Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī
Un termine antico… riscoperto nel XX secolo.
Molto spesso veniamo in contatto con termini inconsueti, spesso neologismi, che si impongono nei contesti più diversi, per trasmettere significati chiari solo in apparenza.
Certamente ogni Lettore avrà avuto modo di entrare in contatto con il termine “algoritmo”, contestualizzato in qualche ambito di natura scientifica o tecnica. Tuttavia, forse, non tutti conoscono la vera origine di questo termine, che non è neppure da considerare un neologismo, poiché nato nel IX secolo dal matematico persiano Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī.
Il suo significato:
Un algoritmo è simile ad una ricetta di cucina: una sequenza di istruzioni chiare e finite, che devono essere eseguite in un ordine preciso per risolvere un problema o completare un compito. Per esempio, preparare un cappuccino, una torta salata o far ordinare una lista di nomi in base a determinati criteri.
Ogni istruzione deve essere un passo elementare e non ambiguo, che definisce esattamente cosa fare.
Ci sono alcuni elementi, imprescindibili, che possono configurare la struttura logica di un algoritmo:
Input e output: un algoritmo parte da dati iniziali (input) e produce un risultato finale (output).
Serie finita di passaggi: un algoritmo deve sempre terminare dopo un numero finito di istruzioni che dovranno essere sempre chiare e non lasciare spazio a interpretazioni diverse.
Uso: la logica che determina i vari passaggi dovrà essere sempre comprensibile sia da una persona che da un computer.
Un algoritmo può essere considerato come un’espressione matematica, ma non solo. Può essere rappresentato in forma di equazioni, diagrammi di flusso, pseudocodice o anche linguaggio naturale. L’importante è che sia chiaro e preciso.
Sarà successo a molti Lettori di avviare una ricerca di informazioni su un particolare prodotto commerciale, quindi, magicamente, notare che, terminata la ricerca, inizia una pioggia di suggerimenti pubblicitari, relativi agli oggetti delle precedenti ricerche… Questi regali pubblicitari sono calcolati in base al nostro profilo e al tipo di interessi che abbiamo manifestato verso determinate categorie di prodotti.
I dati che noi forniamo, anche senza rendercene conto, entrano in complesso sistema di analisi delle informazioni, elaborato dall’indice del motore di ricerca, per fornire istantaneamente i migliori risultati possibili agli interessi degli utenti.
Alcuni esempi di algoritmi:
- Fare i lacci delle scarpe:
Per prima cosa prendi i lacci, poi fai un nodo, poi fai dei fiocchetti e infine tiri. Questa è una serie di passaggi che risolve il problema di avere le scarpe allacciate.
- Preparare una torta:
Gli ingredienti sono l’input, e ogni passaggio (mescolare, infornare, decorare) è un’istruzione. Il risultato finale è la nostra torta.
- Far funzionare un robot per la pulizia della casa:
Un computer può usare blocchi di movimento per fare muovere un robottino in avanti, indietro, a destra o a sinistra. Combinando questi blocchi si crea un algoritmo che fa muovere l’elettrodomestico in modo preciso.
Istruzioni per il montaggio: le istruzioni per assemblare la scatola di montaggio di un mobile sono un algoritmo.
Calcoli matematici:Il procedimento per risolvere un’equazione è un algoritmo.
Programmazione:
La programmazione è il processo di tradurre un algoritmo in un linguaggio che possa essere compreso da un computer può eseguire.
Motori di ricerca:
Utilizzano complessi algoritmi per indicizzare le pagine web e restituire i risultati più pertinenti.
Social network:
Applicano algoritmi per personalizzare i feed di notizie (flussi di aggiornamenti in base agli interessi dell’utente, come titoli, riassunti o articoli completi di notizie recenti).
I feed di notizie possono essere letti utilizzando un lettore di feed, come Google Reader o Feedly, o possono essere visualizzati direttamente su un sito web o su una piattaforma social.
Intelligenza artificiale:
Gli algoritmi sono la base per creare nuovi sistemi in grado di imparare dalla propria esperienza e svolgono compiti complessi, come il riconoscimento vocale o la classificazione delle immagini.
La chiarezza e la semplicità delle informazioni è alla base degli algoritmi, quindi, sempre riferendoci all’arte culinaria, “rompere le uova” può essere considerato legittimamente un passo elementare di un “algoritmo per la cucina” (ricetta), ma non potrebbe esserlo anche “aggiungere sale quanto basta” data l’ovvia ambiguità che contiene tale espressione.
Altra definizione di algoritmo è: “procedimento di risoluzione di un problema“.
E’ con l’informatica che il termine “algoritmo” ha iniziato a diffondersi. Infatti se per ottenere un determinato risultato, esiste un procedimento infallibile, allora esistono anche le condizioni per affidare questo compito a un computer, semplicemente introducendo l’algoritmo in questione in un programma scritto in un opportuno linguaggio comprensibile alla macchina.
Per concludere, il termine “algoritmo”, che come si è detto all’inizio deriva dal nome del matematico persiano Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, vissuto nel IX secolo, fu latinizzato in “Algoritmi” e fu coniato per descrivere i metodi di calcolo da lui sviluppati.
Successivamente il termine “algoritmo” fu utilizzato per la prima volta nel 1691 da un matematico francese, ma fu solo nel XX secolo che il termine assunse il significato moderno di… “procedura di calcolo“.
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Come sempre la quintessenza di una sorprendente origine di moltissime cose. Articolo quantomeno inatteso e illuminante! Accidenti, rimango sempre sorpreso e piacevolmente stimolato da queste ed altre Esposizioni in modo forbito, semplice, comprensibile e anche divertente. Grazie Giancarlo, aspettiamo la prossima chicca!… Etico matematica (Non… Bianchi)
Grazie Carlo… dai dubbi nascono inattese risposte 👍🏼…
Bravo! Anche solo per aver pensato di scrivere di questo argomento. È un tema che viene troppo frettolosamente etichettato come “tecnico” (cioè da lasciare agli informatici e appassionati) ma come hai messo in evidenza ci investe anche solo quando scegliamo stringhe x scarpe, x le ricadute in termini d pubblicità