Le Esequie del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie siano l’inizio di un cambiamento vero, serio e necessario.
Nei giorni scorsi abbiamo dato la notizia della morte in servizio del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, Caduto durante l’Adempimento del Dovere.
Questa mattina ci sono state le Esequie nel Comune di Ostuni (Brindisi).
Presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Il dolore che alberga nel cuore di chi vi scrive – e dei suoi tanti lettori – non è esplicitabile.
Mai come in questa occasione, è importante riportare le parole del Ministro della Difesa che, dinanzi al feretro del Caduto Legrottaglie, ha detto: “Gli ultimi giorni di servizio di un dipendente pubblico, di solito, sono giorni di saluti, di pacche sulle spalle, di bilanci e di preparativi per una nuova vita. Per il Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, purtroppo quel giorno è stato diverso. Non è rimasto in ufficio a sistemare documenti. Non si è concesso una pausa. Carlo sarebbe andato in pensione a luglio. Il conto alla rovescia era iniziato. Qualche giorno di licenza e poi via, verso la pensione. Ma Carlo non ha contato i giorni, perché per i servitori dello Stato ciò che conta è il dovere che deriva dal giuramento, dall’uniforme”.

Queste parole sono fondamentali in quanto ricordano agli italiani, anche a quelli che hanno astio e livore verso le Forze Armate, che “Carlo è uscito in pattuglia, come in ogni altro giorno della sua carriera, è salito sulla ‘gazzella’, per fare semplicemente il suo dovere. Aveva 59 anni, una moglie, due splendide figlie. Una vita al servizio degli altri. Come giovedì, quando è intervenuto, ancora una volta. C’era un’auto sospetta. Poteva fare finta di niente o fare il proprio dovere. Non ha voltato lo sguardo. Non ha avuto dubbi, come sempre. Ed è caduto da Uomo dello Stato. Carlo non è un eroe da copertina. È molto di più! Carlo era, è e sarà uno dei volti migliori delle nostre Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri”.
Parole eccellenti, sentite, non demagogiche. Parole di un Ministro della Difesa che, a differenza di altri, conosce davvero il suo Ministero e il meraviglioso personale che da esso dipende.
Non è assolutamente possibile trattenere le emozioni – almeno per me – quando, parlando del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, Crosetto dice: “È l’esempio che servire significa essere fedeli ogni giorno al Paese e al giuramento, non a parole, ma nei fatti. E lo è stato fino all’estremo sacrificio. Anche quando, forse, nessuno glielo avrebbe più chiesto”.
Quando un militare posa a terra il cappello, e rimette l’anima nelle mani di Dio, il Paese tutto perde un pezzo fondamentale ed indispensabile. Quando un carabiniere lascia cadere al suolo la sua bandoliera gli italiani onesti e per bene fanno cadere sull’inanimato suolo le loro lacrime di dolore e mestizia.
Per questo il Ministro Crosetto, quale numero uno della Difesa, ha dichiarato: “la famiglia di Carlo sarà anche la nostra famiglia. Come lo sono per noi tutte le famiglie di coloro che hanno sacrificato la vita servendo l’Italia in uniforme. Oggi a rendergli onore a fianco del nostro Presidente Sergio Mattarella, che ringrazio per la sua costante vicinanza, c’era idealmente tutta la Repubblica, tutto lo Stato. Uno Stato che si inchina di fronte alla sua memoria, e ne custodirà per sempre il ricordo e l’esempio”.
La speranza è che l’Italia tutta non dimentichi, non lasci cadere nell’oblio il ricordo del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie.
La vicinanza all’Arma dei Carabinieri è doverosa e non si può non provare emozione quando si incontra una coppia di Carabinieri, a piedi o in gazzella, che pattuglia le strade delle nostre città per garantire ordine e sicurezza.

Eppure in Italia, mentre gli italiani piangono la morte di un uomo buono, onesto e per bene, i due Agenti della Polizia di Stato “che hanno fermato i malviventi che hanno ucciso il Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie” hanno ricevuto il famelico “avviso di garanzia” per aver compiuto il loro dovere.
La collega Francesca Galici de “Il Giornale” ha infatti riportato il Comunicato Ufficiale della Polizia di Stato in merito all’operazione nel quale si asserisce: “Il personale del Commissariato di Grottaglie ha ricevuto una segnalazione circa la presenza di due uomini che, a piedi, vagavano in Contrada Monache. I poliziotti, intuendo che potessero essere i due ricercati, unitamente ad una pattuglia della Compagnia Carabinieri di Manduria, sono piombati immediatamente sul posto, intercettandoli in pochi minuti. Ne nasceva un conflitto a fuoco, all’esito del quale uno dei due fuggitivi decedeva a seguito delle lesioni riportate, nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118”.
Ancora una volta ci si trova dinanzi a gente che delinque, tutori dell’ordine che inseguono, una sparatoria, e alla Procura della Repubblica che apre un fascicolo a carico degli Agenti di Polizia, trincerandosi dietro all’“atto dovuto”.
Ecco perché il Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), Stefano Paoloni, ha detto: “I colleghi hanno fatto il loro dovere per fermare pericolosi assassini armati che non avevano esitato ad uccidere il carabiniere Legrottaglie. Hanno rischiato la loro vita per assicurare alla giustizia due efferati delinquenti e ora rischiano il processo. È un atto di garanzia che consentirà ai colleghi di partecipare a tutte le fasi del processo e anche ad eventuali incidenti probatori, ma dovranno farlo con i loro avvocati e sino a quando non terminerà il procedimento avranno la carriera bloccata”.
Ogni volta che succede un fatto di cronaca di questa portata, siamo sempre a commentare con le medesime asserzioni. Passa il tempo, cambiano i governi, la composizione parlamentare si modifica, ma non si arriva mai a cambiare una realtà che definire grottesca è eufemistico.
Il Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie ha rimesso la sua vita nelle mani del Creatore, onorando l’Arma dei Carabinieri, effondendo il suo sangue per il bene di molti, rendendo onore supremo al Tricolore.
L’Italia dei giusti, degli onesti, delle persone per bene, piange la scomparsa del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie e significa al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri tutta la sua vicinanza.
