Apprendiamo da: “LA STAMPA.IT – SAVONA”
Apprendiamo da “lastampa.it/savona” una notizia che potrebbe interrompere l’iter relativo alla installazione del deposito di GNL in località Bergeggi SV.
Come molti sapranno, Bergeggi è una località turistica della Liguria di Ponente, sede della AMPI Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi. Un luogo che potremmo definire sacro per quanto riguarda la tutela naturalistica e dei fondali marini, inoltre è parte integrante del Santuario dei Cetacei. Ufficialmente chiamato Santuario Pelagos.
il Santuario dei Cetacei, è una vasta area marina protetta del Mediterraneo nord-occidentale situata tra Italia, Francia e Principato di Monaco. È stato istituito nel 1999 per proteggere balene, delfini e gli altri mammiferi marini che vivono stabilmente in queste acque.
Diventa assolutamente pleonastico sottolineare che questa zona debba essere tutelata ad ogni costo. Si tratta di un bene comune e della protezione di un patrimonio biologico unico nel proprio genere. L’idea infelice di creare delle aree industrializzate proprio a ridosso di questa zona ha scatenato l’opinione pubblica, favorendo l’abbandono dell’nfausto progetto del Rigassificatore Golan Tundra, che avrebbe dovuto essere collocato nel porto di Vado-Savona, dopo averlo spostato da Piombino.
Non desidero entrare nel merito della discussione relativa alla incredibile scelta politica di importare dagli USA il gas liquefatto, pagandolo quattro volte il valore che avremmo continuato a pagare acquistandolo dalla Russia… ma la discusione esiste e deve restare aperta.
Dopo l’auspicabile “scampato pericolo” un altro problema sicuramente non meno grave ha fatto perdere il sonno agli abitanti di Bergeggi e di Vado Ligure.
Invitiamo i Lettori a rileggere un precedente articolo pubblicatosu questa Testata: https://civico20-news.it/cronaca/un-ennesimo-gravissimo-problema-per-bergeggi-sv/18/04/2026/
Ora leggiamo su: “lastampa.it/savona” un articolo riguardante un inatteso sviluppo della vexata quaestio del deposito GNL, che riportiamo integralmente:

“Avs ha bloccato un emendamento presentato dal viceministro Rixi per i depositi Gnl di Bergeggi. Il caso è scoppiato durante la discussione alla Camera sul decreto Pnrr infrastrutture.
«La pratica è spuntata dal nulla per recuperare 35 milioni di euro destinati alla realizzazione del deposito di Gnl nel comune di Bergeggi. Il provvedimento è arrivato in aula senza discussione nel merito», dichiarano Simona Simonetti, portavoce regionale di Europa Verde, e Gabriella Branca, presidente dell’Assemblea Nazionale di Sinistra Italiana.
Le proposte per dirottare il finanziamento
Il tentativo è stato sventato dall’intervento del deputato Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha bloccato l’iter del provvedimento. «L’emendamento è stato ritirato. Non metteremo a rischio Bergeggi e il mare protetto per far passare migliaia di navi e 10 mila tir in più. Quei 35 milioni li usino per la sanità e per liberare l’Aurelia, non per mettere a rischio la costa», ha detto Grimaldi. Aggiunge il consigliere regionale Jan Casella : «In un periodo storico in cui non ci sono risorse per la sanità ed i servizi essenziali dei cittadini, la Lega riesce ad individuare risorse per realizzare un’opera ambientalmente devastante, che mette a rischio un’area marina protetta, osteggiata dal comune di Bergeggi e dai cittadini ed economicamente spericolata viste le attuali incertezze sull’approvvigionamento del Gnl».
Allarme per i rischi dal punto di vista ambientale
«Il deposito di Gnl, se realizzato, avrà una capacità complessiva di quasi 20 mila metri cubi. I bracci di carico e scarico oltre alla Torcia superano i 12 metri di altezza. Per fare un paragone, il carro cisterna che esplose a Viareggio conteneva 84 metri cubi di GPL. Il potere calorifico del Gnl è simile, ma essendo un liquido a temperatura di 160 gradi sotto zero, se fuoriesce si trasforma in gas ed è ancora più difficile da contenere. L’installazione ha quindi un potenziale di rischio incompatibile, sotto il profilo della sicurezza, con l’assetto insediativo di Porto Vado e della strada statale», ricordano Simonetti e Branca.
