Studenti delle medie torinesi tutelati contro bocciature inique ed esclusioni legge 104
Negli ultimi giorni il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte ha emesso tre ordinanze di grande rilievo, tutte accomunate da un principio chiaro: i diritti degli studenti delle scuole medie devono essere pienamente rispettati, e le decisioni scolastiche che incidono sul loro percorso non possono basarsi su motivazioni generiche o
procedure irregolari.
Caso 1 – La bocciatura senza adeguata istruttoria
In un primo ricorso, i giudici hanno censurato la delibera con cui un alunno di seconda media era stato non ammesso alla classe successiva . Il TAR ha ricordato che la bocciatura alla scuola secondaria di primo grado è misura eccezionale e può avvenire solo se sorretta da una valutazione complessiva dell’intero percorso scolastico. Nel caso concreto, mancava un’analisi approfondita delle reali possibilità di recupero dell’alunno: ciò ha reso insufficiente la motivazione della decisione.
Caso 2 – La delibera priva di trasparenza
In un secondo procedimento, riguardante una studentessa di prima media, il TAR ha accolto le censure relative alla scarsa chiarezza del verbale del Consiglio di classe . Non solo la motivazione si limitava a richiamare genericamente la mancanza di impegno, ma non era stata riportata l’indicazione dei voti espressi da ciascun docente. Per i giudici, una tale omissione contrasta con i principi di trasparenza e collegialità, particolarmente importanti quando si decide il futuro scolastico di un minore.
Caso 3 – L’accesso negato al percorso musicale
Il terzo ricorso riguardava l’iscrizione a un indirizzo musicale . Una studentessa con Piano Educativo Individualizzato (PEI) si era vista negare l’ammissione, ma le prove di selezione erano state svolte senza adottare le misure compensative previste dal regolamento e senza garantire una corretta prova attitudinale. Il TAR ha stabilito che le verifiche dovranno essere ripetute, ribadendo che il diritto all’inclusione non può essere sacrificato.
Un principio comune: il diritto allo studio come priorità
Le tre decisioni, pur diverse tra loro, rafforzano un messaggio unitario: la scuola media è un segmento formativo in cui la bocciatura e l’esclusione devono rimanere casi limite. La regola è l’ammissione alla classe successiva e la piena valorizzazione dei percorsi personalizzati.
Il TAR richiama così le istituzioni scolastiche a un maggiore senso di responsabilità: valutazioni più approfondite, motivazioni più chiare e rispetto rigoroso dei diritti degli studenti, soprattutto di quelli con bisogni educativi speciali.
Un segnale forte anche per le famiglie, che vedono riaffermata la centralità del diritto all’istruzione e la possibilità di contestare decisioni scolastiche viziate da carenze istruttorie o da procedure non trasparenti.
Avv. Stefano Callà
Studio Legale Scuola
