16 Ottobre 2026

17 thoughts on “Funambolismi”

  1. Bello questo racconto, in bilico tra ironia e mistero. L’atmosfera sospesa, i ricordi e le superstizioni accompagnano il lettore fino alla soluzione finale, apparentemente rassicurante.

  2. Racconto elegante e godibile. Il finale è lasciato all’ interpretazione del lettore. Da parte mia mi piace pensare che la nonna si sia burlata dei due ragazzi!

    1. Che piacevole racconto. Sembra quasi di entrare in un horror che invece in un attimo diventa un occasione per sorridere con più gusto. Bravo l’autore!

  3. Il racconto, come altri che ho letto in passato dello stesso autore, è scorrevole, di facile lettura. La storia lascia il lettore in sospeso fino alla fine. Sembra di trovarsi in un film di Alfred Hitchcock.
    Una considerazione sulla nonna: sarà morta contenta. L’ultimo viaggio lo fa nella casa che l’aveva vista nascere e vivere.
    Rosa Lastella

  4. Rispetto a «Se una sera…» pubblicato il 18 luglio scorso, in questo racconto si narra di una nonna, un nipote e del suo amico che gli tiene compagnia durante la veglia notturna.
    In una stanza c’è la salma contornata da sedie, secondo tradizione lasciate libere perché evochino le anime degli antenati del defunto a fargli visita.
    I due giovani sono in cucina, scherzano, ridono, bevono caffè.
    Poi, accade qualcosa e i personaggi “vivi” inaspettatamente scoprono la paura che serra la gola, che gela il sangue…
    Dal racconto traspare una sottile ironia e un pizzico di magia.
    Se ci sarà, vedremo che cosa ci riserverà il prossimo.
    Beatrice

  5. Tutto in questo racconto mi hai rimandato alla casa dei miei nonni in Abruzzo, quando da ragazzina trascorrevo le giornate in compagnia della mia amatissima cugina…ricordi e sentimenti come le madeline proustiane!

  6. È interessante rilevare in questo breve racconto, l’equilibrio tra fede, rispetto delke tradizioni,mistero, paura, gioia, amicizia. E si entra in sintonia. Complimenti

  7. Un racconto piacevole, che “tiene incollati”. Unisce con maestria le tradizioni di un piccolo paese, l’ilarità, i ricordi intimi di un nipote e di un amico,, la paura bambina che affiora e annebbia, il senso di realtà offuscato dalla superstizione che aleggia. Sempre bello leggerti, Francesco!

  8. Un racconto che suscita ricordi, non uguali, ma lo stesso intrisi di paura, di gioia ,di amicizia e si gusta con grande piacere
    Una pennellata da vero artista.

  9. Racconto magico semiserio dove due ragazzi si trovano in una vecchia casa accanto al letto della nonna di uno dei due morta. La serenità dei giovani viene oscurata da un improvviso rumore sinistro: affiorano paura e vecchie credenze. Dopo attimi di tensione e timore tutto viene risolto e si torna alla normalità. Il racconto si snoda tra leggerezza, ironia, sensazioni , dialoghi intimi su vecchi ricordi…ma su tutto aleggia il sorriso di nonna Mimina e anche il nostro!

  10. Un racconto di piccole-grandi emozioni che, pur nella brevità del fatto, entrano nella lunga memoria di ognuno e suscitano sensazioni intense. Ottimo Francesco Rodolfo Russo

  11. Bella l’idea della morte che non fa paura anzi trova ancora il modo di “farsi beffa” di chi resta…
    Paola.

  12. Un racconto delicato e allo stesso tempo misto tra ironia e mistero! Anche questa volta invoglia a leggerlo immedesimandosi nei vari personaggi e prendere la versione della morte beffandosi di essa!

  13. Con notevole ritardo leggo “Il sorriso di nonna Mimina” di Francesco Rodolfo Russo, pubblicato l’11 corrente.
    A lettura terminata, mi rendo conto che, dopo aver fatto i miei complimenti a Russo per il suo breve, ma intenso racconto, sarei portato a fare mie molte delle considerazioni di chi ha letto il testo prima di me.
    Mi rimane una sola domanda, che si snoda in un duplice dubbio.
    “Il viso di nonna Mimina sembrava sorridere”, mi chiedo: ma nonna Mimina, in realtà, sorrideva o non sorrideva?

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