I nuovi file-UFO desecretati dal Pentagono
Le attese rivelazioni del Pentagono relative ai file recentemente desecretati, hanno provocato ondate di delusioni e perplessità.
Alcune dichiarazioni ufficiali smentiscono una natura umana di molti fenomeni osservati, tuttavia appare sempre molto lontana una dichiarazione ufficiale che si esprima a favore di una origine non terrestre di tali manifestazioni.
Sembra di assistere ad una danza dell’ipocrisia. Sembrano uscire dal cappello del mago notizie sconcertanti che subito dopo vengono riconsiderate o addirittura smentite.
In altri casi il pubblico viene invitato a proporre delle spiegazioni, quando sembrerebbe logico che tali chiarimenti dovrebbero essere emessi dalle fonti ufficiali del Governo.
Il Pentagono si limita a dichiarare che l’esistenza di eventi osservati nello spazio aereo, almeno allo stato attuale delle conoscenze, non ha ancora trovato una spiegazione definitiva.
La diffusione di tale materiale ha riacceso il dibattito internazionale su uno degli argomenti più controversi degli ultimi decenni. Le nuove immagini comprendono riprese effettuate da sensori installati su velivoli militari, testimonianze di piloti, rapporti dell’intelligence, registrazioni radar e persino alcuni archivi relativi alle missioni Apollo.
Pur ribadendo che non esistono prove di un’origine extraterrestre di tali fenomeni, il governo statunitense riconosce che una parte degli episodi segnalati (UAP (Unidentified Anomalous Phenomena) rimane ancora priva di una spiegazione soddisfacente.
Per oltre settant’anni il fenomeno UFO è stato associato soprattutto a racconti controversi, teorie del complotto e cultura popolare. Oggi lo scenario appare profondamente mutato.
Negli Stati Uniti il tema è ormai affrontato come una questione di sicurezza nazionale. Il Congresso ha esercitato una crescente pressione affinché il Pentagono rendesse pubbliche informazioni rimaste classificate per decenni, favorendo un processo di declassificazione senza precedenti.
Contestualmente, la straordinaria diffusione del tema sui social network e nei mezzi di comunicazione ha contribuito a trasformare gli UAP da semplice curiosità mediatica a oggetto di analisi istituzionale.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione americana è quello di garantire la massima trasparenza possibile. Dietro questa scelta esiste tuttavia anche un’esigenza strategica: verificare se alcuni dei fenomeni osservati possano essere riconducibili a tecnologie avanzate sviluppate da potenze rivali come Cina o Russia.
Possiamo quindi considerare che il fenomeno UFO o UAP, che dir si voglia, stia perdendo la caratteristica connotazione di oggetto di derisione collettiva, trasformandosi in una potenziale forma di pericolo legato a ipotetiche armi ultramoderne in possesso di potenze terrestri.
Caso assai curioso sia la Cina che la Russia temono la stessa cosa, ipotizzando che proprio gli USA, forse attraverso tecniche di retro ingegneria o ingegneria inversa… possano aver elaborato delle armi talmente avanzate da risultare di natura aliena.
La situazione è a dir poco grottesca. Le menzogne sono state da sempre la firma delle grandi potenze che, in quanto tali, possono scrivere la storia a loro piacimento, e di conseguenza modificarla all’occorrenza.
Comprendere chi sia meno disonesto tra i vari interlocutori non è impresa sicuramente facile.
Distillare la verità dal mare di menzogne è diventato un lavoro faticoso ma indispensabile, inquinamenti culturali di varia natura spesso inseriti abilmente nelle dichiarazioni ufficiali, sono divenuti la cifra degli Enti riconosciuti, che devono divulgare le informazioni.
Ogni grande Nazione sospetta che altri stati siano detentori di tecnologie militari avanzatissime, ogni Intelligence sospetta i propri avversari di aver ottenuto, tramite lo studio di reperti aerospaziali di origine non terrestre recuperati in qualche luogo del Pianeta, tecnologie sconosciute e molto progredite.
A prova di ciò sono stati divulgati filmati video registrati da sistemi di osservazione militari.
Uno dei casi più discussi riguarda un oggetto intercettato nei pressi del Lago Huron nel 2023, durante un’operazione dell’aeronautica statunitense. Le immagini mostrano un bersaglio che gli analisti hanno definito “anomalo” per traiettoria e comportamento.
Un secondo filmato, acquisito nel 2024 mediante sensori a infrarossi della Guardia Costiera americana, mostra un oggetto luminoso che sembra accompagnare un velivolo sopra il sud-est degli Stati Uniti.
Ulteriore documentazione proviene da operazioni militari svolte nel Medio Oriente, in particolare nell’area siriana e nel Golfo Persico, dove personale americano avrebbe osservato oggetti dalla forma allungata, definiti “cigar-shaped”, oppure formazioni luminose caratterizzate da movimenti apparentemente coordinati.
