto, sostenuto da “Partito Democratico”, “Futura – Alba inclusiva, sostenibile, dinamica”, “Alberto Gatto Sindaco – Alba Attiva e Solidale”, “Impegno per Alba” e “Alba città per vivere”, va ricordato che un Primo Cittadino dovrebbe avere come priorità assolute la sicurezza urbana, il decoro dell’urbe e il contrasto ai fenomeni di microcriminalità.
Molti albesi, invece, dicono che da quando si è insediata la Giunta Gatto le cose sono andate persin peggio di quando vi era la precedente giunga di Carlo Bo.
E’ incredibile vedere come la Capitale delle Langhe sia diventata, negli anni, un luogo di degrado, spaccio e ricettacolo di manigoldi vari.
I dati diramati dalle Forze dell’Ordine sono chiari, inequivocabili, incontrovertibili.
Dal Comando Provinciale dei Carabinieri spiegano come “sono stati denunciati al termine di indagini scaturite da interventi delle pattuglie del territorio quattro soggetti di etnia maghrebina per rissa aggravata e porto di oggetti atti ad offendere per i fatti commessi presso la Stazione Ferroviaria di Alba in data 30 aprile 2025”.
Per analogo reato sono stati denunciati altri “cinque soggetti africani, di cui un italiano di origine straniera, per rissa aggravata per gli episodi avvenuti il 15 giugno. Per i soggetti partecipanti alla rissa è stata richiesta alla competente Questura di Cuneo l’emissione della misura di prevenzione del ‘Daspo Willy’”.
Grazie all’alacre lavoro del personale militare della Compagnia di Alba, poi, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria “due giovani africani per ricettazione, per aver avuto in loro possesso, a seguito di perquisizione, un telefono cellulare e una carta di credito, risultati provento di furto”.
Fa molto piacere ai cittadini onesti e per bene il fatto che, dopo importante lavoro d’indagine e di controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Stazione di Monesiglio, e della Stazione di Neive, sono stati emessi “gli ordini di allontanamento dalla Stazione Ferroviaria di Alba nei confronti di tre stranieri sanzionati per ubriachezza molesta in pieno pomeriggio”.
Dell’articolo 688 del Codice Penale, ossia quello relativo all’ubriachezza in luogo pubblico o aperto al pubblico che rechi disturbo, ci siamo occupati già in altre situazioni ed in altri contesti. Questo articolo il Legislatore lo ha licenziato per garantire e mantenere l’ordine pubblico e per fare un’azione di prevenzione al disturbo che, inevitabilmente, arrecano i soggetti in preda a sostanze alcolemiche.
Va sottolineato come tutte le suddette azioni di polizia, portate avanti dai militari dell’Arma, siano state compiute nell’arco di soli due mesi.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, sotto la magistrale direzione del Colonnello Marco Piras, e la Compagnia Carabinieri di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, sono prova del fatto che “se si vuole si può”.
La sicurezza urbana, la repressione della microcriminalità, la prevenzione del crimine, la corretta azione di monitoraggio del territorio, anche in condizioni di sottorganico o di grandi eventi concomitanti, sono possibili e portano frutti degni di menzione.
In sede di insediamento alla Caserma Gonzaga di Cuneo, il Colonnello Piras disse chiaramente che la sua attenzione sarebbe stata specialmente rivolta alle persone deboli, fragili, alle donne, agli anziani, e ai minori. Così è e così sta avvenendo.
Parimenti, seguendo il suo esempio e le direttive del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, i Comandanti delle Compagnie Carabinieri della Granda stanno attuando un lavoro preciso, meticoloso, a volte “chirurgico”, per garantire ordine, disciplina e sicurezza, a servizio delle Istituzioni, a tutela della Popolazione.
