Di Alessandro Mella
Il Risorgimento fu, senz’altro, la più bella e nobile pagina della nostra Storia e proprio per questo, triste vizio italico, esso viene spesso svilito e coperto di menzogne infamanti. Eppure, ci fu un tempo in cui le sue memorie e le sue glorie furono tenute vive dalla popolazione anche attraverso i suoi monumenti.
Uno dei momenti epici fu senz’altro la Seconda Guerra d’Indipendenza, nel 1859, grazie alla quale fu possibile liberare la Lombardia dal giogo asburgico sempre meno tollerato.
Da Biella il 20 maggio Garibaldi si portò con i Cacciatori delle Alpi sulla sponda del Ticino, confine tra il Lombardo Veneto ed il Regno di Sardegna, e qui nella notte tra il 22 ed il 23 le sue avanguardie raggiunsero Sesto Calende. Grazie a quell’operazione il 23 stesso Garibaldi e le sue truppe poterono usare Sesto Calende come punto di partenza per la marcia verso Varese.

Leggendari furono, quindi, l’attraversamento del Ticino del 23 maggio 1859 e l’arrivo dei garibaldini a Sesto Calende quando si coprì di gloria il capitano Carlo De Cristoforis. Dopo lo sbarco, infatti, fu necessario difendere Sesto dal tentativo degli austriaci di riprenderla. Attaccarono in forze, qualche giorno dopo, ma non ebbero fortuna:
NUM. 51. Torino 26 Maggio matt. Ieri alle nove del mattino 500 fanti austriaci e 150 cavalli con 2 pezzi di artiglieria mossero da Gallarate a Sesto Calende. Il capitano Decristoforis de Cacciatori delle Alpi li respinse, facendo loro vari prigionieri i nemici si ritirarono verso Somma. (1)

Per commemorare l’evento e la vittoriosa difesa del presidio fu inaugurato, il 6 ottobre 1861, un monumento in ricordo di quell’epopea:
A Sesto Calende veniva inaugurato il 6 corr. un monumento al generale Garibaldi. È un obelisco sulla cui cima sta la medaglia dei mille. Vi si leggono ai lati un’epigrafe a Garibaldi ed un’epigrafe al capitano De Cristoforis, che ha lasciata sì cara memoria. (2)

Un obelisco, in granito rosa di Baveno, con base quadrata e piedistallo, venne posto nella piazza maggiore dedicata proprio a Garibaldi. (3)
Vi si legge: “Qui sbarcava Garibaldi co’ suoi armati la notte 23 Maggio 1859 per disperdere lo straniero.”, “Queste zolle in Lombardia furono le prime che si bagnarono d’italo sangue nella guerra. 1859”, “Qui il prode capitano C. De Cristoforis sfidava i perigli di non eguale tenzone con gli austriaci il 25 maggio 1859”.

Quattro palle di cannone furono poste alla base quale sostegno dell’obelisco ed esse furono raccolte dopo il cannoneggiamento austriaco. (4)
In origine il monumento fu previsto sul lungofiume, nei pressi del luogo dello sbarco, ma poi si optò per la piazza principale. Tuttavia, nel 1923, quando si decise di erigere il monumento ai caduti della Grande Guerra, l’opera fu ricollocata sulla sponda del Ticino. Fu solo il primo trasferimento poiché la necessità di sistemare un ponte provvisorio di barche, nel 1945, rese necessario un ulteriore spostamento verso il vecchio molo di viale Italia. (5)

Oggi, passeggiando lungo il viale, si può incontrare questo spartano, sobrio eppur epico monumento.
Un ricordo di una stagione importante della nostra storia e del nostro passato.
Alessandro Mella
NOTE
1) Supplemento all’Eco del Mucrone, 41, Anno III, 9 giugno 1859, p. 1.
2) Il Diavoletto, 238, Anno XIV, 11 ottobre 1861, p. 985.
3) Strafforello, Gustavo, La Patria – Geografia dell’Italia, Provincia di Milano, Unione Tipografico Editrice, Torino, 1894, p. 360.
4) Tamborini, Diomede Enrico, Garibaldi a Sesto Calende nel 1859, Sesto Calende, 1909, p. 51.
5) Notizie tratte della ristampa anastatica integrata del volume del Tamborini edita nel 2009.
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