Nonostante l’interesse suscitato da queste immagini, il Pentagono mantiene una posizione prudente: nessuno dei filmati costituisce una prova dell’esistenza di veicoli di origine extraterrestre.
Particolarmente significative sono le testimonianze raccolte tra il personale militare: diversi piloti descrivono oggetti privi di superfici alari visibili, capaci di accelerazioni improvvise o bruschi cambi di direzione che, secondo la loro esperienza operativa, sembrerebbero incompatibili con il comportamento aerodinamico dei velivoli convenzionali.
In uno dei rapporti declassificati, un ufficiale dell’intelligence racconta l’osservazione di misteriose sfere arancioni che avrebbero seguito il proprio velivolo durante una missione.
Il valore di queste testimonianze risiede soprattutto nella professionalità degli osservatori e nel fatto che, in diversi casi, le osservazioni risultano supportate da registrazioni radar e da dati provenienti da più sensori.
Ciò non dimostra automaticamente un’origine non terrestre dei fenomeni, ma conferma che le autorità statunitensi ritengono opportuno continuare a studiarli con strumenti scientifici e investigativi sempre più sofisticati.
Il Pentagono ha annunciato che ulteriori documenti verranno progressivamente declassificati nei prossimi mesi, mentre il Congresso continua a chiedere un accesso sempre più ampio agli archivi militari.
Questo balletto tra Pentagono e Congresso sta assumendo caratteristiche sempre più patetiche, come se non fosse palese a molti che si tratti di una danza organizzata a tavolino da chi realmente possiede le informazioni vere.
Parallelamente cresce anche l’interesse del mondo accademico, con università e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di sistemi di osservazione sempre più sofisticati.
Resta però un dato fondamentale: il governo americano continua ad affermare di non possedere prove dell’esistenza di visitatori extraterrestri.
Tra i documenti diffusi figurano anche materiali relativi alle missioni Apollo.
Sono state rese pubbliche alcune registrazioni audio nelle quali gli astronauti descrivono l’osservazione di insoliti fenomeni luminosi durante il volo spaziale. Una registrazione dell’Apollo 12 riferisce, ad esempio, della percezione di scie luminose visibili perfino a occhi chiusi.
La NASA ha da tempo proposto una spiegazione di carattere fisiologico, attribuendo tali fenomeni all’interazione tra radiazioni cosmiche e sistema nervoso degli astronauti.
Anche alcune fotografie dell’Apollo 17 contenenti insolite configurazioni luminose sono tornate al centro dell’attenzione. Gli esperti invitano tuttavia a non confondere un fenomeno ancora non identificato con una presunta evidenza di presenza extraterrestre.
Elemento centrale della nuova strategia americana è l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO), l’ufficio istituito dal Pentagono con il compito di raccogliere, catalogare e analizzare tutte le segnalazioni riguardanti fenomeni anomali osservati nell’ambiente aereo, marittimo, terrestre e spaziale. Per molto tempo il problema ufologico è stato trattato in modo disorganico tra FBI, CIA, NASA, aeronautica militare e intelligence. Oggi invece il governo americano punta a unificare le indicazioni e le osservazioni delle fonti più accreditate.
L’AARO è stato identificato come l’Ente preposto a operare da collettore che collega le diverse agenzie federali, con il compito di pubblicare gradualmente il materiale declassificato.
Secondo il Pentagono, una parte consistente dei casi dubbi resta ufficialmente “non risolta”.
Nonostante il clamore mediatico, la comunità scientifica mantiene un atteggiamento improntato alla prudenza.
Astrofisici, ingegneri aerospaziali e analisti dei sistemi di difesa ricordano che nessuno dei materiali finora pubblicati costituisce una prova dell’esistenza di civiltà extraterrestri.
Molti si stanno chiedendo cosa si intenda per prova certa… instillando il dubbio concreto che siano in atto strategie di distrazione atte a confondere maggiormente le idee…
Al di là delle interpretazioni, il cambiamento culturale appare evidente.
Per la prima volta il governo degli Stati Uniti riconosce ufficialmente l’esistenza di fenomeni che non riesce ancora a classificare in modo definitivo e finanzia programmi dedicati alla loro analisi.
Anche il linguaggio è stato modificato. Il termine “UFO”, ormai fortemente associato alla fantascienza e alla cultura popolare, è stato progressivamente sostituito dalla più neutrale definizione di UAP, nel tentativo di ricondurre il dibattito entro un contesto scientifico e istituzionale.
Esistono inoltre fenomeni che, allo stato attuale delle conoscenze, non sono ancora stati spiegati in modo definitivo.
L’opinione pubblica sembra divisa tra coloro che vorrebbero credere a qualunque costo e coloro che negherebbero in ogni caso l’evidenza.
Ho utilizzato il termine “credere” non a caso poiché le dinamiche in campo ricordano molto gli atteggiamenti fideistici delle religioni o delle convinzioni personali che non sono sempre basate su realtà inoppugnabili.
