Riscoprire il poeta torinese che diede voce agli animali (e ai piemontesi)
A 140 anni dalla nascita di Nino Costa, uno dei più amati poeti piemontesi del Novecento, l’editore Pedrini pubblica “J’àutre bestie”, un’antologia curata da Dario Pasero che invita a riscoprire un autore vivace, ironico e sorprendentemente moderno.
Costa, nato a Torino nel 1886 e attivo fino alla metà del secolo scorso, non fu soltanto un poeta: scrisse testi teatrali, collaborò con riviste scolastiche, sperimentò generi diversi e lasciò un’eredità letteraria ricchissima. Eppure, oggi il suo nome è meno noto di quanto meriterebbe. Questa nuova raccolta prova a rimetterlo al centro dell’attenzione.
Animali parlanti, satira e tanta umanità
Il cuore del volume è dedicato alle sue favole in versi, popolate da animali parlanti che, con ironia e un pizzico di malizia, raccontano i comportamenti degli esseri umani.
È una tradizione antica, molto radicata in Piemonte, ma Costa la rinnova con una lingua vivissima e con un occhio attento ai difetti, alle debolezze e alle piccole grandezze della gente comune.
Per la prima volta queste composizioni vengono presentate insieme e accompagnate da una traduzione italiana integrale, così da essere accessibili anche a chi non conosce il piemontese.
Un autore da riscoprire a tutto tondo
Oltre alle favole, l’antologia propone una scelta di poesie che permette di seguire l’evoluzione della sua voce poetica, e include anche un curioso testo drammatico per musica, poi messo in note dal compositore Luigi Perrachio.
È un’opera breve ma significativa, che racconta storie e paesaggi del Canavese, terra a cui Costa era legato per origini familiari e affetto.
Un invito a tornare ai classici locali
Con “J’àutre bestie”, Pasero e l’editore Pedrini non vogliono solo celebrare un anniversario: sperano di riaccendere l’interesse per un autore che ha saputo dare al piemontese dignità letteraria e profondità emotiva.
In un momento in cui le culture locali rischiano di essere dimenticate, questa antologia ricorda quanto possano essere ricche, divertenti e capaci di parlare ancora oggi.
Un libro che non è solo per appassionati di lingue locali, ma per chiunque ami le storie ben raccontate e voglia scoprire – o riscoprire – una voce autentica della nostra tradizione.
Dario Pasero – Di famiglia di origini cuneesi, nato a Torino nel 1952 e residente ad Ivrea, laureato in Lettere Classiche, è stato per oltre 30 anni docente di Italiano e Latino al liceo classico.
Come studioso di piemontesistica ha collaborato ai primi due volumi di “La letteratura in piemontese” (insieme a Gianrenzo Clivio ed a Giuliano Gasca Queirazza) ed è stato poi tra i redattori del terzo (Poeti in piemontese dal Novecento ai giorni nostri; 2024). Ha pubblicato l’edizione critica delle poesie di Ignazio Isler (1699-1778), di quelle di Alfredo Nicola (1902-1995) e del teatro di Armando Mottura (1905-1976). Inoltre, per le edizioni Pedrini ha curato (2025) l’edizione critica delle poesie inedite e sparse di Luigi Olivero (1909-1996).
Nel campo della letteratura italiana ha pubblicato di Carlo Botta la giovanile ed inedita “Novella di Simplicio” e di Edoardo Calandra la novella, anch’essa inedita e non terminata, “Il gran forestiero”, oltre ad una Scelta di Poesie italiane e latine edite ed inedite del chivassese Giuseppe Giacoletti (1803-1865).
Come scrittore in piemontese sue composizioni sono ospitate su varie riviste specializzate, italiane e straniere, oltre ad aver ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. In lingua italiana collabora tra l’altro, e da molti anni, con l’annuario letterario-gastronomico «l’Apollo buongustaio» di Roma.
Dario Pasero
Nino Costa – J’àutre bestie – Nel ricordo dei 140 anni dalla nascita (1886-2026)
Testo originale con traduzione italiana, Edizioni Pedrini, Pont-Saint-Martin (AO), 2026, 136 pp., € 16,00
In copertina ritratto di Nino Costa opera del barone Frederic Leighton, pittore britannico
