L’antisemitismo – spesso occultato dietro l’antisionismo – mira a colpire gli Ebrei in quanto tali. Lo dice il Presidente UGEI, Luca Spizzichino.

In questi giorni, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, il Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia – UGEI, Luca Spizzichino, ha partecipato ad un Convegno dal titolo “Antisionismo e antisemitismo: due facce della stessa medaglia?”.
Durante il suo breve ma incisivo eloquio, Spizzichino ha detto: “L’antisemitismo assume oggi nuove forme, tra cui l’antisionismo, ma resta fedele alla sua origine: colpire gli ebrei in quanto tali. Cambiano i linguaggi, i contesti, i mezzi, ma l’obiettivo non cambia — delegittimare, silenziare, marginalizzare”.
Parole molto forti. Concetti chiari, netti, piccati. Termini che se fossero stati usati da un politico sarebbero stati immediatamente fruiti come clava stigmatizzante.
Spizzichino, invece, giovane e libero di esprimere il suo pensiero, ha continuato: “Per questo l’antisionismo non può essere considerato una semplice opinione: ma il rifiuto sistematico del diritto di Israele a esistere e del popolo ebraico a decidere liberamente del proprio futuro”.
Fa rabbrividire quando si sente un Popolo, una comunità religiosa, una massa di soggetti appartenenti ad una specifica etnia, esprimere paura e timore di dover subire un’azione genocidica.
Sembra assurdo doverlo dire ma nel 2025 pare assurdo dover ribadire che Israele ha diritto ad esistere e che il Popolo Ebraico deve poter “decidere liberamente del proprio futuro”.
Ecco perché l’Unione Giovani Ebrei d’Italia dice con forza che “è responsabilità delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile saper riconoscere il confine tra critica politica e negazione dell’esistenza”.
Tutte le persone con un’anima, un cuore e una coscienza sperano ed auspicano che la guerra tra lo Stato di Israele e il territorio di Palestina finisca. Non è possibile, nel Terzo Millennio, sentir parlare di volontà di eliminare uno Stato sovrano con annesso tutto il suo Popolo.
