Non c’è più posto per politicanti da avanspettacolo, schizofrenici, privi di carisma e formazione adeguata
Ha fatto il giro del web la foto dei quattro scappati da casa, i sinistrati per intenderci, di quel che fu il cd “campo largo”, che dopo essersi esibiti sulla inderogabile necessità di introdurre la patrimoniale, confondendo i milioni con i miliardi ed aver perso per strada partiti e movimenti riformisti, danno ai loro poco estasiati ammiratori due appuntamenti risolutivi nel corso del mese di luglio per cosa rivelare non si intuisce neppure.
Ma dopo mesi di frasi fatte, gli italiani hanno ormai capito che il problema esistenziale di Schein, Conte, Bonelli e Fratoianni è di non perdere le rispettive leadership, il resto è il nulla. Si reputano i Richelieu della politica italiana pur avendo un carisma che si avvicina allo zero e non accetteranno mai, la regola adottata da oltre trent’anni dal centro destra, ove il candidato in pectore alla guida del governo è riconosciuto da tutti.
Cosa rappresenta per quei quattro smandrappati, redigere un programma compiuto e sostenibile nei conti pubblici, capace di affrontare problemi complessi come la sanità, il caro vita, la difficoltà di arrivare a fine mese, la povertà crescente nonostante il lavoro, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e una scuola sempre più in difficoltà? Non si sa.
Il loro bersaglio sta inspiegabilmente diventando Roberto Vanancci, non capendo quale può essere la trasversalità dei suoi consensi e il suo progetto che non si potrà certo ridurre a inseguire rigurgiti nostalgici.
Ma anche i compagni assenti nella famosa foto non sono da meno. Su impulso di alcune forze centriste, tra cui Italia Viva, l’attenzione non si concentra tanto sulla ricerca delle risorse necessarie per migliorare le condizioni degli italiani, quanto sulle indiscrezioni e sui presunti rapporti politici e culturali che alcuni osservatori attribuiscono a Vannacci in relazione alla Russia e a Vladimir Putin.
Una questione che, per molti cittadini, già pesantemente danneggiati dagli ostracismi della UE verso la Russia, alle prese con problemi concreti per sbarcare il lunario, appare secondaria, ma che rischia di diventare uno dei temi centrali dei talk show e dei confronti politici che riprenderanno dopo l’estate.
Nel frattempo, il dibattito pubblico continua a essere dominato da slogan e polemiche, mentre le questioni strutturali del Paese rimangono spesso sullo sfondo. Così l’astensione dal voto sarà destinata a crescere.
Da una parte il centrosinistra cerca un tema capace di unire le sue diverse anime, ma per i motivi già accennati, non ci riuscirà mai; dall’altra il centrodestra deve fare i conti con tensioni interne e con la crescente concorrenza rappresentata proprio dal tormentone Vannacci, il cui consenso potrebbe sottrarre voti agli alleati di governo e non solo.
La vera domanda, però, resta un’altra: gli italiani voteranno sulla base delle etichette ideologiche, delle dietrologie o delle soluzioni concrete?
Dopo anni di contrapposizioni tra fascisti, comunisti, sovranisti ed europeisti, cresce la sensazione che una parte dell’elettorato chieda soprattutto competenza, pragmatismo e capacità amministrativa. Per scongiurare l’ennesima stagione di governi tecnici o di maggioranze fragili, molti cittadini sperano nell’emergere di una classe dirigente preparata, capace di rimboccarsi le maniche e lavorare per il Paese senza trasformare ogni confronto politico in una guerra di slogan.
I nostri politicanti non hanno ancora capito che la mutata situazione geopolitica, sempre che la tregua o pace con l’Iran tenga e non si riduca a una vittoria di Pirro di Trump, è destinata anche a cambiare il ruolo della fragile UE nei rapporti con il resto del mondo. Quindi la Politica dovrà saper scegliere e agire, non più subire.
Per quanto concerne la partitica italiana, pochi hanno il coraggio di affermare serenamente che i molteplici errori politici di Salvini, ad iniziare dal tradimento del Nord produttivo del Paese, porteranno inevitabilmente all’implosione della Lega e nuovi equilibri anche nel centro destra saranno conseguenti. È l’alta Politica con tutto il suo peso e carisma che dovrebbe potersi confrontare con un mondo in fermento e divenire autorevole interlocutrice con la società civile e gli ambienti economici e decisionali, ove la competizione è sempre più accentuata.
In Italia e non solo, non c’è più posto per politicanti da avanspettacolo, schizofrenici, privi di carisma e formazione adeguata che, a nostro danno continuano a vivacchiare e essere tollerati in forza di antichi rapporti e convinzioni
Chi nel 2027 si candiderà alla guida del Paese, non dovrà dimenticare che ciò che interessa agli italiani non è il quacquaraquà che urla più forte, ma chi riuscirà davvero a migliorare la loro vita quotidiana, dimostrando una visione strategica.

Civico20News
Francesco Rossa
Editorialista

Futuro e Vannacci… e voleran gli stracci!!
Ti piace il claim? Ti delego a manifestarlo attraverso i tuoi media!!
🤣
Una classe politica di qualità è davvero la grande assente. E ci restano solo gli slogan!
Gli slogan e gli scarti, purtroppo, caro Margrita