I Carabinieri di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, compiono l’ennesimo arresto a contrasto dell’immigrazione criminale.
Con cadenza periodica ci tocca parlare dei danni procurati da un’immigrazione selvaggia ed incontrollata che ammorba le nostre città e le sta rendendo insicure, pericolose, degradate.
Alba, capitale della Langa, o delle Langhe, è uno di quei luoghi che da anni ha attratto sul suo territorio urbano ogni sorta di manigoldi.
Oggi siamo a narrare di un intervento compiuto dall’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Alba che – nella serata del 2 agosto scorso – ha tratto in arresto un immigrato tunisino di 29 anni.
Il tutto è partito da una telefonata effettuata da cittadini al Numero Unico Emergenze (112) per segnalare che l’immigrato nordafricano si trovata all’interno di pertinenze condominiali private. Al loro arrivo, i militari dell’Arma hanno trovato il tunisino “intento ad asportare una bicicletta dal valore di 1.000 euro circa”.
Dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, il Capitano Marco Dainese, ci fa sapere che “i militari erano da giorni sulle tracce dell’uomo, senza fissa dimora, in quanto, da approfondimenti investigativi condotti, era anche sospettato di essere rimasto coinvolto in due risse avvenute presso la stazione ferroviaria il 30 aprile ed il 15 giugno scorsi”.
A smentita di quei politici – tutti di sinistra – che sostengono come gli immigrati siano il nostro sostentamento per rimpinguare le casse dell’INPS e pagarci le pensioni, dobbiamo aggiungere che il tunisino in questione era altresì “indiziato di essere l’autore di furti aggravati perpetrati in una gioielleria ed in due ristoranti del centro albese, dove erano stati asportati tablet, denaro contante, vini e monili, episodi che hanno destato allarme sociale, che ha portato ad affrontare la problematica in un incontro tenutosi tra rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Associazione Commercianti Albesi e Carabinieri e che ha visto l’aumento dei servizi presidiari di questi ultimi, anche con l’ausilio delle Squadre d’Intervento Operativo (SIO Carabinieri) del Reggimento Carabinieri di Moncalieri presso la Stazione Ferroviaria”.
I contribuenti devono sapere che questo tipo di servizi presidiari costano non poco alla collettività
Si immagini solo la mole di denaro che va investita per spostare militari da Moncalieri ad Alba, la quantità di ore di servizi, indagini, appostamenti che i Carabinieri devono fare – in aggiunta a tutto il lavoro che già svolgono ordinariamente – per reprimere tali e tanti episodi immigrazione criminale.
In molti si chiedono come mai il Comune di Alba, il suo Sindaco, e l’Amministrazione Comunale tutta, non pongano in essere azioni di controllo e pattugliamento delle zone più sensibili, utilizzando il personale di Polizia Locale a loro disposizione.
Dal Comando Provinciale dell’Arma precisano come “al termine della celebrazione del rito direttissimo” all’immigrato tunisino “è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Alba e la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che ne valuterà la colpevolezza o meno nel corso dei successivi processi”.

Ancora una volta si deve ringraziare l’ottimo operato del Comandante della Compagnia Carabinieri di Alba, Capitano Giuseppe Santoro, fine ed arguto investigatore, che ha impresso al suo personale sottoposto una sensibilità verso la repressione dei reati predatori, ahinoi, sempre più diffusi.
La Compagnia Carabinieri di Alba, a detta di nostri molti ed affezionati lettori, nell’ultimo biennio, attraverso le sue varie Stazioni ed articolazioni investigative ed operative, ha messo in atto molti servizi volti alla repressione del crimine.
I cittadini residenti apprezzano molto la presenza costante e continua di Gazzelle dell’Arma nelle zone di maggior interesse ed assembramento di soggetti dalla dubbia condotta morale e civica.

Un plauso va rivolto anche al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras, che – sin dal suo insediamento – ha reso noto che vi sarebbe stata una particolare attenzione verso la repressione dei reati predatori, dello spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope ma, soprattutto, dell’odioso fenomeno criminale delle truffe agli anziani.
Da quando in Granda è giunto il Colonnello Piras il lavoro dell’Arma si è reso più preciso, puntuale e chirurgico e tutte le otto Compagnie Carabinieri alle sue dipendenze hanno alzato il livello di attenzione, al fine di presidiare con puntualità e precisione un territorio che, sino a pochi anni fa, era isola felice della Nazione.
Come sempre, in ossequi al Decreto Legislativo 188/2021 siamo a precisare che l’immigrato tunisino 29enne è da considerarsi presumibilmente innocente sino ad emissione di giudizio definitivo dell’Autorità Giudiziaria.
