Un appuntamento culturale dedicato allo statista fiorentino, nel centenario della nascita
Stiamo vivendo giornate cruciali sullo scenario mondiale con ripercussioni evidenti e conseguenti, anche nella politica nazionale.
In questi giorni, si sta scrivendo tantissimo e non solo da noi, e non sempre in modo appropriato. Pullulano gli improvvisatori e i politicanti del ballatoio, ma, dove potrà scaturire quell’intuizione, da ascrivere nell’ormai perduta “alta politica”, tale da volgere il corso degli eventi a nostro favore, o per lo meno con ripercussioni meno negative?
Sono interrogativi che, possono portarci a considerare ricorrenze inizialmente accademiche, appannaggio di studiosi e ricercatori, quali fonte di ispirazione per un ritorno alla “buona politica”
È una riflessione sorta in seguito alla presentazione avvenuta Martedì 14 aprile, quando a Firenze si è tenuto l’approfondimento del nuovo numero della Nuova Antologia (gennaio-marzo 2026), in un incontro che assume un significato particolare nel segno del centenario di Giovanni Spadolini.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia – ETS, si inserisce in un percorso di approfondimento e valorizzazione della figura dello statista, storico e intellettuale fiorentino, offrendo uno spazio di riflessione che intreccia memoria storica e attualità culturale.
Al centro dell’incontro si ritorna sul contributo dedicato a Spadolini, “in margine al centenario”, che rappresenta uno dei nuclei tematici del nuovo fascicolo della rivista. Una riflessione che si propone non solo di ricordarne la figura, ma anche di interrogarne l’eredità nel contesto contemporaneo, tra istituzioni, cultura e senso dello Stato.
Ad aprire l’evento dopo l’introduzione di Paolo Ciampi, sono seguiti gli interventi di Cosimo Ceccuti e Gabriele Paolini, studiosi e protagonisti del dibattito culturale, chiamati a restituire la complessità del pensiero e dell’azione di Spadolini, nonché il ruolo della Nuova Antologia come luogo di confronto intellettuale.
L’incontro si configura così come un’occasione preziosa per riscoprire una delle figure più significative del Novecento italiano, attraverso lo strumento di una rivista storica che continua a essere spazio vivo di elaborazione culturale.
Un appuntamento rivolto a studiosi, appassionati e cittadini interessati a comprendere, attraverso la memoria, le radici del presente.
Com’è noto Giovanni Spadolini, nel corso della vita rivestì il ruolo di Storico, giornalista insigne, leader di partito, parlamentare, ministro e per ben due volte, presidente del Consiglio, senatore a vita e seconda carica dello Stato.
Oltre agli studiosi, anche i politici, dall’analisi degli Atti, potrebbero trarre spunti preziosi.
La nostra Nazione, in quegli anni attraverso momenti difficili, dall’inflazione galoppante, al terrorismo che insanguinava le strade, alle miserie della politica politicante, con le Istituzioni insidiate e corrotte dalla massoneria deviata, sino ai rapporti non idilliaci con l’altra sponda dell’Atlantico.
