Tra vecchi ricordi e proiezioni future…
“IL MONDO IN CUI VIVIAMO”, forse alcuni Lettori se lo ricorderanno, è stata una bellissima raccolta di inserti pubblicati con il settimanale EPOCA, edito da Arnoldo Mondadori Editore nel 1959, che raccontava, con l’ausilio di splendide immagini e grafici esaustivi, la nascita dell’universo e lo sviluppo della vita sul nostro pianeta.
La raccolta offriva una visione dello stato dell’arte delle scoperte scientifiche più recenti, arricchita dei riferimenti storici, relativi alle tappe più significative degli studi sull’origine dell’universo.
Proponiamo ai Lettori un piccolo frammento del testo, tratto dalla raccolta di “EPOCA“:
“Nel 1654 l’arcivescovo irlandese Ussher annunciò con sicurezza che il suo studio delle Sacre Scritture lo aveva portato a concludere che la Creazione aveva avuto luogo nell’anno 4004 a.C., il 26 ottobre, alle 9 del mattino”.

Oggi sorridiamo di fronte all’ingenuità di queste parole, consapevoli che il pensiero umano abbia fatto passi da gigante nello studio delle discipline scientifiche, e non solo.
La nostra idea del mondo è sicuramente cambiata e sta cambiando costantemente nella mente di ogni donna e di ogni uomo.
Molte persone iniziano a considerarsi piccoli neuroni collegati tra loro da invisibili sinapsi, come se “IL MONDO IN CUI VIVIAMO” fosse un essere vivente in grado di provare emozioni …
L’Ipotesi di Gaia formulata per la prima volta nel 1979 dallo scienziato inglese James Lovelock e dalla microbiologa americana Lynn Margulis sosteneva che gli organismi viventi interagiscono con le componenti minerali inorganiche per formare un complesso sistema sinergico e autoregolante che agevola il mantenimento e la stabilità delle condizioni per la vita sul pianeta.
Senza entrare eccessivamente nei dettagli di questa ipotesi, potremmo solo affermare che in quel preciso momento storico si prese coscienza del fatto che tutto, nell’universo, fosse collegato intimamente, e che iniziasse a perdere valore il significato di separazione del singolo individuo.
Questa nuova visione offese l’ego di moltissimi studiosi accademici e di uomini comuni, i quali percepirono intimamente che correvano il rischio di perdere la propria consapevolezza individuale per sciogliersi nel mare magnum della collettività.
Qualcuno osò affermare che da un punto esclusivamente fisico non esistesse un limite netto tra ambiente e individuo, poiché ognuno di noi mangia, beve, respira ed espelle sostanze. Quindi se questa ipotetica linea divisiva non esisteva nella realtà, perdeva di significato anche l’atto di considerare gli individui, non solo umani, separati dal tutto.
Proseguì in questo modo quel lungo e frustrante processo di ridimensionamento dell’importanza dell’uomo, iniziato con Copernico e Galilei, che tolsero alla Terra il posto d’onore al centro del sistema solare e dell’universo.
Gli studi proseguirono e ci portarono a considerara che neppure il Sistema Solare fosse al centro dell’universo, ma alloggiato ai margini di una galassia che ancora oggi chiamiamo Via Lattea.
Scoprimmo in seguito che nell’universo sono presenti più di 200 miliardi di galassie, ognuna delle quali potrebbe ospitare oltre 200 miliardi di sistemi stellari simili al nostro.
Persino le più recenti interpretazioni della fisica quantistica non vennero in aiuto della nostra separabilità dal resto dell’universo, anzi, ci venne detto che siamo delle anomalie dei Campi quantistici, simili a delle increspature del mare che chiamiamo onde…
In effetti paragonare il mare con le sue onde ai campi quantistici e ai suoi elementi non sembra essere sbagliato. L’onda nasce, cresce e muore, esattamente come una vita, dopodiché rientra nel mare e svanisce fino a prossima rinascita.
Risulta evidente che una visione di questo tipo possa trasformare radicalmente la visione di noi stessi, ridimensionando il nostro ego e facendoci comprendere che siamo parti intero di Uno, senza essere separati da Uno.
Molti scienziati particolarmente illuminati e molti Illuminati che utilizzano anche il metodo scientifico, hanno compreso che questo pianeta stia vivendo un momento di drammatica transizione.
