Il giornalismo nel mirino di chi vuole chiudere la bocca all’informazione. Sigfrido Ranucci ha subito un attentato nella notte.
La notte scorsa, tra il 16 e il 17 ottobre, qualche vigliacco ha attentato all’incolumità del giornalista Sigfrido Ranucci e della sua famiglia.
Fatto gravissimo, inaccettabile, deplorevole, schifoso e vomitevole. Non si possono sminuire questi fatti e non si deve tacere quando accadono.
Da quanto fanno sapere i bravissimi colleghi di “RaiNews24”: “Circa un kg di esplosivo nascosto tra i vasi: “Poteva uccidere“. Indaga l’Antimafia”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sempre vicino agli italiani quando succedono fatti di questa importanza, ha espresso una “severa condanna” per il gravissimo gesto.
Parole importanti quelle del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, che, nell’esprimere solidarietà e vicinanza a Sigfrido Ranucci, ha “bacchettato” la politica: “È un atto gravissimo figlio di un clima che deve cambiare, bisogna disarmare le parole e devono cominciare a farlo anche dall’alto i rappresentanti delle istituzioni”.
Oggi pomeriggio, 17 ottobre 2025, alle ore 16 ci sarà un Presidio in Via Teulada, a Roma, organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana – FNSI che, per bocca del suo Presidente, Alessandra Costante, fa sapere: “L’attentato a Sigfrido Ranucci riporta indietro di decenni l’orologio della democrazia in Italia. È un attentato non solo al collega di Report, ma alla libertà di informazione, all’articolo 21 della Costituzione, ai basilari principi della convivenza civile e di democrazia”.
Massima solidarietà a Sigfrido Ranucci, un grande ringraziamento all’Arma dei Carabinieri che è prontamente intervenuta. Un sincero “grazie” al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha dato ordine al Viminale di fornire tutte le tutele e i presidi di scorta previsti per questo tipo di situazioni.
