Urge ripristinare legalità e il controllo dello Stato
L’azione terroristica dei NO Tav, rivendicata da tutto il movimento, segna un passo ulteriore verso l’intensificazione della guerriglia con un fine altamente simbolico che travalica l’opposizione all’opera ferroviaria. Gli ingenti danni arrecati al cantiere e alle attrezzature lo attestano, come le azioni di sabotaggio dei mezzi militari con il rischio di mettere vittime tra le forze dell’ordine.
Ben ha fatto Giorgia Meloni, con il ministro Piantedosi al seguito, nel recarsi prontamente al cantiere, per attestate e affermare la presenza dello Stato. Il divieto di allestire un campeggio per sabato 1° agosto con ripetute diffide inoltrate dal prefetto di Torino e la presenza dei reparti antisommossa, stanno a dimostrare che qualcosa sta cambiando.
Molto è stato scritto sulle violenze di Venaus, luoghi comuni inclusi. È però opportuno per una trattazione esaustiva, mettere in evidenza elementi basilari.
Il 28 luglio 2025 è stata inaugurata la seconda canna del Traforo del Frejus, la nuova infrastruttura che rafforza il collegamento stradale tra Italia e Francia.
Alla cerimonia erano presenti il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, Matteo Salvini, e il Ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot, a testimonianza del valore strategico di un’opera che rappresenta un nodo chiave della mobilità europea.
Il nuovo tunnel, con i suoi 12,9 km di lunghezza e 8 m di diametro, si sviluppa parallelamente al primo già in esercizio consentendo la separazione dei flussi di traffico e garantendo i più elevati standard di sicurezza.
Nella lunga fase di costruzione del tunnel, che dista pochi km dal cantiere per il traforo ferroviario, non è stata messa in atto nessuna contestazione neppure verbale.
Con l’entrata in esercizio della seconda canna, aumenteranno notevolmente i mezzi pesanti in direzione Frejus, su un’autostrada angusta di due sole corsie, ove soprattutto d’inverno, sono frequenti gli incidenti anche mortali, causa ghiaccio. Per cui l’inquinamento in valle Susa crescerà inevitabilmente, ma nessuna protesta slogan inclusi a tutela del clima è stata impostata. Ciò dimostra che le lotte dei NOTAV non avvengono per soddisfare l’anelito alla salute pubblica, ma per finalità politiche ben precise e riconducibili.
Ad ogni attacco cruento dei contestatori mascherati, non solo legato alla Tav ferroviaria, venivano diffusi i distinguo ambigui del sindaco Lo Russo e non solo i suoi. Lo Russo è bene non dimenticare, aveva osteggiato lo scorso anno lo sgombero degli anarchici di Askatasuna che vivevano e occupavano l’edifico comunale di corso Regina Margherita a Torino, polemizzando con il governo.
La chiave interpretativa di questa linea ambigua, sempre denunciata da politici del centrodestra, ma mai approfondita, ce la offre Lucia Musti, procuratore generale della repubblica che in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario affermava:” Contro gli autori degli assalti e degli scontri, ma anche contro una certa «upperclass» responsabile di una «benevola tolleranza», di una «lettura compiacente di condotte, che altro non sono che gravi reati», da parte di soggetti i quali, con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, «vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come “area grigia”, di matrice colta e borghese, che dovrebbe per contro svolgere un’illuminata azione di deterrenza, di educazione al vivere sociale e di rispetto delle regole democratiche, riempire i vuoti, le periferie dell’anima».
Stefano Lo Russo imbarca nella sua maggioranza gli esponenti dell’AVS, sempre in prima fila a difesa dei misfatti dei centri sociali la giunta annovera l’assessore Rosatelli, un rozzo che senza mezzi termini ha sempre sostenute posizioni estreme anche nei confronti di extracomunitari che delinquono.
Ma, come giustamente sostiene la dottoressa Musti, la zona grigia rappresenta il fulcro dei suoi elettori, per cui lo scaltro Lo Russo si guarda bene dal contestarli.
Analogo ragionamento coinvolge Elly Schlein che contro la logica della ragione si ostina a creare il Campo largo imbarcando tutti coloro che provengono dall’estrema sinistra.
La politica a Torino è influenzata, da sempre dalla presenza subdola dei vetero “azionisti”, deboli politicamente, ma forti e presenti, con la lobby ebraica nel sottogoverno finanziario e di potere capace di condizionare pesantemente le coalizioni, quando il loro interesse lo richiede.
L’altra considerazione che potemmo trarre, se lo scontro si estendesse anche in crudeltà, che il potere che la sinistra non riesce ad ottenere con il voto democratico, come in precedenti illustri, cerca di conquistarlo con l’occupazione delle piazze e la violenza organizzata, Bologna docet, per creare il panico e minare la credibilità di chi governa.
C’è il fondato sospetto, che nel passato anche organi istituzionali siano stati pesantemente influenzati e coinvolti in questa scia.
Il vissuto ci parla dei lavori a rilento della TAV, del lassismo di magistratura e organi dello Stato. Così, con la corretta interpretazione degli eventi, si capiscono tante cose.
Perché non si è mai indagato a fondo sui finanziamenti ricevuti dai centri sociali di riferimento e a favore di coloro che con assetto e organizzazione militare partecipano alla guerriglia? Perché non sono stati prontamente bloccati alla frontiera i rivoltisi provenienti dall’estero o da altre città lontane dalla Val Susa?
Sono tutte domande che necessitano di una risposta chiara e conclusiva.
Speriamo che Giorgia Meloni, con il suo impegno, riesca a invertire la tendenza e far emergere le tante complicità e connivenze con la violenza organizzata. D’altronde non c’è da stupirsi, ai tempi della contestazione studentesca e poi del terrorismo, nel salotto di Giulia Crespi, proprietaria del Corriere della Sera, venivano ospitati leader del movimento studentesco ricercati dalla Polizia. Analoghe situazioni avvenivano a Torino, nel salotto di una nobildonna altrettanto potente e tra i più prestigiosi.
Da quel che capiterà oggi in val di Susa potremo capire se c’è la volontà politica di girare pagina e di portare a compimento un’opera pubblica fondamentale non solo per il Piemonte.
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Immagine di copertina ottenuta con AI ChatGPT
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