Un libro curato da Manfredo Lapi Gatteschi, pronipote dell’ebanista pubblicato dalle edizioni ETS, per chiarire lo specifico ruolo artistico del noto ebanista designer formatosi a Torino. Le sue creazioni conquistarono una vasta e importante clientela nazionale e internazionale
Nel libro “Giuseppe Pavis. Ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo Ottocento”, curato da Manfredo Lapi Gatteschi, pronipote del famoso ebanista, arricchito da numerosi saggi di grandi esperti e
studiosi del settore, vuole colmare una lacuna sul lavoro svolto da Pavis tra Ottocento e Novecento. Le sue creazioni , ispirate agli studi moresco ed egiziano, conquistarono una clientela internazionale ottenendo importanti riconoscimenti nelle esposizioni dell’epoca.
Il volume, con prefazione di Michele Quaroni, si incentra sulla figura di Giuseppe Pavis , (1831 – 1909), noto ebanista formatosi a Torino, emigrato nel 1859 al Cairo (Egitto) e ivi titolare di un laboratorio per la produzione di mobili e oggetti di pregio, improntati ad un gusto orientalista (neomoresco e neoegizio
) ispirati dai luoghi e dagli stili antichi, ma abilmente ideati e adattati per rispondere ai desideri di decoro e esotismo delle classi agiate europee ed extraeuropee.
“Questa pubblicazione rende omaggio a un maestro che, scrive nella prefazione l’Ambasciatore d’Italia in Egitto Michele Quaroni – con la sua opera, ha saputo interpretare il meglio delle tradizioni italiane e orientali, offrendoci un esempio luminoso di quanto l’incontro tra le culture possa arricchire l’umanità”.
Presente nella maggior
parte delle grandi esposizioni che si susseguirono tra Otto e Novecento, vincitore, dei premi e di continui riconoscimenti, decoratore e arredatore di una squisita clientela di artisti e colti collezionisti, Parvis è oggi ricordato in numerose pubblicazioni sulle arti applicate del periodo, ma non è stato ancora oggetto di un contributo che ne chiarisse e individuasse lo specifico ruolo artistico.
La pubblicazione si articola in tre sezioni la prima è imperniata sulla “ famiglia
Parvis tra arte e imprenditoria”; la seconda “L’opera, gli stili e le tecniche”; nella terza parte, “Collezionismo e musei”Un pezzo di “Oriente “, a Vercelli. Illustra il recupero della Sala Araba nella casa di Antonio Borgogna.
Gli autori degli interventi nel magnifico libro sono studiosi del Museo Stibbert di Firenze, del Museo delle Culture del Mondo d’Albertis , Museo Borgogna di Vercelli: Manfredo Lapi Gatteschi, Loredana Magazzeni, Giulia Parvis, Ornella Selvafolta, Patrizia Piacentini, Ilde Marino, Cinzia Lacchia, Maria Camilla De Palma; Loredana Pessa, Martina Beccattini.
Il libro si conclude con gli apparati e le 83 tavole che impreziosiscono l’interessante
volume.
Autore:
Manfredo Lapi Gatteschi. Conseguita la maturità classica presso il Liceo Ginnasio G: Galilei di Pisa, entra in Accademia Navale. Durante l’imbarco su unità della Marina Militare, prende parte ad attività operative ivi inclusa la missione mare Nostrum, contribuendo al salvataggio di numerose vite umane. Dal 2014, è destinato a Roma presso Uffici di Vertice del Ministero della Difesa. Attualmente è in servizio presso il Centro Alti Studi Difesa. Appassionato delle “storie di famiglia” cura e custodisce l’archivio di casa, contenente documentazione a partire dal 1300. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.
Descrizione immagini:
Foto copertina libro, Giuseppe Pavis, porta monumentale, Sala Araba del Museo Borgogna di Vercelli, foto di Roberto Marossi
Foto 1 Giuseppe Parvis”salotto esposto a palazzo Comelli, Grizzana Morandi(BO), Gentile concessione Gruppo Studi Cesare Mattei Camugnano(BO)
Foto 2 Cabinet realizzato da Giuseppe Parvis per la “sala araba” di Giuseppe Verdi a Genova, ora alla Casa di Riposo per Musicisti Giuseppe Verdi, Milano, Fotografia di Armando Ariostini
Foto 3 Giuseppe Parvis, mobile in stile neo moresco del Topkapi Saray, Istambul
Foto 4 Giuseppe Parvis, portafoto con dedica a Giuseppe Verdi e all’interno foto di Verdi con dedica a Guido Monteverde. Collezione privata
Foto 5 Sala Araba, prove di allestimento con la porta monumentale e altri arredi di Parvis, tappeti e porcellane. Foto R. Marossi, Archivio fotografico Museo Borgogna Vercelli
Foto 6 Giuseppe Parvis, “Stipo e stipo con specchiera e cornice neo – egizia. Foto R. Marossi, Archivio fotografico Museo Borgogna, Vercelli
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“Giuseppe Parvis. Ebanista e designer tra Egitto ed Europa nel secondo Ottocento”a cura di Manfredo Lapi Gatteschi, prefazione di Michele Quaroni, pp. 175 ill. col e b/n, Edizioni ETS, Pisa 2025 €30.00
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