Quello che stupisce di più, riguardo il tema degli UFO o degli extraterrestri, è la scarsa considerazione delle testimonianze. Si parla di centinaia di migliaia di testimoni civili e militari che hanno firmato dichiarazioni circostanziate e verificabili. Vi sono le testimonianze dei contattisti che da oltre un secolo pubblicano e diffondono notizie in accordo tra loro, come nel notissimo “Caso Amicizia” di cui Civico20news si occupò tempo fa.
https://civico20-news.it/cultura/il-caso-amicizia/03/11/2024/
https://civico20-news.it/cultura-e-spettacolo/il-caso-amicizia-prima-parte/07/11/2024/
https://civico20-news.it/cultura/il-caso-amicizia-seconda-parte/09/11/2024/
Potremmo quindi pensare che per talune persone qualsiasi prova non sia sufficiente a dimostrare l’esistenza di intelligenze non terrestri nel cosmo o sulla Terra, mentre per altre nessuna smentita possa demolire le proprie convinzioni.
Il tempo, come sappiamo è sempre galantuomo e la visione del mondo muta con una sconcertante rapidità…
Restare con la mente aperta in attesa che altri file vengano desecretati o che altri eventi possano manifestarsi, documentandosi sempre sui dati storici che riguardano i temi di questo editoriale… probabilmente è l’unico modo per avvicinarsi a ciò che immaginiamo possa essere la Verità.

Civico20News
Giancarlo Guerreri
Editorialista

Grazie Giancarlo per aver redatto un argomento interessante, non solo per gli addetti ai lavori, nonché materia complessa, e che ancora fa discutere. Ad oggi, sono stati desecretati dal Pentagono e resi pubblici, ( Dipartimento della Guerra Uas Archives), più di 300 raccolte documentali, attraverso riprese effettuate con sensori e telecamere militari sofisticate e ad infrarossi, oltre a vari file audio, video, fotografie, documenti pdf su UFO/UAP, rilevati durante le missioni NASA. Sembra che sia stata l’Italia una fra le prime Nazioni ( prima del caso Roswell nel ’47), a parlarne e a scoprire ” l’ UFO Crash”, schiantato il 13/06/1933, tra Magenta e Vergiate, (ne parla in molti dibattiti, il nostro grande ufologo Dott. Roberto Pinotti), tanto da indurre Mussolini a costituire un team segreto di studi: il Gabinetto RS/33. Documenti autografati dallo stesso Mussolini, caso strano, dichiarati non veritieri, sottratti dalle famose
” Carte della cassetta di Zinco”, ma pare oggi siano custodite nell’Archivio Centrale dello Stato.
Agli scettici, nella loro conclusione legittima, mi sento di aggiungere che, Ufficiali ben addestrati, sia della Marina che dell’Aeronautica, a volte testimoni oculari insieme ai loro colleghi piloti, risultano osservatori affidabili ( personalmente ne conosco), che durante le missioni operative , riprendono filmati di oggetti sconosciuti e, comunicano con le Torri di Controllo o, annotano gli eventi nei diari di bordo. Ancora, Generali in congedo e Politici di Rilievo, non potrebbero inventare storie a discapito della loro provenienza professionale. Avvistamenti UFO , di osservatori militari e civili o, casi famosi come quello di Travis Walton, i coniugi Hill, per citarne qualcuno, o testimonianze di Contattisti, come Zanfretta, Siragusa, Cavallo, o tuttora soggetti che dichiarano abduction , rappresentano dati di fatto. Vogliamo parlare di oggetti che entrano e fuoriescono con velocità inaudite dai fondali marini e, per la quale, la nostra tecnologia non ancora perfetta, ad un certo punto, non riesce a rilevare tracciamenti inabissati? Appena uscito il libro ” Alieni dagli Abissi” di Pablo Ayo.
Ecco, ho scritto anch’io un articolo, scusa Giancarlo, se mi sono dilungata, ma hai sfiorato l’argomento che mi affascina e mi appartiene, anche per esperienza personale.
Un Abbraccio a te e ai lettori
Maria Grazia Spadaro
Grazie carissima Collega, non ho mai voluto convincere nessuno su questi argomenti… credo che sarebbe uno spreco di energia e un inutile sforzo. Mi solo limitato a qualche aggiornamento sul tema per incuriosire qualche nuovo lettore… l’argomento è di enorme interesse e desidero proporre nuovi e ragionati approfondimenti.
Articolo perfetto… aggiungerei che ci sono due livelli, uno è quello intercettato dalle persone che assistono al dibattito inscenato da governo USA e pentagono, che non sposta assolutamente nulla e che crea solo confusione (voluta) tra le persone normali… e un altro è il livello di chi come noi fa ricerca seria e capisce “come gira il fumo”… e che non si stupisce più di nulla, e va avanti per la sua strada…
È scandaloso che ci sia una così scarsa attenzione alla sicurezza e, d’altra parte,così poca educazione stradale.
Penso che bisognerebbe mettere un guardrail o addirittura un muretto per rendere piu sicuro un passaggio così critico