La Guardia Svizzera Pontificia, esercito storico, ricorda la sua storia e commemora i suoi Caduti.
Il 6 maggio scorso, in pieno regime di memoria storica, la Guardia Svizzera Pontificia ha commemorato “le 147 Guardie cadute eroicamente nel Sacco di Roma del 1527, mentre difendevano il Santo Padre, Papa Clemente VII”.
Per enucleare la vicenda storica dobbiamo rammentare che il 6 maggio 1527, le Truppe dell’Imperatore Carlo V, composte principalmente da Lanzichenecchi, entrarono nello Stato Pontificio per compiere un efferato ed inspiegabile saccheggio ai danni del Papa.
I Lanzichenecchi, al soldo di Carlo V, entrarono in Roma, assaltarono chiese, palazzi nobiliari e portarono via, in modo del tutto fraudolento, opere d’arte e preziosi.
L’analisi storica degli eventi ci dice che si possono stimare in 30.000 i morti durante il Sacco di Roma.
Il Papa Clemente VII ha subito diversi saccheggi prima di quello del 6 maggio 1527 ma, questo, ha avuto un peso più rilevante perché in tutta Europa si è dimostrato il predominio dell’Impero spagnolo di Carlo V.
La Guardia Svizzera Pontificia, nonostante il periodo di Sede Vacante, dopo la morte di Jorge Mario Bergoglio, si è riunita nel Cortile d’Onore della Caserma della Guardia, in un contesto strettamente riservato.
In tarda mattinata, verso le ore 11, le Guardie Svizzere si sono schierate ed hanno reso gli onori alle 147 Guardie cadute durante il Sacco di Roma.
Com’è consuetudine hanno deposto “una corona davanti al monumento ai caduti situato all’interno della caserma”.
A seguire vi è stata una breve, ma sentita, allocuzione del Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, Colonnello Christoph Graf.
Il Comandante Graf, all’interno della Città del Vaticano, gode di una grandissima stima e ha maturato una carriera di tutto rispetto.
Il suo arruolamento nella Guardia Svizzera Pontificia risale al 2 marzo 1987, durante il Pontificato di Giovanni Paolo II. Nel 2010 Papa Benedetto XVI lo promuove al grado di Tenente Colonnello e lo incarica del Vice Comando del Corpo.
Il 7 febbraio 2015, Jorge Mario Bergoglio lo nomina Comandante in capo della Guardia Svizzera Pontificia e ordina che venga celebrata una Santa Messa per salutare il Colonnello Daniel Rudolf Anrig, cedente, ed accogliere il nuovo Comandante Graf che è divenuto il 35esimo titolare del comando.
Il Colonnello Graf è passato alle cronache quando ha annunciato che la scelta di Bergoglio “di spostarsi alla Residenza di Santa Marta ha rappresentato un lavoro di sicurezza ulteriore per la Guardia” ed ha ottenuto, per questo, che la Città del Vaticano gli desse 110 unità in pianta stabile.
La Guardia Svizzera Pontificia, che più che lavorare svolge quella che è una vera e propria vocazione, durante il momento di commemorazione per le 147 Guardie cadute nel Sacco di Roma, ha reso “omaggio al sacrificio dei suoi predecessori che hanno dato la vita per la protezione del Sommo Pontefice”, portandolo in salvo a Castel Sant’Angelo.
Benedetto XVI stimava molto la Guardia Svizzera Pontificia e, nel 2006, in una Santa Messa celebrata per lei disse: “il 22 gennaio di 500 anni fa le prime Guardie Svizzere giunsero a Roma per espressa richiesta del papa Giulio II e entrarono al suo servizio”.
Il Vaticano, senza la Guardia Svizzera Pontificia, non sarebbe lo stesso.
La commemorazione dei 147 soldati caduti durante il Sacco di Roma, dunque, assume, anche durante la Sede Vacante, un momento fondamentale e storicamente rilevante.
