Vladimir Z. è stato arrestato a Pula, in Croazia, il 19 agosto 2026, su un mandato d’arresto europeo emesso dalla Germania. La Procura federale tedesca lo considera un sommozzatore addestrato e sospetta che abbia partecipato alle immersioni necessarie per collocare gli esplosivi sui gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel settembre 2022.
Secondo gli inquirenti tedeschi:
- Vladimir Z. avrebbe fatto parte del gruppo guidato da Serhii K., ex ufficiale dell’esercito ucraino, già arrestato in Italia nel 2025 e successivamente trasferito in Germania.
- Il gruppo avrebbe utilizzato uno yacht a vela partito da Rostock, noleggiato tramite intermediari e con documenti d’identità falsificati, per raggiungere l’area delle esplosioni vicino a Bornholm.
- Vladimir Z. era già stato arrestato in Polonia nel settembre 2025, ma un tribunale polacco aveva respinto l’estradizione in Germania e ne aveva ordinato la liberazione.
- Ora la Germania ne chiede l’estradizione dalla Croazia; sarà il tribunale di Pula a esaminare la procedura.
L’altro imputato, Serhii K., è accusato dalla Procura tedesca di aver guidato il gruppo e di aver agito per conto di entità statali ucraine. Non lo dice Mosca. Non lo dice un canale Telegram. Lo sostiene l’accusa federale della Germania.
Hanno fatto esplodere un’infrastruttura energetica da miliardi che collegava Russia e Germania, costruita per portare gas direttamente nel cuore industriale europeo. Il Nord Stream 1 era stato per anni una delle principali arterie del gas russo verso l’Europa; il Nord Stream 2 era pronto ma non era mai entrato in servizio.
Alla luce di quanto sopra, la questione non è essere filorussi o filoucraini, è sapere chi decise di farli saltare e soprattutto chi diede l’ordine.
Ci sorprende la (non) reazione politica europea davanti a un’accusa di questa portata.
Ci sono state riunioni d’emergenza? Sono state fatte richieste di spiegazioni a Kiev? Dove sono le minacce di sanzioni?
Dove sono coloro che per quattro anni ci hanno ripetuto che colpire un’infrastruttura energetica è un attacco alla sicurezza dell’Europa?