“Così il clima cambierebbe per le inevitabili perdite di metano”
«Durante la normale attività dei depositi, il traffico navale Gnl potrebbe interferire con quello passeggeri e cargo. Sotto il profilo ambientale, l’installazione causa modifica il clima, per le inevitabili perdite di metano durante le operazioni di carico e scarico. L’Area Marina Protetta di Bergeggi si trova a solo un paio di miglia rispetto al sito dell’impianto»“.

AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) ha bloccato l’emendamento del viceministro Edoardo Rixi (Lega) per i depositi GNL di Bergeggi SV.
Marco Grimaldi, come si legge nell’articolo de “la stampa.it”, del 31 luglio 2026 ha difeso il patrimonio naturale di Bergeggi: “Non metteremo a rischio Bergeggi e il mare protetto per far passare migliaia di navi e 10 mila tir in più”.
Una dichiarazione chiara e consapevole che ha contribuito a sventare il tentativo di recuperare i 35 milioni di euro destinati alla realizzazione del deposito di GNL. Un’opera che, secondo quanto sostenuto da Grimaldi e da gran parte della popolazione residente di Bergeggi, avrebbe sottratto ingenti risorse economiche che potrebbero invece essere destinate al potenziamento della sanità e delle infrastrutture del territorio.
Inoltre, come questa Testata ha sempre sostenuto, la realizzazione di un deposito di GNL in un’area così delicata comporterebbe rilevanti criticità sotto il profilo della sicurezza. In caso di grave incidente o di un eventuale attentato terroristico, le conseguenze potrebbero risultare estremamente serie.
È naturalmente impossibile prevedere con precisione gli effetti di un simile evento. Tuttavia, un termine di paragone può essere rappresentato dal tragico incidente ferroviario di Viareggio del 2009. In quell’occasione esplosero vagoni cisterna contenenti complessivamente circa 84 metri cubi di GPL. Il progetto di Bergeggi, invece, prevede uno stoccaggio di quasi 20.000 metri cubi di GNL. Pur trattandosi di sostanze con caratteristiche fisiche differenti, entrambe presentano un elevato contenuto energetico e richiedono rigorose misure di sicurezza.
L’auspicio è che un progetto di tale portata venga definitivamente accantonato. Destinare 35 milioni di euro a un’opera che, secondo molti cittadini e associazioni del territorio, aumenterebbe i rischi per un’ampia area costiera, inciderebbe sull’equilibrio di un’Area Marina Protetta e determinerebbe un ulteriore incremento del traffico pesante in una località a forte vocazione turistica rappresenterebbe una scelta profondamente discutibile, destinata a lasciare un segno nella storia del territorio.
Le immagini di copertina e del Santuario dei Cetacei sono state generate con ChatGPT.
L’immagine del golfo dell’Isola di Bergeggi è di G.Guerreri
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Complimenti per l’esaustivita’ della trattazione dell’argomento con i link di rinvio ai precedenti articoli.
Speriamo di riuscire a bloccare definitivamente questa scellerata opera, contro cui abbiamo già proposto ricorso al TAR avverso l’autorizzazione ministeriale.
Ottimo. L’unico dubbio è il voler utilizzare in modo “diverso “ i 35 milioni di euro stanziati. Sono soldi reali od erano soldi presi in prestito o altro che sarebbero rientrati con i maggiori incassi delle future attività. Nel secondo caso bisognerebbe evitare la demagogia….
Grazie per i vostri puntuali commenti… incrociamo le dita per quanto riguarda il deposito… e auspichiamoci che ci sia qualche persona veramente competente e responsabile che possa utilizzare al meglio questo importante capitale economico 💥
Articolo interessante, non c’è che dire. Soltanto, mi chiedo come i cittadini interessati al blocco del progetto reagiranno quando AVS (probabilmente in un quadro di “campo largo”) presenterà il >conto politicofavore<