Generale Guido Amoretti
Donazione dell’Archivio Amoretti all’AST e intitolazione della via a lui dedicata
Domenica 14 luglio 2024, nel Duomo di Torino, è stato ricordato il gen. Guido Amoretti, nel sedicesimo della sua scomparsa. In questa stessa chiesa, nel 2008, era stato celebrato il rito funebre alla presenza, molto numerosa, di autorità e cittadinanza, che si erano raccolti per dare il saluto ad un uomo che tanto diede alla città, per le sue scoperte archeologiche della Scala di Pietro Micca, del Pastiss, del Pozzo Grande della Cittadella.
Nel 1961, per il centenario dell’Unità d’ Italia, aveva curato la nascita del Museo Pietro Micca, che diresse sin dalla sua inaugurazione avvenuta il 14 maggio dello stesso anno.
Da quella data il tempo trascorso è già relativamente lungo, ma la memoria della sua figura è ancora viva.

In duomo, il nuovo parroco, Don Silvio Cora, ha dato spazio per un ricordo da parte della figlia Carla Amoretti. Ella ha informato i fedeli presenti che proprio in corrispondenza di questo anniversario è in corso la consegna dell’Archivio Amoretti all’Archivio di Stato di Torino. La pratica è stata lunga ed articolata, con approvazione della Soprintendenza e del Ministero.
La consistenza dell’Archivio Amoretti sono gli studi e le ricerche che caratterizzarono i passi fatti, sin dal 1956, da quel giovane capitano, per salvare dalla scomparsa il patrimonio difensivo sotterraneo della cittadella di Torino.
Oltre a queste attività di tutela e successiva valorizzazione a livello cittadino, Guido Amoretti ha inaugurato una stagione di promozione storico culturale, esportando in Italia ed in Europa l’immagine di Torino e delle vicende storiche del Ducato di Savoia.
Teneva conferenze, organizzava manifestazioni culturali e rievocazioni storico militari, in diverse capitali o città europee, con il Gruppo storico P. Micca. Questo piccolo esercito sabaudo era stato da lui creato cinquanta anni fa, nel 1974, per portare il Museo Pietro Micca e la sua storia fuori dalle sue mura. Gli eventi più significativi sono stati: Vienna 1986, su invito del Governo della Bassa Austria, con riconoscimento ufficiale di miglior gruppo storico, in occasione del 250 anniversario della morte del Principe Eugenio; e poi su invito delle autorità civili (sindaci) e con grande successo di partecipazione dei cittadini, Ginevra (Forte di Saint Catherine), Annency, Nizza, Alba Julia ….
Oltre alla parte legata all’assedio di Torino del 1706, nell’Archivio Amoretti si trovano anche altri documenti di storia vissuta, legati sia alla prima sia alla seconda guerra mondiale.
I genitori di Guido hanno conservato quasi 400 cartoline scritte tra loro durante la Grande Guerra, mentre il padre Oreste si avvicinava sempre più alla prima linea sul Montello. Vi sono foto uniche dello zio, Giovanni Caprile, dirigibilista, dapprima nel campo volo di Mirafiori e poi a Casarsa, in piena zona di guerra.
Ma riempie di senso di sconcerto e sofferenza la corrispondenza e le foto del periodo in cui Guido era giovane sottotenente nella campagna di Grecia del 1942-43, a cui fece seguito un lungo periodo di internamento nei campi tedeschi e polacchi.
Molti altre testimonianze sulla vita torinese sono raccolte nell’Archivio Amoretti. La loro unicità rende quindi preziosa la loro conservazione nell’AST.
Si sta cercando di organizzare il momento ufficiale della donazione dell’Archivio Amoretti in modo congiunto con l’intitolazione al Gen. Guido Amoretti, di gran parte di via Guicciardini, la via davanti al Museo Pietro Micca.
Il progetto della via era stato promosso con molta passione ed affetto dal compianto Gen. Franco Cravarezza, e successivamente, con gli stessi sentimenti, dall’avv. Riccardo Rossotto.
L’Archivio Amoretti è un bene privato, ora messo a disposizione della cittadinanza e delle nuove generazioni per la consultazione e studi di approfondimento.
Guido Amoretti da lassù, sarebbe molto soddisfatto se il suo archivio servisse a questa finalità. (m. b.)

Enorme e preparatissima figura quella del Gen. Amoretti sullo Stato Sabaudo oltre alla grande personalità umana nel sapere coinvolgere alla sua ricerca dallo studioso alla gente normale che ha partecipato con lui agli scavi notturni in quella Torino degli anni ‘50. Ho conosciuto il Gen. al Colle dell’Assietta nel 1986 e le sue parole hanno contribuito a farmi approfondire le mie letture ed i miei studi personali sullo Stato Sabaudo , la sua Capitale ed i Savoia . Per quei torinesi come me legati alla città e alle sue memorie semplicemente Indimenticabile.
Grazie
Grazie del bell’articolo
Grazie per avermi resa partecipe della commemorazione del Generale Guido Amoretti , uomo di grande impegno e valore. Dobbiamo essergli tutti riconoscenti!!