La transizione comporterà dei cambiamenti di abitudini, costumi e scelte politiche; se tali cambiamenti saranno, come avviene ormai continuamente, assoggettati alle leggi del profitto dei pochi che governano i tanti… non si guarderà sicuramente al bene collettivo o ai reali interessi del nostro pianeta.
La competizione continuerà a rappresentare l’unico modello sociale da perseguire, conducendo l’umanità a rincorrere un benessere materiale, costruito sulle soddisfazioni di bisogni creati appositamente per mantenere vivo e vitale il meccanismo produttivo.
L’alternativa alla competizione, come viene indicato da scienziati illuminati come Federico Faggin e molti altri, è la cooperazione, che risulta essere la formula adatta a coloro che, avendo compreso di essere parte integrante di un Campo quantistico universale, non possono più considerare vera e sensata la locuzione latina di origine medioevale “Mors tua vita mea”.
Ovviamente molti Lettori sorrideranno di fronte a simili ingenuità, facendo notare che la nostra civiltà vive appoggiata su una polveriera che potrebbe distruggere ogni forma di vita in pochi minuti, cancellando in un attimo concetti di sommo valore etico, come Amore universale, solidarietà, desiderio di conoscenza, bene comune, spiritualità…
Spesso tendiamo a scordarci che caso di “grande botto” verrebbero distrutte le nostre città, le nostre famiglie, morirebbero tutti i nostri amici e ogni forma vivente… forse si salverebbero alcuni batteri e piccoli insetti che vivono nelle caverne cibandosi di rifiuti in decomposizione; potrebbero salvarsi anche delle alghe microscopiche e forse alcune specie di funghi …
Succederebbe esattamente quello che avvenne circa 55 milioni di anni fa, quando cadde un grande meteorite nel golfo del Messico, che fece scomparire i grandi animali come dinosauri, pesci, uccelli e grandi insetti.
Quell’impatto fu la fortuna di piccolissimi mammiferi come il Solenodonte o il Purgatorius unio; quest’ultimo è un piccolo topo che appartenne alla stessa catena evolutiva che condusse a noi Primati (uomo compreso): evidentemente il Purgatorius e altre piccole specie di mammiferi trovarono le condizioni adatte alla loro sopravvivenza.
La natura non smette mai di stupirci per la costanza con la quale risponde alle leggi del Cosmo.
Se non sarà un meteorite forse saranno le nostre atomiche a decretare un nuovo reset… e forse tra altri 50-70 milioni di anni qualcuno scriverà delle parole simili a queste.
Altre Voci suggeriscono che i tempi stiano per cambiare e che la cosiddetta Apocalisse sarà una autentica Rivelazione…
Non ci resta che attendere e sperare che questi folli che vogliono continuare ad acquistare armi per raggiungere la pace o a fare guerre e commettere genocidi a scopo difensivo e umanitario… vengano raggiunti da un soffio divino che, in un modo o nell’altro, possa agire e permettere a qualche comune mortale di scrivere ancora qualche pagina di quel bellissimo libro, intitolato “IL MONDO IN CUI VIVIAMO”.

Civico20News
Giancarlo Guerreri
Editorialista
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Grazie per questo articolo…ci sarebbero mille spunti di dibattito. La cooperazione come dice Faggin è senz altro la base su cui appoggiare però un nuovo modello di politica , un nuovo modello di economia , un nuovo modello giuridico. Bisognerebbe unirsi e lavorare su questo, cooperare per questo! La cultura , l arte dovrebbero essere parte fondante di tale modello. Sarebbe bello iniziare…cooperando nessun leader, nessuno più furbo ma ognuno porta il suo contributo. Sarebbe bello
Le utopie a volte si realizzano ♥️
Non ci resta che sperare che questi folli … vengano raggiunti da un soffio divino e permettere a qualche comune mortale di scrivere= nel frattempo io continuo a lottare per cercare di creare Unione e Sinergia in questo popolo in italiani in cui tutti hanno paura di tutti e nessuno si fida più nessuno. Giosuele
Certamente… la paura è l’esatto opposto dell’amore 🤗🤗🤗
Condivido le idee di fondo dell’articolo e dell’autore. Personalmente non mi sento oppresso, né “limitato” dal pensiero di essere “parte di un sistema”, oltre che “individuo”..Anzi, il dilemma fra un’idea e l’altra resta, ed è lì che ci soccorrono la religione (cattolica nel mio caso, ma anche altre) e la filosofia