Il professor Elio Ambrogio concludeva la sua dotta e erudita dissertazione pubblicata lunedì scorso su Civico20News” Ordine e disordine internazionali. Dalla ricerca della pace al teatro dei potenti”, con questa domanda fondamentale “… la trattativa ucraina vi sembra un vero tentativo di riaffermare quegli alti principi di ragione, civiltà, eticità di cui dicevamo? Passano i giorni, si succedono le dichiarazioni, ma la risposta non arriva.
La esposizione teatrale degli scenari di Anchorage e di Washington, in assenza di notizie da parte delle parti in causa, ha dato solo motivo a sparuti esponenti della nostra sinistra di salotto per denigrare in un colpo solo Trump e Meloni, ma sempre facendo riferimento allo scenario mediatico, mai entrando nel merito della Convention e della sua portata, al di là dell’affaire Ucraina.
Zelensky forse non ha compreso che un gioco, seppur tragico per il suo popolo, non potrà ancora durare a lungo, se continua a porsi al di fuori di ogni logica negoziale. Siamo convinti che l ‘incontro Trump Putin, sia destinato a soddisfare poste ben superiori alle scaramucce Ucraine, con il cinismo che si continua a riservare, purtroppo ai morti.
La speranza, soprattutto per il rispetto che si deve ai martiri e ai popoli, non deve mai venire meno, ma si addensano i sospetti. Perché in un mondo che privilegia contatti e comunicazioni ad ogni livello, i tanti e autorevoli tentativi di risolvere il conflitto con le armi della democrazia, siano stati totalmente vani?
Perché gli stessi contraenti del tavolo della Casa Bianca, mentre invocano la pace, si dicono pronti a fare parlare le armi e affinare tecniche e iniziative di sabotaggio verso la Russia che poi si ripercuotono sulle economie dell’Occidente?
Perché si persevera con la narrazione di questi stridenti contrasti?
Pare che comportamenti omertosi non siano solo il segno distintivo di regioni insulari e peninsulari. Quanto si dovrà attendere prima che qualcuno, magari sfidando il destino cerchi, in questo contesto, di scoperchiare la cupola omertosa? Tra un mese nei Paesi europei si presentano le scadenze di bilancio, perché si dovranno redigere previsioni di sviluppo, di spesa e di andamento economico valevole per il 2026.
Su tali impostazioni, gli elettori giudicheranno gi eletti e dal loro verdetto dipenderà la durata dei governi e con il conseguente consenso.
Il presidente Trump ha già scaricato, con disinvoltura l’onere della fornitura delle armi all’Ucraina, a carico dei Paesi europei.
Quanti Capi di Stato e di governo saranno ancora disposti a far pagare ai propri concittadini la carneficina di Kiev, con quella patina di mistero, di corruzione e di malaffare che ogni giorno, seppur con toni riservati e dimessi, sta uscendo dalle segrete stanze?
Quanti Paesi saranno ancora favorevoli a rimanere impassibili nel salotto buono continuando a immolare la propria economia per Kiev?
Quali governanti saranno ancora disposti a tacere, pagare e magari perdere potere e consenso?
Forse che dietro a tante reticenze, incertezze, frasi retoriche possa finalmente emergere la verità?
Dove si cela corruzione o altro e il perché tutto procede nella colpevole indifferenza da oltre tre anni?
La verità, la stiamo aspettando con ansia, costi quel che costi.
