Un saggio che riporta l’uomo a confrontarsi con il materialismo storico e l’eredità della fede
Mauro Aimassi è un amico di vecchia data, incontrato certamente non per caso anni fa, durante il periodo del mio soggiorno ad Alba. Abbiamo continuato a scriverci riflessioni intorno ai nostri interessi che, pur essendo da parte mia più tecnici, e per Mauro più legati alla sfera umanistica e ad un’etica ascetica, sovente collimano, poiché al centro di ogni cosa c’è sempre l’uomo e il mistero della vita è suo compagno.
Mauro Aimassi è un ex docente di materie letterarie e uno scrittore di Magliano Alfieri, ma, soprattutto, è un uomo di fede e i suoi scritti fluttuano da una speleologia storica e culturale, a un’indagine che si inoltra tra i misteri dell’anima, senza obliare un sofferto inno d’amore per la moglie Nadia, prematuramente scomparsa, alla quale è dedicato il libro del 2014 Ce l’ho messa tutta, vincitore del premio letterario “Reis encreuse, libro che cammina”.
L’aldilà trascurato è l’ultimo dei cinque libri di Mauro Aimassi e i motivi per leggerlo con calma riflessiva sono tanti. Viviamo in un mondo economico/politico in cui i rapporti con la fede e con l’appartenenza storica a un cristianesimo che ha segnato la strada della civiltà occidentale sono sempre più piegati dall’uso della forza e da sinistri autocrati che “usano il nome di Dio invano”.
Le nostre radici, riconoscibili sulle sommità dei campanili di tutta l’Europa, e non solo, reclamano un ritorno alla ricerca interiore, alla pace tra i popoli e a quella dell’anima, per quando si presenterà al giudizio dopo questa fugace esistenza, nell’aldilà.
L’aldilà è il punto focale de L’aldilà trascurato, un libro scritto in bell’italiano, e già questo non è cosa da poco. Nei capitoli si susseguono domande che affondano le radici nella dottrina del Vangelo: perché si parla sempre meno dell’aldilà? Qual è la base per la fede dei cristiani nell’aldilà? Cosa dice della vita eterna il Nuovo Testamento? E’ quindi un ragguaglio, ai giorni nostri, su come dove e quando la dottrina della Chiesa è cambiata nel tempo.
Il libro si interroga sulle visioni “privilegiate” dell’aldilà, argomento caro a questo giornale e a me stesso in particolare, essendo stato “oltre” per ben due volte, causa traumatici fenomeni di “premorte”.
L’immortalità dell’anima e non solo, è infatti una materia in cui CIVICO20 NEWS si inoltra sempre con profondo interesse, e l’aldilà esiste, io lo so.
Infine, il saggio si inoltra nella filosofia ascetica di sommi pensatori che hanno tracciato la strada di un aldilà simbolico e traslato tra Inferno e Paradiso, che è stato un’icona per noi, gente di una certa età. Dunque, Mauro si interroga su come si siano posti nei confronti dell’aldilà grandi poeti quali Dante, Petrarca, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Ungaretti; energie dell’intelletto in cerca di una remota verità.
Una verità, seppur remota, che senza amore e speranza di continuità annebbia l’immagine di un Paradiso in cui ritrovare le persone care, nel senso di un Vangelo di resurrezione del corpo e dell’anima. Cosa offre di meglio allo spirito questa odierna, tecnologica, evoluta società materialista?
L’aldilà esiste, come ho detto, lo so, verde campo alla luce del sole, ci attende dietro al cancello. È al fondo del tunnel, prima o poi so che vi dovrò tornare senza più occasione di ritorno. Rifletterci è un percorso evolutivo che non presenta controindicazioni.
Il libro, infatti, si articola come un percorso di investigazione che porta la coscienza in cerca di se stessa, proiettata verso un “oltre” che prima o poi si rivelerà. Nel frattempo, vivere ignorandone il senso, mortifica il tempo della nostra esistenza e il suo significato più profondo.
Un male strisciante e diabolico sta segnando il nostro tempo. L’aldilà trascurato si legge in fretta e porta l’animo a riflettere, poiché reagire si deve e si può.
Le ultime copie de L’aldilà trascurato sono reperibili tramite e-mail: mauroaimassi@gmail.com. Buona lettura di sicuro.
