Barbara Roche Ministro di Stato per l’Asilo e l’Immigrazione nel governo di Tony Blair dal luglio 1999 al giugno 2001, anni del New Labour, creò le basi del forte aumento dell’immigrazione nel Regno Unito.
Roche fu una delle principali sostenitrici di una politica più aperta all’immigrazione sostenendo che il Regno Unito avesse bisogno di lavoratori stranieri per affrontare carenze di competenze e fronteggiare nel contempo l’invecchiamento della popolazione e le esigenze di un’economia globalizzata.
Nel 2000 promosse il concetto di “managed migration” (migrazione gestita), affermando che l’immigrazione aveva storicamente portato benefici alla società britannica e che il Paese doveva attrarre “i migliori e i più brillanti” talenti internazionali. Il governo valutò sistemi ispirati a Canada e Stati Uniti per facilitare l’ingresso di lavoratori qualificati.
Detto questo, attribuire l’intero fenomeno dell’aumento dell’immigrazione a Barbara Roche sarebbe una semplificazione, l’incremento dei flussi migratori durante gli anni Blair dipese da molte decisioni governative successive, dall’espansione economica britannica, dalla globalizzazione e, soprattutto dopo il 2004, dall’apertura del mercato del lavoro ai nuovi Stati membri dell’Unione Europea e dell’Europa orientale, Roche contribuì a preparare il terreno politico e ideologico per una maggiore apertura all’immigrazione, ma non fu l’unica responsabile dell’aumento complessivo dei flussi.
Effetto non marginale di questa “immigrazione di massa” è stato la crescente presenza musulmana nella società e anche nelle istituzioni pubbliche, in pratica una sorta di islamizzazione del paese a scapito della Chiesa anglicana.
Al riguardo:
- Ci sono parlamentari musulmani alla House of Commons.
- Alcuni sindaci di grandi città sono musulmani, tra cui Sadiq Khan a Londra.
- Nella polizia, (sempre più violenta nei confronti di chi manifesta pacificamente), nel sistema sanitario e nella pubblica amministrazione sono presenti dipendenti musulmani in numero crescente, anche come conseguenza delle politiche di inclusione e della composizione etnica della popolazione.
- Esistono associazioni professionali di agenti di polizia musulmani, come avviene per altre comunità religiose o etniche.
Alcuni ritengono che l’immigrazione e il multiculturalismo abbiano cambiato profondamente l’identità nazionale britannica e le dimostrazioni contro il governo sono la conferma di una forte preoccupazione; altri vedono la maggiore presenza di cittadini musulmani nelle istituzioni come una normale conseguenza della rappresentanza di una popolazione sempre più diversificata.
Le manifestazioni di questi giorni, delle ultime settimane, da parte di coloro che rigettano l’attuale gestione dell’immigrazione in Irlanda, Scozia e Regno Unito hanno diverse cause che variano da luogo a luogo ma spesso si sovrappongono.
Tra le motivazioni più citate dai partecipanti:
- Pressione sugli alloggi: in particolare in Irlanda esiste una grave crisi abitativa. Alcuni cittadini collegano l’aumento della domanda di case all’immigrazione, e, anche se economisti e governi sottolineano che la carenza di costruzioni precede gli attuali flussi migratori, di certo con questi non può che peggiorare.
- Servizi pubblici sotto pressione: sanità, scuole e trasporti sono spesso percepiti come sovraccarichi.
- Immigrazione irregolare e richieste di asilo: una parte delle proteste riguarda l’aumento delle domande di asilo e la gestione dei centri di accoglienza.
- Preoccupazioni culturali e identitarie: alcuni manifestanti ritengono che cambiamenti demografici rapidi stiano modificando il carattere storico delle loro comunità.
- Sicurezza e criminalità: alcuni episodi di cronaca come la recente drammatica aggressione patita da Stephen Ogilvie.
Nessuno può sapere con certezza cosa accadrà a breve ma potrebbero essere adottare politiche migratorie più restrittive per rispondere alle preoccupazioni dell’elettorato riducendo l’immigrazione irregolare e il numero di richiedenti asilo. Difficile che l’attuale governo di Keir Starmer, accusato di minare la democrazia e il libero pensiero attraverso repressioni talvolta oltre il limite, voglia concedere di più.
