Gli agricoltori sono al collasso e la salute dei cittadini è a rischio. Se non fosse per “Coldiretti” ci farebbero mangiare le peggio cose.
In questi torridi giorni di luglio abbiamo più volte incontrato gli associati di “Coldiretti” che stanno portando in giro per la Penisola una Proposta di Legge Europea di Iniziativa Popolare dal titolo “Difendiamo il reddito degli agricoltori e la salute dei cittadini”.
“Coldiretti” è un’associazione di categoria nota per la sua schiettezza e la sua posizione netta sui temi che riguardano l’agricoltura, l’allevamento e la salute dei consumatori.
In un articolato volantino “Coldiretti” scrive che “bisogna fermare i cibi importati e camuffati come italiani grazie a minime lavorazioni, rivedendo il criterio dell’ultima trasformazione sostanziale. Un pomodoro coltivato in Cina non può diventare un concentrato italiano!”.
Impossibile non concordare con chi urla: “No al falso made in Italy: basta inganni ai consumatori”.
Da “Coldiretti” ci si batte anche per lo “stop all’importazione di cibo trattato con sostanze e metodi vietati in Europa, come il grano canadese, nel pieno rispetto del principio di reciprocità”. Parole sacrosante se si pensa che “gli obblighi che vengono imposti ai produttore da noi devono valere anche per chi vuole vendere nel mercato europeo”.
Sembra incredibile dover dire simili ovvietà, eppure… Il Governo Italiano deve assolutamente spalleggiare “Coldiretti” in questa battaglia di civiltà, equità e giustizia.
Un appello molto forte viene rivolto anche a chi gestisce le Forze dell’Ordine e la Sicurezza Pubblica: “Sì a maggiori controlli alle frontiere sul cibo che entra nei confini europei e nazionali, per bloccare le truffe a tavola che danneggiano agricoltori e consumatori. Basta inganni: i porti europei non possono essere un colabrodo”.

Inoltre viene ribadita – perché sono anni che si chiede – “l’estensione dell’obbligo di indicazione dell’origine a tutti i prodotti alimentari, sulle confezioni e anche al ristorante” perché “i cittadini hanno diritto alla trasparenza su quello che mangiano”.
Il Ministero dell’Agricoltura, nella persona di Francesco Lollobrigida, “Fratelli d’Italia”, non può temporeggiare sul tema. Bisogna andare in Europa e “battere i pugni sul tavolo” perché non ci si può far invadere da cibo spazzatura.
In conclusione non si può che dare spazio ad una domanda di “Coldiretti”: “Mamma, sei sicura che quello che mangiano i tuoi figli non contenga schifezze?”.
E’ ora di dare battaglia ma, soprattutto, di vincerla.
