Francesca Albanese nuovo idolo di certa Sinistra e di docenti come Alessandro Orsini.
Il professore di Sociologia, Alessandro Orsini, uno dei “prezzemolini” del panorama televisivo generalista, nel giorno in cui si commemorava il Rastrellamento del Ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943, ha avuto la brillante idea di scrivere un lungo post su “X” in sostegno a Francesca Albanese.
Orsini, che oltre a fare il sociologo spesso si erge ad avvocato difensore di chi la pensa in modo affine a lui, ha scritto: “La campagna di violenta demonizzazione contro Francesca Albanese, basata sull’insulto, la calunnia, la diffamazione, la menzogna, l’attribuzione a Francesca Albanese di pensieri mai espressi in favore del terrorismo, conferma la tesi contenuta nel mio ‘Casa Bianca-Italia. La corruzione dell’informazione di uno Stato satellite’”.
Intanto va detto che chi si è permessa di trattare male un sindaco e di mancare di rispetto al Senatore a Vita Liliana Segre è proprio Francesca Albanese. La stessa Albanese che si sta rendendo antipatica a mezza Italia e che sta creando grandi fratture nel cosiddetto “campo largo” della Sinistra.
Il 15 ottobre, durante un’intervista a “Fin che la barca va” condotto da Piero Chiambretti, l’onorevole Angelo Bonelli, “Alleanza Verdi Sinistra”, ha fatto capire che la Albanese va benissimo a fare quello che fa, lasciando intendere che egli non la candiderebbe. Di posizione più favorevole alla giurista, invece, è l’alleato Nicola Fratoianni.
Tornando a monte, a detta del prof. Orsini “i professionisti italiani autorevoli in materia di sicurezza internazionale, che criticano le politiche della Casa Bianca, devono essere distrutti umanamente e professionalmente, soprattutto se hanno un seguito e influenzano l’opinione pubblica”.
Innanzitutto va sostenuto che chi sono i “professionisti italiani autorevoli in materia di sicurezza internazionale” non lo decide Alessandro Orsini. Se a lui non piace come gli Stati Uniti stanno gestendo la geopolitica è un conto ma non sta a lui dare patenti di legittimità o attestati di competenza.
Alessandro Orsini, purtroppo, ha la saccenteria e la supponenza di quanti pensano di sapere tutto e che tacciano gli altri di disconoscenza o di travisamento della verità. Com’è d’uso in certi ambienti: o la pensi come lui o sei nell’errore.

Ed infatti, per attaccare il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il professor Orsini afferma: “Gli esperti italiani di sicurezza internazionale – Francesca Albanese rientra in questa categoria per le sue grandi competenze in materia – devono rigare dritto e fornire narrazioni utili ad assecondare il moto rotatorio dell’Italia intorno alla Casa Bianca”.
Questo enunciato basta a far capire che persone ricoprono cattedre accademiche nelle università. Questa frase ci fa comprendere come mai sempre più giovani scelgono di non studiare nelle università italiane ma fuggono all’estero.
Qua siamo all’indottrinamento, alla becera propaganda di Sinistra, alla difesa oltranzista di quella “questione morale” di cui la Sinistra si sente custode indiscussa.
C’è da chiedersi il motivo per il quale decine di giornalisti invitino nei loro programmi Alessandro Orsini che, se guardiamo al parterre dei docenti italiani, non brilla certo per prestigio internazionale.
Ci sono docenti – pure loro filo-palestinesi – che hanno un eloquio meno aggressivo, meno saccente e meno maleducato nei confronti dei membri del Governo.

