Comunicato Stampa
«Registriamo con soddisfazione il blitz in corso ad Askatasuna, che confidiamo porterà allo sgombero definitivo dell’immobile, restituendolo alla comunità torinese e mettendo la parola fine a una delle più vergognose pagine della storia politica del capoluogo piemontese, per decenni connivente con l’illegalità e, negli ultimi anni, con un centro ispirato a principi eversivi spacciati per cultura». Così il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretari provinciale e cittadino di Forza Italia Torino.
«È dall’inizio del mandato che continuiamo a batterci per lo sgombero di questo immobile da chi ha fatto della violenza e dell’eversione il proprio marchio di fabbrica. Proprio la scorsa settimana avevamo fatto partire una campagna di manifesti in città lanciando un appello chiaro: “Sindaco, sgombera!”. Un’iniziativa arrivata dopo l’ennesimo voto contrario espresso in Consiglio comunale su una mozione collegata al Bilancio, presentata dalla nostra capogruppo Federica Scanderebech, che chiedeva di liberare lo stabile e fermare un progetto farsa, così come erano già state respinte analoghe richieste avanzate in passato anche dal vicepresidente Garcea su nostro mandato».
«L’ennesima riprova delle resistenze politiche interne di una maggioranza fragile e schiacciata all’estrema sinistra, che addirittura alle prossime elezioni vorrebbe imbarcare anche i Cinquestelle, spostando l’asse politico ancora più verso gli estremi. Un cartello elettorale che consegnerebbe ai torinesi una città in cui legalità, sicurezza, ordine pubblico e presidio delle periferie verrebbero lasciati al caso, trasformando Torino in una grande banlieue».
«Se oggi lo sgombero ci sarà, sarà una nostra vittoria e quella del centrodestra. Avremo contribuito a consegnare ai nostri figli una città più sicura e soprattutto capace di affermare che contro chi delinque esiste solo la tolleranza zero. Speriamo che non sia l’ennesimo bluff del sindaco Lo Russo, capace in questi mesi di dire tutto e il contrario di tutto, continuando a difendere un patto mai rispettato fin dal primo giorno della sua stesura, un ipocrita e pericoloso tentativo di legalizzazione dell’illegale».
«Nel dramma dell’attacco senza precedenti alle redazioni de La Stampa, almeno una nota positiva: dopo l’ennesimo sfregio di Askatasuna e dei suoi pacifinti alla libertà di stampa, finalmente Torino ha battuto un colpo. Non erano bastati gli attacchi ad aziende torinesi come Leonardo e ad atenei come il Politecnico, gli sfregi ai monumenti, ai negozi e al patrimonio della città, le continue aggressioni alle Forze dell’Ordine, le minacce a politici e magistrati, le sassaiole nei cantieri Tav, le interruzioni dei servizi pubblici e l’ospitalità offerta a ricercati. Forse il sindaco avrebbe dovuto svegliarsi prima, visto che Askatasuna non è mai rientrata nella legalità, come abbiamo ampiamente documentato. Ora si scopre l’acqua calda».
«Ora speriamo che lo sgombero sia definitivo e confidiamo che l’immobile venga finalmente restituito alla città e destinato ai più fragili: famiglie in difficoltà, ragazze madri, persone senza dimora che nei mesi invernali dormono in strada rischiando la vita ogni notte. Una parte dello stabile potrebbe inoltre essere utilizzata per l’accoglienza temporanea di famiglie palestinesi arrivate a Torino per curare i propri figli, come i piccoli ricoverati all’ospedale Regina Margherita, o di studenti palestinesi che studiano nelle università torinesi per costruirsi un futuro migliore», concludono Rosso e Fontana.
