Altare chiesa grande, foto www.cottolengo.org
Un nuovo percorso espositivo all’interno della Piccola Casa della Divina Provvidenza
Giuseppe Benedetto Cottolengo nasce a Bra (CN) il 3 maggio 1786, che fa parte della Diocesi di Torino. Primo di dodici fratelli, la sua è una famiglia di commercianti, ma Giuseppe sceglie di dedicare la sua vita a Dio e ad aiutare il prossimo. Studia nel seminario di Asti, nel 1811 diventa sacerdote. Trasferitosi a Torino, si rende conto della triste realtà in cui versa il popolo torinese dell’epoca: disoccupazione, povertà, fame, malattie e infanzia abbandonata dilagano. Dopo l’inizio alla “Volta Rossa”, affida la nuova opera di via Cottolengo alle suore vincenziane, così chiamate in onore di San Vincenzo de’ Paoli, del quale don Cottolengo è devoto.
Dopo una intensa vita di lavoro e apostolato, si spegne nel 1842 a Chieri, non prima di essere stato d’esempio per un altro grande santo piemontese, San Giovanni Bosco che, per qualche tempo, presta la sua opera nella Casa della Divina Provvidenza.

Il 30 aprile 2023, l’Arcivescovo di Torino ha inaugurato il percorso storico nelle stanze abitate da San Giuseppe Benedetto Cottolengo e dai suoi primi collaboratori, primo passo per il totale recupero degli ambienti originari della grande istituzione benefica. Si tratta del primo nucleo della Piccola Casa della Divina Provvidenza che il Cottolengo ha aperto in Borgo Dora nell’aprile 1832, dopo essere stato costretto a chiudere il “Deposito de’ poveri infermi del Corpus Domini”, conosciuto anche come “Ospedaletto della Volta Rossa”, avviato in via Palazzo di Città il 17 gennaio 1828, per disposizioni della pubblica autorità a causa del colera che dilagava in quel tempo.
«Sono stati riorganizzati e recuperati alcuni ambienti che hanno segnato l’inizio dell’esperienza cottolenghina a Borgo Dora», spiega Padre Carmine Arice, «nell’edificio in cui si insediò il Cottolengo nel 1832 che allora comprendeva sei stanze al pian terreno, sei stanze al primo piano e una soffitta».
È stato realizzato un percorso storico nelle sei camere al primo piano, arricchite con numerosi ricordi del fondatore e dei suoi primi collaboratori. In una stanza si commemora, attraverso un microfilm girato all’epoca, la canonizzazione del Cottolengo avvenuta nella Basilica di San Pietro il 19 marzo 1934 e, soprattutto, i festeggiamenti che si tennero a Torino e coinvolsero l’intera città. Nel medesimo piano si trova la stanza dove è vissuto e morto il Beato Francesco Paleari (1863 – 1939), sacerdote cottolenghino, con i suoi ricordi. Il progetto prevederà, in futuro, il recupero della farmacia storica della Piccola Casa al pian terreno, in parte ancora attiva oggi, aperta dal Santo.
«Inauguriamo un percorso che ci aiuta ad andare alle radici per una rinnovata fedeltà al carisma cottolenghino: non intendiamo, infatti, fare archeologia, ma ritrovare motivazione, a partire dalle origini, per vivere nel presente la mission dell’opera fondata dal Santo Cottolengo» sottolinea Padre Arice.
Fra i ricordi esposti, si trovano oggetti che aiutano a comprendere l’attenzione che il Santo, che ha scelto come motto della sua opera il versetto paolino Caritas Christi urget nos (2 Cor 5,14), aveva verso i poveri.
«Si può infatti vedere, per esempio», spiega Padre Arice, «un modello che veniva usato per realizzare le pantofole da donare agli ospiti che venivano accolti; ci sono poi gli oggetti che il santo utilizzava per amministrare il sacramento dell’Unzione degli Infermi: significativo, in quanto il Cottolengo aveva riservato a sé l’accompagnamento dei morenti nella Piccola Casa».
Il percorso nelle stanze del Santo fondatore verrà inserito da lunedì 1° maggio 2023 nell’itinerario di visita che la Piccola Casa riserva da tempo ai diversi gruppi di pellegrini e alle scuole che intendono conoscere l’opera cottolenghina. Per prenotare le visite occorre scrivere alla seguente mail: [email protected]
Il servizio video andato in onda al Tg3 Piemonte delle 14 di domenica 30 aprile 2023 può essere rivisto al link:

© 2026 CIVICO20NEWS – riproduzione riservata
Scarica in PDF