La settimana scorsa, ospite da Paolo Del Debbio, il professor Orsini si è permesso di insultare il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, “Fratelli d’Italia”, perché lo ha contraddetto e non si è detto d’accordo con la sua “lezioncina” tenuta in collegamento.
Lo stesso Orsini che, però, parlando della Francesca Albanese elucubra di “violenta demonizzazione” ai suoi danni. Nessuna demonizzazione.
Francesca Albanese è divisiva, non opportuna, poco conscia del suo ruolo e per nulla rispettosa dell’Esecutivo che la maggioranza degli italiani ha scelto.
Ma per Alessandro Orsini l’Italia ha una nuova paladina della libertà e della “sicurezza internazionale”: “Francesca Albanese non riga dritto. Quindi, Francesca Albanese deve essere distrutta. Netanyahu e il Mosad hanno creato i loro slogan contro Francesca Albanese che sentiamo ripetere tutti i giorni in Italia”.
Oggettivamente non si sa che cosa pensino il Primo Ministro di Israele e i Servizi Segreti Israeliani di Francesca Albanese. Si sa che risulta offensivo per le Comunità Ebraiche italiane che costei venga portata in processione, quasi in sedia gestatoria, dopo le cose tremende che ha detto nelle ultime settimane.
Francesca Albanese – che prima delle piazze pro-Pal nessuno sapeva manco chi fosse – non rappresenta l’Italia e non rappresenta il pensiero di milioni di italiani. Il resto sono congetture ed elucubrazioni mentali del “so tutto io” Alessandro Orsini.

“Chi non è con me è contro di me”.
Questa celebre frase l’ha pronunciata uno dei personaggi storici più divisivi di sempre. E non si parlava di bagatelle come calcio e politica, no: si parlava di cose serie, tipo Dio e il diavolo. Argomenti circa i quali essere divisivi, evidentemente, non è affatto sconveniente.
Premetto a scanso di equivoci che non intendo paragonare Francesca Albanese a Gesù Cristo. Voglio solo far notare che “divisivo” non deve essere inteso automaticamente come un epiteto o come uno stigma. La Albanese ha risposto in modo molto netto a questa accusa: “Sono divisiva? E meno male!!!”. Se “divisivo” significa demarcare in modo netto la distanza che esiste tra chi si batte per i diritti umani e chi invece appoggia il colonialismo, l’apartheid, la pulizia etnica (che sono la negazione dei diritti umani), allora ben venga: anch’io voglio essere divisivo.
Che poi la Albanese non sia conscia del suo ruolo, mi pare un’affermazione azzardata. Il suo ruolo è relazionare sulle violazioni dei diritti umani da parte di Israele, e infatti ha pubblicato già un buon numero di rapporti dettagliati. Semplicemente, visto che in pochi li leggono, si dà anche da fare per rendere noto al grande pubblico ciò che in questi rapporti è scritto. Far conoscere i contenuti del proprio lavoro mi pare un’aspirazione comune e condivisibile, e non è in contrasto con le sue mansioni. Anzi.
E ancora… che non sia rispettosa dell’Esecutivo in carica… be’, lasciatemi dire che sono i ministri i primi a mancare di rispetto a sé stessi, basta vedere certe figuracce mondiali (tipo Tajani che dice che il diritto internazionale vale fino a un certo punto, Salvini che striscia alla corte di Netanyahu, Meloni che va in giro a dire che con la stampa italiana non vuole parlare…).
Per quanto riguarda Orsini e Delmastro, se parliamo dell’episodio delle “pentole” a conclusione del quale Orsini ha dichiarato che Delmastro è un imbarazzo per il Parlamento italiano… be’ è stato ancora educato. Si meritava ben altro.
Concludo rilevando che l’affermazione conclusiva dell’articolo è strabiliante nella sua inconcludenza. Certamente Francesca Albanese non rappresenta l’Italia, ma a chi può venire in mente una cosa del genere? Il punto è che molti italiani si riconoscono in quello che dice, tutto qui. E le congetture e le elucubrazioni di Orsini… be’, come in tutte le cose, si può essere d’accordo o no, ma dire questo proprio di uno che pubblica libri su libri zeppi di fatti che sostengono le sue affermazioni, mi sembra sinceramente fuori luogo.
Grazie per aver espresso la sua opinione ed aver dato la sua chiave di lettura. La bellezza della democrazia sta proprio in questo: poter esprimere, argomentare, esternare opinioni sulle tematiche che influenzano la storia del Paese.