Di Alessandro Mella
Quando si pensa alla tragedia della guerra l’immaginazione corre, quasi sempre, verso i cambi di battaglia. Rare volte si pensa al mare, agli scontri navali, alle grandi battaglie che le acque hanno visto.
Eppure, tante vite si sono spente in combattimenti terribili tra imbarcazioni di nazioni diverse od in incidenti in ambito bellico.
Così fu per Gaetano Pertusio di Albano, giovane marinaio italiano, nato a Riva presso Chieri (TO) il 10 giugno 1919 in una data emblematica perché proprio la guerra dichiarata nel giorno del suo compleanno, del 1940, lo portò via.

Arruolato nella Regia Marina, infatti, il nostro Gaetano fu imbarcato sulla Regia Nave Ascari, come sottocapo cannoniere armiere, operante nel Mediterraneo. Nei giorni difficili in cui il fronte nordafricano pareva sempre in più crisi con crescenti difficoltà nel trasporto di uomini e mezzi verso Tunisi. L’Ascari, infatti, aveva imbarcato un reparto germanico a Palermo e nella notte del 24 marzo 1943 si era unito in convoglio con i cacciatorpediniere Malocello, Pancaldo e Camicia Nera.
Lungo il percorso il Malocello urtò una mina navale, erano circa le 7.30 del mattino, e l’Ascari gli si avvicinò per soccorrere equipaggio ed imbarcazione. Il tutto mentre si temeva erroneamente che le esplosioni fossero state causate dai siluri di un sommergibile cui si tentò perfino di dare la caccia con un lancio di bombe di profondità.
Ma la sventura colpì i soccorritori poiché l’esplosione di altre due mine recise poppa e prora dell’Ascari stesso. Disperata ed eroica fu la lotta per resistere ma alla fine la nave, urtata una terza mina, affondò alle 13.20 a 28 miglia a nord di Capo Bon (Tunisia). (1)

Il disastro si concretizzò anche nella terribile fine di 193 marinai italiani e 270 militari tedeschi imbarcati oltre che nella perdita anche del Malocello colato a picco ore prima.
Per giorni il mare restituì i corpi dei dispersi e più d’uno fu scoperto sulle spiagge siciliane. Tra loro, purtroppo, anche il giovane Gaetano ritrovato a Falcone di Messina ed inizialmente ivi sepolto.
Nel 1942 a lui ed altri membri dell’equipaggio fu conferita, alla memoria, la croce di guerra al valore militare. (2)

Solo nel 1949, dopo tanta sofferenza, la famiglia poté riavere i resti del proprio figlio pianto e rimpianto. Fu in quell’anno che Gaetano, in qualche modo, tornò a Riva di Chieri:
Il reverente omaggio di Riva alla Salma di un valoroso marinaio. Giovedì 16 corr. la popolazione di Riva presso Chieri ha tributato una grande dimostrazione di reverente omaggio alla salma del sottocapo Gaetano Pertusio, Medaglia di guerra, caduto il 24 marzo 1943 nel Canale di Sicilia.
La nave da guerra “Ascari „ sulla quale era imbarcato il valoroso marinaio, venne allora silurata con altre sette navi e pochi furono i superstiti del furioso attacco. La salma del sottocapo Gaetano Pertusio, inghiottita dalle onde e gelosamente conservata per 67 giorni, venne poi restituita dal mare alla spiaggia di Falcone (Messina).

La salma del valoroso combattente Gaetano Pertusio è ritornata ora nel suo paese natale. Il feretro è giunto alle ore 7,30 ed è stato deposto nella Cappella di S. Lorenzo dove la popolazione è sfilata riverente ed orante per poi raccogliersi nell’accompagnamento alle Chiesa Parrocchiale. Dopo le solenni esequie il corteo funebre raggiungeva il Cimitero dove pronunciava elevate parole il Colonnello Dott. Pecorini. Il feretro veniva quindi tumulato nel sepolcreto di famiglia tra la commozione dei parenti, delle Autorità, degli appartenenti alle diverse Associazioni e della popolazione rivese. (3)
Cosa dovettero vedere gli occhi di questo ragazzo?
Le esplosioni, la paura, le grida di terrore, il fumo e la paura tra le acque del mare. Cadde lontano dagli affetti, da casa, in un orrore senza fine e solo la pietà del mare lo restituì ai suoi affetti. Anche per questo la sua memoria merita di essere rinnovata anche se solo con queste poche righe coltivando la speranza che un giorno la sua bella cittadina voglia intestargli una via od una strada per fissarne in perpetuo il ricordo.
Alessandro Mella
NOTE
1) https://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2013/11/ascari.html (Consultato il 22 dicembre 2023).
2) Archivio Istituto del Nastro Azzurro fra Decorati al Valor Militare.
3) Corriere di Chieri e dintorni, 25, Anno V, 18 giugno 1949, p. 1.
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