Donne che votano da 80 anni e che hanno reso grande la Repubblica.
In questo 2026 si rammenta l’80esimo anniversario della concessione del voto alle donne.
Il Consiglio Regionale del Piemonte, nella persona del Presidente Davide Nicco, “Fratelli d’Italia”, insieme al Governatore Alberto Cirio, “Forza Italia”, ha rivolto “un invito ai Comuni piemontesi a valutare, nel corso del 2026, l’intitolazione di uno spazio pubblico – una via, una piazza, un giardino, un parco o un altro luogo significativo – a una figura femminile che abbia contribuito alla storia, alla cultura, alla scienza, alla vita civile o sociale del nostro Paese”.
Una proposta di buon senso che sottolinea l’attenzione che la Giunta di Destra che governa la Regione Piemonte ha nei confronti delle donne e del gentil sesso.
A differenza dell’insopportabile demagogia della Sinistra e delle Lobby Femministe, la Destra compie un “gesto concreto per rafforzare la memoria collettiva e offrire alle nuove generazioni modelli positivi di impegno, talento e responsabilità, rendendo visibile nello spazio pubblico il ruolo che tante donne hanno avuto e continuano ad avere nella costruzione del futuro”.
Mentre Elly Schlein, “Partito Democratico”, Luana Zanella, “Alleanza Verdi Sinistra”, Laura Boldrini, già Presidente della Camera per la Sinistra estrema, Elena Bonetti, “Azione”, Alessandra Maiorino, “Movimento 5 Stelle”, sparano valanghe di amenità sul ruolo della donna in Italia, la Regione Piemonte rende “doveroso omaggio, in occasione dell’80° anniversario, al contributo dato dalle donne alla nascita della nostra Repubblica e alla costruzione delle istituzioni locali”.
Chi vi scrive crede nell’assoluta uguaglianza di genere che metta sullo stesso piano il genere maschile e quello femminile. Per questo motivo ha scelto, liberamente, di seguire un Corso di Formazione organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, tenuto da donne, su “IL RACCONTO GIORNALISTICO della VIOLENZA ALLE DONNE, attraverso i primi risultati raccolti dall’Osservatorio Step”.
Nel nostro Paese bisogna metter fine a qualsiasi tipo di violenza alle donne. E’ necessario portare nelle nostre scuole il fatto che la Costituzione della Repubblica Italiana è nata grazie all’importantissimo contributo di 21 Madri Costituenti, 3 delle quali erano piemontesi: Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana.

Il Comune di Cuneo, già nel 2018, ha desiderato “rendere visibile nello spazio pubblico il ruolo che tante donne hanno avuto e continuano ad avere nella costruzione del futuro”.
Per questo motivo – durante il mandato del Sindaco Federico Borgna – ha intitolato una porzione di Via Tancredi Dotta Rosso, quella compresa tra Via Don Luigi Orione e Corso Nizza, alla Madre Costituente Angiola Minella.
E’ bello vedere che in Piemonte la politica ha riconosciuto che “il diritto all’elettorato attivo e passivo, cioè la possibilità di votare ma anche di essere elette come vere “cittadine”, le donne italiane se l’erano duramente conquistato: durante gli anni di guerra, infatti, avevano sostituito gli uomini in ogni genere di lavoro (autiste, fattorine, operaie alla catena di montaggio)”.
Il Piemonte ha espresso donne di altissimo lignaggio nella politica italiana. Angiola Minella si è impegnata nelle battaglie della “maternità, assistenza ai più deboli e all’infanzia, diritti e parità per le donne, disoccupazione e sicurezza sul lavoro, istruzione e ambiente, pace e politica estera”.
Chi ha approfondito la sua figura politico-sociale sa che è sua la Proposta di Legge dell’8 febbraio 1962 con la qualesi chiedeva l’“istituzione del Servizio Nazionale dei Nidi-Asilo per la vigilanza diurna e la prevenzione igienico-sanitaria dei bambini fino a 3 anni”.
Le donne hanno fatto grande il nostro Paese e tanto possono ancora fare. Compito degli italiani è metterle nelle condizioni di poterlo fare.
