Le mosse del Cremlino, le seduzioni di Washington nel Nuovo Disordine Mondiale, mentre al presente è “buio totale”
Le notizie dal Medioriente e dall’Ucraina si intrecciano come i droni e i missili che solcano il cielo. Il mondo osserva, messo all’angolo dalle “gesta” che hanno fatto saltare gli equilibri e tentano di modellare un nuovo Disordine Mondiale.
Nel teatro di guerra che sta tenendo in scacco l’economia mondiale & non solo, Donald Trump grida vittoria con tono mentalmente dubbio e Vladimir Putin festeggia Quattro Anni di “Operazione Speciale” che doveva durare… Quattro Ore.
I due imperialisti non sono nuovi a propositi di scissione delle sfere di influenza, giocandosi “a scacchi” le terre emerse. Quindi, è valsa la pena indagare a ritroso, per capire quel “qualcosa che non va”.
2019. È passato del tempo da quei fatti, ma…
Da una indagine “Open Source” stimolata da un blog di settore, quindi svolta dal redattore, ne è risultato che, nella primavera del 2019, Vladimir Putin ha inviato attraverso canali informali una “avance” a Donald Trump: gli Stati Uniti avrebbero preso il controllo del Venezuela e la Russia dell’Ucraina, proponendo anche una divisione della sfera di influenza tra Stati Uniti, Cina e Russia, come aree di predominio continentale. Una proposta che escludeva il diritto internazionale e la sovranità degli Stati. In quel contesto triangolare, la Cina stava già negoziando la proposta di Putin.
Per quanto riguarda Venezuela e Ucraina, sembra che gli accordi si siano posticipati di un paio di mandati americani.
L’intera vicenda è documentata negli archivi del Congresso americano già dal 2019, tramite le testimonianze di numerosi dipendenti della Casa Bianca, al tempo del primo mandato di Donald Trump.
La testimonianza più dettagliata è quella di Fiona Hill (Ottobre-Novembre 2019)
Fiona Hill, competente di relazioni con la Russia presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, ha testimoniato davanti alle commissioni della Camera nell’ottobre 2019. Hill ha spiegato che la Russia stava cercando di promuovere un ordine mondiale in cui le grandi potenze (USA, Cina, Russia) si dividevano le aree di influenza.
Fiona Hill ha descritto come i russi, già impegnati in Ucraina dal 2014 dopo l’annessione della Crimea, spesso promuovendo il progetto di inserire l’Ucraina nella loro “sfera di influenza” (il loro cortile), mentre gli Stati Uniti avrebbero avuto spazio per la loro. Uno scambio di cortesie in cui la Russia avrebbe avuto via libera per annettere o amministrare alcune aree ex sovietiche.
Il progetto prevedeva che i servizi di sicurezza russi, tramite una rodata strategia della disinformazione, avrebbero diffuso la notizia che l’Ucraina avesse interferito nelle elezioni USA del 2016, così da screditare le relazioni con Kiew e favorire gli interessi strategici russi.
Tutti questi resoconti sono stati presentati al Congresso nell’ottobre 2019. Dapprima sono stati discussi a porte chiuse nell’ambito delle prime indagini di impeachment a Donald Trump, per essere pubblicati il mese seguente.
Riscontro nei fatti. Dopo la procedura di impeachment contro Donald Trump avviata il 18 dicembre 2019 dalla presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, Russia e Cina hanno rafforzato la loro partnership strategica, un segnale della crescente cooperazione contro l’ordine mondiale guidato dagli USA.
I resoconti congressuali hanno confermato che la Russia, attraverso vari canali, ha cercato di spingere l’amministrazione Trump ad accettare una visione multipolare che prevedeva la spartizione delle influenze globali, un concetto che Hill ha descritto come parte integrante dei tentativi russi di dividere l’alleanza transatlantica e indebolire il ruolo globale degli USA.
Resoconti e testimonianze emersi durante le indagini di impeachment contro Donald Trump nel 2019, a quel tempo sono stati interpretati più come una strategia russa di influenza e una percezione di “sfere d’influenza” che come una formale proposta diplomatica accettata.
In una ottica contemporanea i dossier hanno confermato che la Russia, aveva effettivamente cercato di spingere l’amministrazione Trump ad accettare una visione multipolare che prevedeva la spartizione delle influenze globali. Accordi retroattivi che danno un significato a quella pace “Ucraina” di Trump che avrebbe concluso in una settimana e che, se fosse stato al posto di John Biden, non vi sarebbe stata la guerra. Un concetto ad ampio spettro che a suo tempo la Hill ha descritto come parte integrante e sottile dei tentativi russi di dividere l’alleanza transatlantica e indebolire il ruolo globale degli USA.
Un fatto che si è verificato ed è sotto gli occhi di tutti.
Fonti: AI Overview; YouTube, Houston public Media, La Repubblica, Parabellum
(l’autore si scusa per due errori di dettatura “male interpretati” e prontamente corretti)
