Dubbi sulla compatibilità della misura con il diritto dell’Unione europea
Associazioni e sindacati di polizia (con il sostegno e le pressioni politiche del centrodestra) hanno presentato ricorsi e sollevato questioni al Tribunal Supremo per chiedere la sospensione cautelare del decreto, adducendo problematiche di sicurezza, sovraccarico amministrativo e procedure poco trasparenti.
La sanatoria, che ha ricevuto oltre 1,3 milioni di domande, più delle stime iniziali del governo induce i giudici a chiarire se una regolarizzazione di questa portata sia compatibile con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo e con gli obblighi di coordinamento tra gli Stati membri.
Il governo spagnolo difende la misura, sostenendo che rientra nelle competenze nazionali ed è necessaria per far fronte alla carenza di manodopera e all’invecchiamento demografico.
Al momento la sanatoria non è stata bloccata ma è in corso un procedimento giudiziario che potrebbe portare a un rinvio alla Corte di giustizia dell’UE, la quale avrebbe l’ultima parola sull’eventuale incompatibilità con il diritto europeo.
Gli argomenti contrari alla maxi-sanatoria sono di natura giuridica, politica ed economica. Ecco i principali.
- Effetto di attrazione (“pull factor”)
I critici sostengono che una regolarizzazione di massa possa incentivare nuovi ingressi irregolari, nella speranza che in futuro venga concessa un’altra sanatoria. - Impatto sugli altri Paesi Schengen
Una volta ottenuto un permesso di soggiorno in Spagna, dopo un certo periodo e nel rispetto delle norme UE, i migranti possono beneficiare di una maggiore libertà di circolazione. Alcuni governi temono che una decisione unilaterale della Spagna possa avere effetti anche sugli altri Stati membri. - Compatibilità con il diritto europeo
Secondo alcuni giuristi, una sanatoria molto ampia potrebbe entrare in tensione con gli obiettivi della politica migratoria comune dell’UE, che punta a una gestione coordinata delle frontiere e dei soggiorni. Tuttavia, il diritto europeo lascia agli Stati un certo margine nel concedere permessi di soggiorno per motivi umanitari o di interesse nazionale. Il punto controverso è se una regolarizzazione di dimensioni eccezionali rispetti tale quadro. - Percezione di ingiustizia
Chi è contrario sostiene che la misura favorisca chi è entrato o è rimasto irregolarmente rispetto a chi ha seguito le procedure ordinarie per ottenere un visto o un permesso di soggiorno. - Pressione sui servizi pubblici
Alcuni temono un aumento della domanda di sanità, istruzione, alloggi e altri servizi pubblici, soprattutto nelle aree già sotto pressione. - Rischi per la sicurezza
I critici affermano che una regolarizzazione di massa potrebbe rendere più difficile verificare approfonditamente la posizione di tutti i richiedenti. I sostenitori della misura ribattono che, al contrario, regolarizzare persone già presenti sul territorio facilita l’identificazione e i controlli.
In definitiva, il dibattito ruota attorno a un equilibrio tra esigenze economiche e umanitarie, da un lato, e controllo dell’immigrazione, rispetto delle regole e coordinamento europeo, dall’altro.
