Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo schema di decreto legislativo. La riforma interviene su velocità, multe, assicurazioni, documenti di guida, motociclisti e monopattini. La linea dichiarata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è duplice: ridurre molte sanzioni ordinarie e contrastare più duramente i comportamenti ritenuti pericolosi.
Attenzione: il via libera del Consiglio dei ministri non coincide necessariamente con l’entrata in vigore, per ciascuna disposizione occorre fare riferimento al testo definitivo e alle relative date di efficacia.
- Eccesso di velocità: cambia il calcolo delle multe
La novità più rilevante per gli automobilisti è il passaggio, secondo il testo riportato dalla stampa, a un sistema di sanzioni proporzionate ai chilometri orari oltre il limite.
- Strade extraurbane e autostrade: parametro indicato di 10 euro per ogni km/h oltre il limite.
- Strade urbane con limiti di 30 o 50 km/h: parametro indicato di 5 euro per ogni km/h oltre il limite.
- Sanzioni accessorie: restano rilevanti la gravità dell’eccesso, i punti patente e il possibile divieto di guida.
Esempi puramente indicativi, applicando il parametro annunciato:
| Eccesso accertato | Extraurbana/autostrada | Urbana |
| 10 km/h | 100 € | 50 € |
| 20 km/h | 200 € | 100 € |
| 30 km/h | 300 € | 150 € |
| 40 km/h | 400 € | 200 € |
Questi importi sono esempi matematici del criterio riportato, non preventivi definitivi della sanzione: occorre verificare il testo applicabile, le modalità di accertamento e le eventuali sanzioni accessorie.
Che cosa cambia concretamente? La multa non dipenderebbe più soltanto da fasce prestabilite, ma crescerebbe in maniera più lineare con la velocità in eccesso. La riforma prospettata interviene anche sui punti e sulla durata del divieto di guida.
- Autostrada: possibile limite di 150 km/h
Il nuovo testo contempla la possibilità di elevare il limite a 150 km/h su determinati tratti autostradali, ma non introduce un aumento automatico su tutta la rete.
Le condizioni indicate comprendono:
- almeno tre corsie di marcia, oltre alla corsia di emergenza, per senso di marcia;
- la presenza di sistemi di rilevamento della velocità media, come il Tutor;
- l’individuazione dei tratti nei quali il nuovo limite potrà essere applicato.
Quindi, finché il gestore e le autorità competenti non avranno individuato e segnalato i tratti interessati, resta valido il limite indicato sulla strada.
- Patente e libretto: possibile verifica digitale
Non sarebbe più necessario portare obbligatoriamente con sé i documenti cartacei di guida e circolazione nei termini previsti dal nuovo testo.
Gli agenti potranno verificare telematicamente i dati attraverso gli archivi disponibili, compresi quelli relativi alla patente e alla carta di circolazione.
Il cambiamento punta a semplificare i controlli, ma non elimina l’obbligo di avere una patente valida, né quello di assicurare e regolarizzare il veicolo.
- Veicoli senza assicurazione: stop alla circolazione
La riforma prevede misure più incisive contro chi circola senza una copertura assicurativa obbligatoria.
- Possibile divieto di circolazione a tempo indeterminato finché la posizione non viene regolarizzata.
- Controlli attraverso le banche dati.
- Misure più efficaci per impedire che un veicolo non assicurato continui a circolare.
Il punto centrale è rendere effettivo il divieto, non limitarsi a elevare una multa che potrebbe non essere pagata.
La riforma introduce inoltre un obbligo assicurativo secondo le regole italiane per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni e prevede il recupero coattivo delle somme dovute dagli utenti stranieri.
- Motociclisti: corsia di emergenza e protezioni
Sono due gli aspetti da distinguere.
- Corsia di emergenza: il testo contempla la possibilità di consentirne l’uso ai motocicli in presenza di incidenti o forti rallentamenti. Non significa che le moto possano percorrerla liberamente in qualsiasi circostanza: saranno decisive le condizioni e le modalità previste dalla norma.
- Barriere salva-motociclisti: è previsto un programma per installare protezioni specifiche, pensate per ridurre le conseguenze degli urti contro i guardrail.
La seconda misura riguarda la sicurezza delle infrastrutture; la prima, invece, la gestione del traffico in situazioni eccezionali.
- Monopattini e veicoli a due ruote: nuove regole
Tra le misure illustrate nelle bozze e negli aggiornamenti della riforma figurano anche interventi sui mezzi a due ruote.
- Monopattini: sono previste disposizioni sulla sosta, compresa la possibilità di parcheggiare sui marciapiedi in condizioni definite dalla normativa, senza intralciare i pedoni.
- Cicli a propulsione: il progetto comprende obblighi di casco e contrassegno per determinate categorie di mezzi. Non bisogna però estendere automaticamente queste regole a tutte le biciclette elettriche a pedalata assistita.
- Sicurezza dei pedoni: sono previste sanzioni per alcune condotte che intralciano o mettono a rischio chi cammina.
Le condizioni precise dipenderanno dalla formulazione definitiva delle disposizioni.
- Contrassegno disabili: riconoscimento su tutto il territorio
La riforma punta a rendere obbligatoria per tutti i Comuni l’adesione alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE).
L’obiettivo è consentire a chi possiede il contrassegno di beneficiare del riconoscimento anche quando si sposta in un Comune diverso da quello di residenza, riducendo gli adempimenti legati alla comunicazione della targa.
È una modifica amministrativa che può incidere concretamente sulla mobilità quotidiana delle persone con disabilità.
- Autobus, scuolabus e conducenti professionali
La riforma prevede un inasprimento delle sanzioni per chi conduce autobus o mezzi destinati al trasporto di scolari e studenti senza i requisiti necessari.
Un’altra modifica riguarda l’età massima per la guida professionale con patenti del gruppo 2: il limite indicato viene innalzato da 68 a 70 anni, con verifiche biennali obbligatorie. La possibilità di continuare a guidare dipenderà comunque dal possesso dei requisiti richiesti e dagli accertamenti previsti.
- Multe: riduzione generale, ma non per tutte le infrazioni
Un aspetto meno evidente è che la riforma non punta semplicemente ad aumentare tutte le sanzioni.
Il Ministero ha annunciato una revisione complessiva degli importi, con arrotondamenti al ribasso per molte violazioni e sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Per le condotte ritenute particolarmente pericolose, invece, sono previsti aumenti o nuove fattispecie sanzionatorie.
La logica dichiarata è distinguere maggiormente tra infrazioni ordinarie e comportamenti che possono provocare incidenti gravi.
- Quando cambierà davvero la vita degli automobilisti?
Il testo approvato dal Consiglio dei ministri deve ancora completare l’iter previsto per il decreto legislativo, secondo Quattroruote, l’entrata in vigore potrebbe essere fissata al 1° gennaio 2028, ma la data definitiva dipenderà dal testo conclusivo, nel frattempo, continua ad applicarsi il Codice della strada vigente.
