Il Decreto Sicurezza ottiene il via libera del Senato. Spiace per Riccardo Magi, “Più Europa”, e affini.

Il Segretario di “Più Europa”, on. Riccardo Magi, dopo che il Parlamento Italiano ha approvato il Decreto Sicurezza, non ha perso occasione per dire un po’ di banalità da opposizione.
Sul suo Profilo “X” ha scritto: “Gli italiani hanno perso un altro pezzo di libertà: il Decreto Sicurezza è diventato legge. Un insieme di regole ingiuste, punitive e pensate solo per fare propaganda, che non rendono davvero il Paese più sicuro”.
Non stupisce che Magi sia scontento della cosa dal momento che il nuovo Decreto Sicurezza andrà ad intervenire sulla stragrande maggioranza del suo elettorato che, come abbiamo spesso detto, è solito andare contro le norme giuridiche, il senso civico e il buon senso.
Ma nulla, per Magi “è un nuovo passo nel progetto di Giorgia Meloni di trasformare l’Italia in un regime autoritario, come quello di Orban, distruggendo il rispetto per il Parlamento e la democrazia”.
La contraddizione del radical-europeista Magi sta nel fatto che “il Parlamento e la democrazia” si sono espressi e hanno votato il Decreto Sicurezza. Magi se ne faccia una ragione. Purtroppo per lui e per certa Sinistra in Italia – d’ora innanzi – chi sbaglia paga.
Ma il Segretario di “Più Europa” insiste che bisogna “mandare un segnale forte a questo governo: domenica e lunedì andiamo a votare ai referendum per fermare questa deriva autoritaria”.
Il comico Checco Zalone direbbe: “Ma è del mestiere questo?”.
Come si può parlare di “deriva autoritaria” in un Paese nel quale il Parlamento ha discusso, dibattuto, si è scontrato e, solo alla fine, ha votato?
Non si può, ed infatti. a parlarne è un deputato di un partito che non è arrivato al 3% né alla Camera né al Senato e non ha raggiunto il 4% alle Europee.
Una cosa è certa: con Riccardo Magi all’opposizione, Giorgia Meloni governerà altri 50 anni.

L’Italia, a detta di molti “finalmente”, ha approvato il Disegno di Legge numero 1509 che converte il Decreto Legge numero 48/2025, “recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”.
109 senatori hanno detto sì a questo importante e innovativo Decreto Sicurezza. Spiace per i 69 senatori che hanno votato no e che hanno dato vita ad un’imbarazzante bagarre in quel di Palazzo Madama. Un solo senatore ha optato per l’astensione.
Quando si parla di sicurezza, legalità, ordine non si può che portare la nostra attenzione a quanti indossano la gloriosa uniforme dell’Arma dei Carabinieri o la divisa della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, o della Polizia Penitenziaria.
A loro un sincero e riconoscente ringraziamento per quanto fatto a servizio del Popolo italiano.
Oggi, poi, è doveroso fare gli auguri ai militari dell’Arma dei Carabinieri nel 211esimo anniversario della loro costituzione.
